Battesimo e tentazioni di Gesù video

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La quaresima è uno dei tempi forti che la Chiesa cattolica e altre chiese cristiane celebrano lungo l’anno liturgico.
È il periodo di quaranta giorni che precede la celebrazione della Pasqua; secondo il rito romano inizia il mercoledì delle Ceneri e si conclude il Giovedì Santo, mentre secondo il rito ambrosiano parte dalla domenica successiva al Martedì Grasso fino alla Veglia Pasquale.
Tale periodo è caratterizzato dall’invito alla conversione a Dio. Sono pratiche tipiche della quaresima il digiuno ecclesiastico e altre forme di penitenza, la preghiera più intensa e la pratica della carità. È un cammino di preparazione a celebrare la Pasqua, che è il culmine delle festività cristiane.
ELEMOSINA – PREGHIERA – DIGIUNO.
Quaranta giorni SIMBOLOLOGIA
Nella Bibbia questa parola ricorre molte volte, spesso per indicare un periodo cronologico di prova e isolamento o di purificazione:
il diluvio universale è durato quaranta giorni e quaranta notti (Genesi 7, 4.12.17)
all’arrivo in terra promessa, gli esploratori della terra di Canaan impiegarono 40 giorni durante i quali se la spassarono; per punizione l’esodo del popolo Israelita durò quarant’anni (Numeri 13, 25; 14, 33-34; 32, 13, Esodo 16, 35; Deuteronomio 8, 2.4; 29, 4; Giosuè 5, 6)
Mosè è rimasto sul monte Sinai per quaranta giorni e quaranta notti (Esodo 24, 18; 34, 28; Deuteronomio 9, 9.11.18.25; 10, 10)
il profeta Elia ha dovuto attraversare il deserto per quaranta giorni prima di giungere al monte Oreb (1Re 19, 8)
il profeta Giona ha annunciato la distruzione di Ninive per quaranta giorni (Giona 3, 4)
la flagellazione secondo la legge mosaica prevedeva “non più di quaranta colpi” (Deuteronomio 25, 3 || 2Corinzi 11, 24)
quaranta giorni dopo la nascita, Gesù è presentato al Tempio di Gerusalemme (Luca 2, 22) per “essere offerto” a Dio “secondo la Legge di Mosè” (Esodo 13, 2.11-16).
Gesù si è ritirato nel deserto per quaranta giorni prima d’iniziare la sua predicazione pubblica (Luca 4, 1-2 || Marco 1, 12-13 || Matteo 4, 1-2).


la vita. studia all’università di Oxford, appartiene all’ordine francescano. deve difendersi, ad Avignone, dall’accusa di eresia; critica la politica ecclesiastica di Giovanni XXII. fugge da Avignone con altri francescani, si rifugia prima in Italia e poi a Monaco presso Lodovico il Bavaro.

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Pollaiolo


Opera del Pollaiolo

Giotto































L’educazione sessuale dei nostri bambini secondo l’OMS
Inizia ora a essere messo in circolazione un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, intitolato “Standard di Educazione Sessuale in Europa“, che è una guida per i governi, per la scuola pubblica e gli specialisti sanitari sull’educazione sessuale dei bambini da 0 a 16 anni.
Si tratta in pratica di un manuale di corruzione dei minori già distribuito presso i ministeri dell’Istruzione e della Salute in Europa. Inutile dire che in questo progettonon sono contemplati i genitori come responsabili per l’educazione dei propri figli.
Il documento è sconvolgente: per i bambini da 0 a 4 anni l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione dalla prima infanzia”. Rileggiamo perché la sensazione è di trovarsi di fronte a uno scherzo pesante e nemmeno divertente. Si intende dire che è opportuno disporre del personale che introduca i bimbi al di sotto dei 4 anni a pratiche masturbatorie? E chi lo insegnerà? E come? Magari con qualche esempio?
Dall’”insegnamento” alla pedofilia il passo è brevissimo, anzi inesistente, in quanto le due cose inevitabilmente si equivalgono. Sappiamo tutti che i bambini piccolissimi esplorano il proprio corpo: toccarsi i genitali è per loro tanto normale quanto portarsi i piedini alla bocca! Ma per l’OMS ci vuole una maestra d’asilo o un pediatra che snaturino un atto istintuale (l’esplorazione del proprio corpo) in qualcosa di profondamente innaturale, in un “gioco” estremamente pericoloso per il sano e normale sviluppo psichico del bambino.
Dai 4 ai 6 anni l’OMS prevede poi che il mito della cicogna debba essere svelato come falso: sarebbe l’età giusta per “parlare di questioni sessuali”, esplorare “le relazioni omosessuali” e “consolidare l’identità di genere”. Ma cosa significa, ad esempio, “esplorare le relazioni omosessuali” se non una grande confusione nella mente di un bimbo? E “consolidare l’identità di genere”? Questioni dalle quali i bambini dovrebbero essere tenuti lontani il più possibile dovrebbero, al contrario e secondo l’ideologia perversa di tali “esperti”, diventare loro familiari, abituali, insieme all’Uomo Ragno e Hello Kitty.
Se qualsiasi “vera” cultura e qualsiasi “vero” pedagogo inorridirebbe a sentire proposte di tal fatta possiamo, all’opposto, immaginarci chi invece si rallegrerebbe: sordidi pedofili che si sentirebbero pienamente giustificati dall’autorità internazionale.