14 Marzo 2019

Israele, uno scenario da Terza Guerra Mondiale. Ottobre 2023

Filed under: 2020 LEZIONI — giacomo.campanile @ 08:47

La trappola di Hamas sta funzionando e potrebbe scatenare gli interventi di altre nazioni, che a loro volta potrebbero chiamare in campo gli USA

Nel 1914, la Grande Guerra fu scatenata da un puntiglio dell’Impero Austro Ungarico, che a sua volta fece intervenire la Russia, la Germania, la Francia e l’Inghilterra. Risultato, 10 milioni di morti.
Anche la Seconda Guerra (da quella volta iniziarono a numerare le guerre mondiali) fu scatenata da una serie di interventi quasi automatici degli Alleati dopo che Hitler invase la Polonia. Risultato, quasi 70 milioni di morti.
Oggi non si usa più dichiarare guerra, la si fa e basta. Lo abbiamo visto benissimo in Ucraina e adesso lo stiamo constatando in Israele.
Già, perché l’azione sconsiderata di Hamas è stata progettata con precise garanzie da parte dell’Iran.

Hamas, attaccando su vasta scala, sapeva perfettamente che non avrebbe retto alla potenza militare di Israele, quindi si è mosso solo dopo essersi coperto le spalle. Come?
Se Israele dovesse invadere la Palestina (cosa che secondo noi farà sicuramente), l’Iran è capace di intervenire in accordo con la Siria.
A quel punto ci parrebbe inevitabile l’intervento degli Stati Uniti a fianco di Israele. E, in vista di questa possibilità, Russia e Cina (il perché della Cina non l’abbiamo capito, ma così ha dichiarato) scenderebbero in campo a fianco dell’Iran.
Il resto andrebbe avanti come il gioco del Domino.

Con un terribile particolare. Nessuna delle nazioni dotate di armi atomiche intende usarle, ma Israele (che secondo noi ne è dotato fin dai tempi della Guerra dei Sei Giorni) potrebbe usarla contro l’Iran per motivi di pura sopravvivenza.
Il resto non vogliamo pensarlo. Anzi, ne abbiamo parlato proprio per scaramanzia.
Lo scenario è terrificante, ma come spesso accade nelle previsioni, probabilmente non avverrà.

Il ministro Tajani a Trento. «Rischiamo la terza Guerra mondiale. Israele deve difendersi, ma evitare escalation»

6 Marzo 2019

La città dei gatti di Lao She 1932

Filed under: 2020 LEZIONI — giacomo.campanile @ 10:24

“La città dei gatti” di Lao She (1932).

​È un romanzo di fantascienza distopica e satira politica. Un pilota terrestre naufraga su Marte e scopre una civiltà di uomini-gatto in totale declino. L’autore usa questa società corrotta e dipendente dalle “foglie di sogno” come una critica feroce alla Cina del suo tempo, denunciando ignoranza e caos sociale.

“La città dei gatti” di Lao She. Anche se scritto nel 1932, il legame con l’Occidente odierno è impressionante e quasi profetico.

​Ecco i punti di contatto principali:

Individualismo estremo: Proprio come i “gatti” del romanzo, che pensano solo al proprio interesse immediato portando la società al collasso, l’Occidente vive una crisi di coesione sociale dove il benessere del singolo prevale spesso su quello collettivo.

​Narcotizzazione sociale: La “foglia di nuvola” che intontisce la popolazione nel libro è una metafora perfetta per le moderne dipendenze digitali e l’intrattenimento di massa, usati per evadere da una realtà politica e sociale deludente.

Declino culturale: Lao She descrive un mondo che ha perso il rispetto per l’istruzione e la storia; oggi molti vedono un parallelo nella crisi dei sistemi educativi e nella semplificazione dei linguaggi tipica dei social media.

​Ipocrisia politica: La critica alla classe dirigente corrotta e ai falsi proclami di progresso risuona forte nelle attuali tensioni tra istituzioni e cittadini.

​In breve, il romanzo funge da specchio per una civiltà che, pur essendo tecnologicamente avanzata o convinta della propria superiorità, rischia la rovina a causa del disfacimento morale e civile.

Nel romanzo di Lao She, la foglia di nuvola (o l’erba di nuvola) è la droga che intorpidisce gli abitanti del pianeta Marte, portandoli alla rovina. Sui social media di oggi, l’algoritmo agisce in modo simile: crea una dipendenza da gratificazione istantanea che distrae dai problemi reali e anestetizza il pensiero critico.

​Entrambi offrono un’evasione tossica che premia l’apatia e l’apparenza a scapito della sopravvivenza della cultura

12 Aprile 2018

Basilica del Pantheon. 2024. 12-4-18

Filed under: 2020 LEZIONI — giacomo.campanile @ 20:14

Religione, arte, storia e architettura. Basilica del Pantheon.

Breve video ottimo

Alberto Angela Pantheon

Il Pantheon di Roma e gli eventi astronomici

Bellezza – ORME SVELATE

Il Pantheon (in greco antico: Πάνθεον [ἱερόν], Pántheon [hierón], «[tempio] di tutti gli dei»), in latino classico Pantheum[1], è un edificio della Roma antica situato nel rione Pigna nel centro storico, costruito come tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future.

Fu fondato nel 27 a.C. dall’arpinate Marco Vipsanio Agrippa, genero di Augusto. Fu fatto ricostruire dall’imperatore Adriano tra il 120 e il 124 d.C., dopo che gli incendi dell’80 e del 110 d.C. avevano danneggiato la costruzione precedente di età augustea.

È composto da una struttura circolare unita a un portico in colonne corinzie (otto frontali e due gruppi di quattro in seconda e terza fila) che sorreggono un frontone. La grande cella circolare, detta rotonda, è cinta da spesse pareti in muratura e da otto grandi piloni su cui è ripartito il peso della caratteristica cupola emisferica in calcestruzzo che ospita al suo apice un’apertura circolare detta oculo, che permette l’illuminazione dell’ambiente interno. L’altezza dell’edificio calcolata all’oculo è pari al diametro della rotonda, caratteristica che rispecchia i criteri classici di architettura equilibrata e armoniosa.

A quasi due millenni dalla sua costruzione, la cupola intradossata del Pantheon è ancora oggi una delle cupole più grandi di tutto il mondo, e nello specifico la più grande costruita in calcestruzzo romano

All’inizio del VII secolo il Pantheon è stato convertito in basilica cristiana chiamata Santa Maria della Rotonda[5] o Santa Maria ad Martyres, il che gli ha consentito di sopravvivere quasi integro alle spoliazioni inflitte dai papi agli edifici della Roma classica.

Gode del rango di basilica minore ed è l’unica basilica di Roma oltre a quelle patriarcali ad avere ancora un capitolo. Gli abitanti di Roma lo chiamavano popolarmente la Rotonna (“la Rotonda”), da cui derivano anche il nome della piazza e della via antistanti.

Proprietà demaniale dello Stato Italiano, dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali lo ha gestito tramite il Polo museale del Lazio, e dal dicembre 2019 attraverso la Direzione Musei statali di Roma. Nel 2019 ha fatto registrare 8.955.569 visitatori, risultando il sito museale statale italiano più visitato.

12-4-18. Pantheon. Santa gita 2d

Santa gita

11 Agosto 2016

Numeri e Teologia cattolica.

Filed under: 2020 LEZIONI — giacomo.campanile @ 07:13

 

Nella teologia cattolica, i numeri non sono semplici cifre matematiche, ma veicoli di un messaggio spirituale che trascende il dato quantitativo.

Significati simbolici principali
1 (Unità): Rappresenta l’unicità di Dio e l’esclusività del monoteismo. Una natura divina

2 due nature umano divina in Gesù Cristo in una persona divina del Figlio (Logos)
3 (Perfezione Divina): Associato alle manifestazioni della divinità e, nel Nuovo Testamento, al mistero della Santissima Trinità.  3 persone in una natura divina
4 (Completezza Terrena): Indica il mondo creato, i quattro punti cardinali e l’universalità. 4 Evangelisti
7 (Pienezza e Sacralità): È il numero della perfezione e dell’alleanza tra Dio e l’uomo; richiama il riposo di Dio dopo la creazione. 7 sacramenti. 7 virtù, 7 vizi.

8 ottavo giorno della redenzione la resurrezione di Cristo
10 (Totalità): Esprime completezza d’ordine, come nei Dieci Comandamenti.
12 (Il Popolo di Dio): Simboleggia l’elezione, dalle 12 tribù d’Israele ai 12 Apostoli, fino alla Gerusalemme Celeste.
40 (Preparazione e Prova): Indica un tempo di purificazione o attesa, come i 40 giorni del diluvio, i 40 anni nel deserto o i 40 giorni di Gesù nel deserto. 

Metodologie Interpretative
Oltre al senso letterale, la teologia utilizza la gematria, una tecnica che associa valori numerici alle lettere dell’alfabeto ebraico e greco per rivelare significati nascosti nei nomi (es. il 666 nell’Apocalisse). Come indicato nel Dizionario Teologico Biblico, è fondamentale non interpretare ogni cifra in modo rigido, ma contestualizzarla nel genere letterario del testo sacro.

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