4 ottobre 2018

4 ottobre Festa di San Francesco d’Assisi

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4 OTTOBRE FESTA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI

1977 il governo di Giulio Andreotti faceva saltare sette festività, a cominciare dall’Epifania che tornò a essere segnata in rosso solo dieci anni dopo: Bettino Craxi ripristinò la festa, in attuazione dell’intesa firmata con la Santa Sede per il rinnovo dei Patti lateranensi.

3 ottobre 2018

Sinodo dei giovani. Lezione ottobre 2018

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Sinodo dei giovani 2018

Musica e testo inno ufficiale sinodo dei giovani 2018

Un Sinodo dei giovani per cambiare la Chiesa.

La presentazione dell’Assemblea dei vescovi (3-28 ottobre): per la prima volta partecipano anche due presuli cinesi. 267 Padri, 23 esperti, 49 uditori tra cui 34 ragazzi

 

Papa Francesco ha scelto di rivolgere ai giovani il pensiero, la riflessione, la preghiera che tutta la Chiesa porterà avanti nei prossimi mesi. A ottobre 2018 si svolgerà infatti un incontro speciale dei vescovi -detto sinodo- che porterà la Chiesa a prendersi cura delle nuove generazioni, riflettendo sul loro vissuto, la loro vocazione, le loro scelte. Prima di questo incontro tutta la Chiesa, a partire da ogni gruppo e realtà diocesana, vivrà un tempo per ascoltare i propri giovani, coinvolgendoli e rendendoli parte attiva di questo percorso, e per fare il punto sulla proposta di accompagnamento pastorale a loro rivolta.

È un tempo prezioso e arricchente che ci chiama a essere protagonisti perché il Sinodo -letteralmente “camminare insieme”- sia realmente strada condivisa.

1 ottobre 2018

2018-2019 GITE

Filed under: 2018-19 GITE — giacomo.campanile @ 09:24

18-10-18. 5 P APPUNTAMENTO PIAZZA DEL POPOLO ORE 8,45

10-10-18.  4 P LATERANO

24 settembre 2018

Gesù e i bambini.Luca 18:15-19:48 Umiltà e ingiustizia Pr 3,27-34. LEZIONE SETTEMBRE 2018.

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Tutti quanti abbiamo un angelo.

L’angelo custode è un angelo che, secondo la tradizione cristiana, accompagna ogni persona nella vita, aiutandolo nelle difficoltà e guidandolo verso DioL’angelo è invocato con la tradizionale preghiera dell’Angelo di Dio.

2 ottobre festa degli angeli custodi

Anche festa dei nonni.

Per volere degli Autori-Ideatori, questa festa è stata istituita come ricorrenza civile per il giorno 2 ottobre di ogni anno con la legge n. 159 del 31 luglio 2005, quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale

Mt 18,1-5.10
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli». Parola del Signore

Gesù e i bambini.Luca 18:15-19:48 Umiltà e ingiustizia Pr 3,27-3. Storia di Chiara Corbella una madre coraggiosa

La storia di Giobbe dalla Bibbia. Sofferenze e prove.

Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello; si rase il capo, cadde a terra, si prostrò e disse:«Nudo uscii dal grembo di mia madre,
e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!».
In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto.

 

Speri Israel. Sono un bimbo svezzato in braccio a sua madre. Salmo 130.

TESTIMONIANZA DI CHIARA CORBELLA

Storia di Chiara Corbella una madre coraggiosa

Beatificazione di Chiara

Una settimana dopo aver scoperto di essere incinta, Chiara si accorge però di una lesione alla lingua. Col fondato sospetto che si tratti di un tumore, il 16 marzo 2011 Chiara affronta durante la gravidanza la prima delle due fasi di un intervento per asportare la massa sulla lingua. Per la seconda fase, occorrerà aspettare che Francesco sia nato. Accertato che si tratta di un carcinoma alla lingua, che chiamerà il drago, Chiara sceglie di rimandare le cure per non far male al bambino che porta in grembo. Anzi, sceglie da che medici farsi seguire in base al tempo che le concedono prima di indurre il parto. Aspetta fin quando le è possibile aspettare, e anche oltre.

«Per la maggior parte dei medici – scrive Chiara – Francesco era solo un feto di sette mesi. E quella che doveva essere salvata ero io. Ma io non avevo nessuna intenzione di mettere a rischio la vita di Francesco per delle statistiche per niente certe che mi volevano dimostrare che dovevo far nascere mio figlio prematuro per potermi operare».

Francesco Petrillo nasce il 30 maggio 2011. Finalmente il 3 giugno, con lo stesso ricovero del parto, Chiara affronta la seconda fase dell’intervento iniziato a marzo. Tornata casa, non appena le è possibile comincia chemioterapia e radioterapia ma il tumore si estenderà comunque a linfonodi, polmoni, fegato e persino l’occhio destro, che Chiara coprirà con una benda per limitare le difficoltà visive.

La foto di Chiara sorridente con la benda è straordinaria se si considera che è stata scattata nell’aprile del 2012: da poco più di dieci giorni ha scoperto di essere una malata terminale. Nelle settimane che seguono, trascorse insieme a suo marito in disparte e lontano dalla città, nella casa di famiglia vicino al mare, Chiara si prepara all’incontro con lo Sposo. Sostenuti dai sacramenti amministrati quotidianamente da padre Vito, che condivide con loro questo tempo intenso, Chiara ed Enrico sono più che mai forti della fedeltà di Dio, che li ha sempre accompagnati in una misteriosa letizia.

Chiara muore a mezzogiorno del 13 giugno 2012, dopo aver salutato tutti, parenti ed amici, uno a uno. Dopo aver detto a tutti Ti voglio bene.

 

E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Risultati immagini per gesu e i bambini

La maledizione del Signore è sulla casa del malvagio,
mentre egli benedice la dimora dei giusti.
Dei beffardi egli si fa beffe
e agli umili concede la sua benevolenza.

Parola di Dio

19 settembre 2018

Significato teologico del termine Caritas in San Paolo. Lezione settembre 2018

Filed under: LEZIONI DI RELIGIONE — giacomo.campanile @ 09:14

Significato teologico del termine Caritas in San Paolo.

Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi capitolo 12,31

Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime.
Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.
E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.
E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.
La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino.
Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!

Domande

Cosa significa carisma?

Cosa significa la parola Carità?

quali sono le sue caratteristiche?

la carità avrà fine?

3 cose rimarranno in eterno quali sono?

La più grande?

Risultato immagine per cos'è la carità

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11 settembre 2018

Buon inizio anno 2017-18. Lode e gioia.

Filed under: Senza Categoria — giacomo.campanile @ 08:17

RAGAZZI, buon inizio anno scolastico! W la scuola della gioia.
«Ricordatevi che l’educazione è cosa di cuore. Amate i vostri figli, gli allievi; amateli più di voi stessi, amateli gratuitamente, alla maniera di Dio, regalate loro l’amore. L’amore vero ce li fa amare anche quando non prendono bei voti, sbagliano, rispondono male, si ribellano. La pratica del sistema preventivo è tutta poggiata sulla carità che è “paziente, tutto soffre, tutto spera, tutto sopporta”. Perché non venisse confusa con l’elemosina ho cercato di tradurre la parola “carità” con amorevolezza. Bisogna amare ciò che piace ai giovani, e i giovani ameranno ciò che piace ai loro educatori L’amorevolezza la si deve esprimere nelle parole, nei gesti e persino nell’espressione del volto e degli occhi. Ed è importante che i giovani non solo siano amati, ma che abbiano coscienza di essere amati». Don Bosco.

16 giugno 2018

Obbligo dei docenti. 2018

Filed under: SCUOLA — giacomo.campanile @ 07:25
  • Finite le lezioni i D.S. non possono imporre ai docenti di andare a firmare o fare riunioni non programmate o mettere a posto armadietti o altre amenità del genere.
    Per quanto riguarda gli obblighi di servizio il riferimento per i docenti é sempre il CCNL, sia per gli insegnanti a tempo indetetminato sia per quelli a temlo determinato, supplenti annuali e tempotanei. L’ultimo contratto, siglato lo scorso aprile, nulla ha modificato sull’orario di servizio.
    Per gli insegnanti il contratto prevede attività di insegnamento , quelle funzionali all’insegnamento oltre alle attività facoltative aggiuntive, pagate con il Fis e che per quest’anno saranno retribuite unitamente al bonus premiale entro il 31 agosto.
    Per le attività aggiuntive c’è bisogno dell’assenso preventivo dell’insegnante e non possono essere imposte, da tali attività ci si può dimettere in qualsiasi momento.
    Le prime due tilologie di attività sono invece obbligatorie e quantificate dal contratto.
    Le attività di insegnamento si effettuano dall’inizio delle lezioni alla fine delle lezioni, inizio e fine previsti dal calendario scolastico o dal suo adattamento, le scuole possono anticipare solo la data di inizio delle lezioni ma non la fine, quest’anno le lezioni sono tetminate l’ 8 giugno in Campania e il 7 in Abruzzo, per i docenti della scuola dell’infanzia le lezioni terminano invece il 30 giugno. Per i docenti della scuola dell’infanzia l’obbligo contrattuale prevede n. 25 ore settimanali di lezione, 22+ 2 di programmazione settimanale per la scuola primaria e n. 18 ore per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Nei periodi di interruzione delle lezioni ad es.Natale e Pasqua non è previsto alcun obbligo, quando le lezioni sono sospese per forza maggiore, neve, elezioni, le ore di lezioni non devono essere recuperate in alcun modo. Mentre vanno sempre recupetate le frazioni orarie in attività di insegnamento, laddove l’unità oraria di lezione sia inferiore ai 60 minuti.
    Le attività funzionali di insegnamento, pure obbligatorie, sono quantificate dal contratto nazionale in 40 ore per i collegi dei docenti e per le sue articolazioni in gruppi e commissioni di lavoro ovvero per i dipartimenti e in 40 ore per i consigli di classe e interclasse . In tali attività ricadono altresì tutti i ricevimenti collegiali delle famiglie anche per la comunicazione degli esiti intermedi e finali degli alunni nonché l’aggiornamento obbligatorio deliberato nel piano annuale di aggiornamento in Collegio. Il numero delle ore è definito dal collegio non ci sono tetti imposti dal Miur. Se per motivi eccezionali si sfora il monte ore annuale, tale impegno aggiuntivo deve essere, motivato, quantificato e retribuito.
    Tali attività funzionali di insegnamento proprio oer evitate sforamenti con conseguenti rilievi contabili sono calendarizzate con una programmazione di massima all’interno di un programma annuale di attività, comunicato dal DS e deliberato dal Collegio dei docenti all’inizio di ogni anno scoladtico in uno dei primi collegi e possono essere espletate dall’1.9.per gli adempimenti di inizio anno fino al 30.6 per gli adempimenti di fine fino anno scolastico , ad es. il collegio dei docenti finale in cui si ratificano gli scrutini e relazionano le funzioni strumentali.
    Poi ci sono attività pure obbligatorie proprie della nostra funzione docente ma che non sono state quantificate dal contratto, ad esempio gli scrutini trimestrali o quadrimestrali, il ricevimento individuale delle famiglie ( genetalmente 1 h a settimana, un ora cosiddetta buca), la correzione dei compiti scritti, gli esami di passaggio o finali retribuiti nella scuola superiore ( esami di Stato).
    Poi sono previste fino a 6 ore di straordinario per sostituire i colleghi assenti, sono ore ovviamente pagate ma che non possono in alcun modo essere imposte.
    Concludendo le attività di insegnamento sono espletate solo e soltanto dall’inizio alla fine delle lezioni, fine e inizio definiti da calendario scolastico
    Le altre attività funzionali di insegnamento per un totale di 80 ore sono ad anno scolastico sono svolte dall’1.9 al 30.6: fine delle attività didattiche.

4 giugno 2018

Compiti per le vacanze. Estate 2017-18.

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Compiti per le vacanze.

Leggere il libro della Bibbia, Qoelet.

Tutto è vanità.

il titolo e la concezione di base sono presi da un versetto del Quoelet (o Ecclesiaste), libro dell’Antico Testamento: «הֲבֵל הֲבָלִים הַכֹּל הָֽבֶל » (“vanitas vanitatum, omnia vanitas”, cioè “vanità delle vanità, tutto è vanità”).

Visitare tre edifici religiosi con foto.

«  Non c’è di meglio per l’uomo che mangiare e bere e godersi il frutto delle sue fatiche; mi sono accorto che anche questo viene dalle mani di Dio. Difatti, chi può mangiare o godere senza di lui? »   (Qoelet 2,24-25)

CANTO TUTTO E VANITÀ

29 maggio 2018

Umiltà, santità e vanità. Lezione maggio 18

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Deposuit potentes de sede et exaltavit humiles. Dal Vangelo secondo Luca 1,39-55

Qualità di ciò che è umile, non nobile, modesto: umiltà di natali, di condizione; l’umiltà di un mestiere; l’umiltà di un lavoro.

una persona umile è essenzialmente una persona modesta e priva di superbia, che non si ritiene migliore o più importante degli altri.

Il termine “umiltà” è derivato dalla parola latina “humilis”, che è tradotta non solo come umile ma anche alternativamente come “basso”, o “dalla terra”.

Nella religione e nella spiritualità, l’umiltà è generalmente considerata un valore positivo.

È la virtù che porta alla consapevolezza della propria identità, dei propri limiti e della propria forza, che permette di entrare in una vera relazione con gli altri.

Umiltà o nobiltà?

Umiltà o superbia?

Cosa significa umiltà?

Umiltà è un valore positivo?

L’umile conosce se stesso?

Umiltà o santità?

J.S.Bach Magnificat – Deposuit Potentes (aria)

CANTO TUTTO E VANITÀ

Giorgia – Vanità

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18 maggio 2018

Re David danza davanti all’Arca dell’Alleanza

Filed under: LEZIONE,LEZIONI DI RELIGIONE — giacomo.campanile @ 08:26

Re David danza davanti all’Arca dell’Alleanza

Davide Re d’Israele

David Re del regno d’Israele (1000 ca.-960 a.C., secondo la tradizione biblica).  La «casa di D.» compare già in un’epigrafe aramaica del 9° sec. a.C.

Valoroso guerriero, musicista e poeta, accreditato dalla tradizione quale autore di molti salmi

Nel racconto biblico D. era un pastorello, quindi scudiero del re Saul, poi capobanda che si costituì un potere nel Sud (Giuda) sotto protezione filistea. Alla morte di Saul venne accettato come re di Giuda, e infine (eliminata la discendenza di Saul) anche delle tribù del Nord (Israele).

Sconfisse i filistei, estese il suo potere da Damasco a Edom e conseguì l’egemonia nel Levante. Conquistò Gerusalemme e la fece capitale del regno, dando inizio a una dinastia che, nella tradizione biblica, sarebbe durata fino all’esilio babilonese.

 

MIm
1. Quando lo Spirito vive in me
SI7 MIm
io canto come David;
MIm
quando lo Spirito vive in me
SI7 MIm
io canto come David.
LAm MIm
Io canto, io canto,
SI7 MIm
io canto come David.
MI7 LAm RE7 SOL DO7+
Io can_to, io can_to,
LAm SI7 MIm
io canto come David.

Quando lo Spirito
vive in me,

io lodo come David…

io esulto come David…

io danzo come David…

io prego come David

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