30 Maggio 2014

Compiti per le vacanze biennio. Leggere il libro della Genesi (Bibbia)

Filed under: LEZIONI DI RELIGIONE,Religione — giacomo.campanile @ 07:32

Autore:L’aurore del libro della Genesi non è ben identificato. Secondo la tradizione, l’autore è sempre stato considerato Mosè.

Data della Stesura:Il Libro della Genesi non fa alcuna affermazione su quando è stato scritto. La data della paternità sembra essere tra il 1440 ed il 1400 a.C., nel periodo tra l’uscita degli Israeliti dall’Egitto e la morte di Mosè.

Molti dei grandi quesiti della vita trovano la loro risposta nella Genesi. (1) Da dove vengo? (Dio ci ha creati – Genesi 1:1) (2) Perché sono qui? (siamo qui per avere una relazione con Dio – Genesi 15:6) (3) Dove sto andando? (abbiamo un destino dopo la morte – Genesi 25:8). Il Libro della Genesi attrae lo scienziato, lo storico, il teologo, la casalinga, il contadino, il viaggiatore, l’uomo e la donna di Dio. E’ un inizio adatto alla storia di Dio ed al Suo piano per l’umanità, contenuto nella Bibbia.

Versi chiave: Genesi 1:1:” Nel principio Dio creò i cieli e la terra.”

Breve riassunto:Il Libro della Genesi può essere diviso in due sezioni: Storia Primitiva e Storia Patriarcale. La Storia Primitiva documenta (1) La creazione (Genesi capitoli 1-2); (2) La Caduta dell’uomo (Genesi capitoli 3-5); (3) il Diluvio (Genesi capitoli 6-9); e (4) la dispersione (Genesi capitoli 10-11). La storia patriarcale documenta le vite di 4 grandi uomini: (1) Abramo (Genesi 12-25.8); (2) Isacco (Genesi 21:1-35-29); (3) Giacobbe (Genesi 25:21-50:14) e (4) Giuseppe (Genesi 30:22-50:26).

29 Maggio 2014

COMPITI PER LE VACANZE PROF. G.CAMPANILE ANNO 2013-14. LEGGERE IL LIBRO DEL QOELET DALLA BIBBIA

Filed under: LEZIONI DI RELIGIONE — giacomo.campanile @ 10:25

LEGGERE IL LIBRO DEL QOELET DALLA BIBBIA

Il libro di Qohelet si interroga sulla della morte che tocca il giusto e l’ingiusto, il giovane e il vecchio; sul problema della sofferenza e sull’intera vita umana.

Le parole più note del libro sono quelle che lo aprono e si ripetono quasi come un ritornello: “Vanità delle vanità, dice Qohelet, tutto è vanità”. Questa parola si ripete trentotto volte. La parola vanità in ebraico: ‘hebel’ significa ‘soffio’, ‘vento’, cioè fugacità delle cose e della stessa vita.

La sapienza di Qohelet sembra affermare che la vita, vista nella sua concretezza, è così effimera che non c’è nessun vantaggio a essere saggi o stolti. Qohelet si interroga sull’insensatezza della morte che tocca il giusto e l’ingiusto, il giovane e il vecchio; sul problema della sofferenza e su tutto ciò che fa dibattere la persona umana per ottenere qualcosa o essere qualcuno: “Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno per cui fatica sotto il sole?” (1,39) dal momento che la sua esistenza trascorre come un’ombra (cfr 6,12). Che cosa rimane allora di importante alla persona umana?

Evidenzia, però, il valore della gioia della vita e il timore di Dio.

 La vita è fonte di gioia. Ma è dono di Dio e lui può toglierla quando vuole. Il senso della morte, il trascorrere del tempo, il fallimento dei progetti umani conduce la persona umana a non porsi al posto di Dio. Anzi, il modo esatto di stare davanti a Dio è di averne timore cioè rispetto riverenziale.

Qohelet nella sua radicale riflessione sui problemi esistenziali insegna che la persona adulta affronta realisticamente i perché della vita, con coraggio, senza scappatoie, senza preconcetti. Questa capacità permette di realizzare un rapporto corretto con la vita, con se stessi, con gli altri e con Dio.

16 Maggio 2014

Regole anticovid per la scuola

Filed under: PAPA,PAPA FRANCESCO — giacomo.campanile @ 11:55

https://www.orizzontescuola.it/wp-content/uploads/2020/09/Disposizioni-anti-Covid-19-per-gli-studenti.pdf

Queste sono le disposizioni ufficiali . Viene dato l’ordine di istallare l’app immuni sullo smart phone. Ogni alunno deve avere uno Smart e usare l’app per essere controllato .
Raggiungi la tua aula un silenzio senza salutare nessuno, togli la mascherina solo quando entra l’insegnante, stai distante, disinfetta tutto, impara a vivere come un appestato

Per quanto un regolamento possa contenere indicazioni severe e precise, nessuno potrà mai garantirne il rispetto se non c’è la collaborazione, il senso di responsabilità e la buona volontà da parte di tutti. Per questo ti chiediamo di far parte di questo sforzo comune per restare a scuola fino alla fine dell’anno e non mettere a rischio la salute di tutti noi e di chi ci aspetta a casa.
1. Misura la tua temperatura prima di uscire di casa. Se supera i 37,5°C oppure se hai sintomi influenzali, resta a casa, avvisa i tuoi genitori e chiamate insieme il medico di famiglia per chiedere una diagnosi;
2. Installa sul tuo smartphone l’applicazione IMMUNI, creata per combattere la diffusione del virus, e ricordati di avvisare la scuola se sei entrato in contatto con persone risultate positive al virus;

3. Metti sempre nello zaino una mascherina chirurgica di riserva, un pacchetto di fazzoletti monouso e un flaconcino di gel disinfettante per uso personale.
4. Prima di salire sui mezzi pubblici, indossa la mascherina e mantieni per quanto possibile, la distanza prescritta di 1 metro dagli altri passeggeri;
5. Cambia la mascherina ogni giorno oppure quando diventa umida, evitando di maneggiarla, sia dalla parte interna che dalla parte esterna, o di appoggiarla su superfici non disinfettate;
6. Cerca di arrivare a scuola tra le 7:45 e le 7:55 già indossando la mascherina. Non arrivare troppo in anticipo rispetto alla campana di ingresso (ore 7:48) in modo da evitare assembramenti in prossimità degli ingressi, nel giardino e nei cortili della scuola.
7. Dalle 7:48 puoi subito entrare a scuola. Raggiungi rapidamente la tua aula utilizzando l’ingresso riservato al settore di cui fa parte la tua classe senza fermarti in prossimità degli ingressi, delle scale o dei corridoi. All’ingresso i collaboratori scolastici potrebbero misurare la tua temperatura corporea con un termometro ad infrarossi;
8. Una volta in aula raggiungi il tuo posto, sistema il tuo giubbotto sulla sedia e i tuoi effetti personali (zaino, casco, etc.) sotto la sedia o sotto il banco. Controlla che il banco sia posizionato correttamente, siediti e attendi l’inizio della lezione togliendo la mascherina chirurgica solo in presenza dell’insegnante;
9. Indossa la mascherina in tutte le situazioni in cui non hai la certezza di poter mantenere il distanziamento fisico di almeno 1 metro dalle altre persone. Indossa la mascherina anche quando lasci il tuo posto per raggiungere la cattedra o per uscire dall’aula o quando una compagna o un compagno o lo stesso insegnante, in movimento, si avvicinano a te a meno di 1 metro di distanza;
10. Durante la lezione puoi chiedere agli insegnanti di uscire dall’aula solo per andare ai servizi. Prima di uscire metti una spunta sul tuo nome nell’elenco affisso vicino sulla porta dell’aula;
11. Ricorda che qualsiasi locale della scuola va arieggiato aprendo le finestre almeno ad ogni cambio d’ora oppure durante la lezione su indicazione dell’insegnante;
12. Durante la giornata igienizzati più volte le mani, prima e dopo aver toccato oggetti o superfici di uso comune, utilizzando i dispenser dislocati nei corridoi o il tuo gel personale;

13. Resta all’interno del settore a cui è assegnata la tua classe, transitando verso un altro settore solo per andare ai distributori automatici durante gli intervalli o ai servizi igienici, se non presenti all’interno del tue settore, oppure su richiesta del personale scolastico;
14. Recati in giardino durante l’intervallo previsto per il tuo settore;
15. Rispetta il distanziamento fisico facendo riferimento alla segnaletica presente sul pavimento mentre sei in fila per accedere ai servizi igienici o ai distributori automatici. Se tutti i segnali di attesa sono occupati, mantieni comunque la distanza minima di 1 metro dalle altre persone senza intralciare il passaggio nei corridoi;
16. Se devi andare in palestra o in un laboratorio, indossa la mascherina, aspetta l’insegnante e procedi assieme ai compagni rispettando la distanza interpersonale di sicurezza;
17. Anche all’interno dei laboratori, mantieni la distanza di almeno 1 metro dalle altre persone. Se non è possibile indossa subito la mascherina;
18. Alla fine della lezione in laboratorio di informatica o in palestra ti chiediamo di disinfettare gli oggetti utilizzati (tastiere, mouse, attrezzi sportivi etc.) con la carta e i prodotti disponibili nell’aula;
19. Durante l’attività sportiva scolastica puoi toglierti la mascherina, mantenendo un distanziamento fisico di almeno 2 metri dalle altre persone.
20. Quando devi fare attività sportiva scolastica, porta con te due sacche, una con gli indumenti e le scarpe sportive, l’altra vuota dove conservare gli stessi indumenti e le scarpe alla fine dell’attività;
21. In palestra e negli altri impianti sportivi, segui le indicazioni dell’insegnante per accedere agli spogliatoi a piccoli gruppi di 4-5 persone;
22. Negli spogliatoi lascia i tuoi effetti personali in corrispondenza del numero indicato dal tuo insegnante;
23. Al suono della campana della fine delle lezioni, resta al tuo posto in aula o in laboratorio, indossa la mascherina chirurgica, riprendi i tuoi effetti personali e aspetta il permesso dell’insegnante per uscire dall’aula o dal laboratorio a piccoli gruppi di 5-6 persone, poi lascia rapidamente la scuola utilizzando le scale e l’uscita assegnata al tuo settore senza fermarti negli spazi comuni;
24. Se avverti dei sintomi influenzali mentre sei a scuola, avvisa l’insegnante o il collaboratore scolastico più vicino. Verrai accompagnata/o in un’aula apposita

https://www.orizzontescuola.it/wp-content/uploads/2020/09/Disposizioni-anti-Covid-19-per-gli-studenti.pdf

http://mobile.vatican.va/content/francescomobile/it/speeches/2014/may/documents/papa-francesco_20140510_mondo-della-scuola.html

13 Maggio 2014

LETTERA APERTA AL CLERO di Enrico Medi

Filed under: PAPA — giacomo.campanile @ 08:57

http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/papa-francesco-incontra-seminaristi-e-sacerdoti-convitti-collegi-romani-domande.aspx

Tta poco sarà Santo della diocesi di Senigallia.
LETTERA APERTA AL CLERO
di Enrico Medi

Sacerdoti,
io non sono un Prete e non sono mai stato degno neppure di fare il chierichetto. Sappiate che mi sono sempre chiesto come fate voi a vivere dopo aver detto Messa. Ogni giorno avete DIO tra le vostre mani. Come diceva il gran re San Luigi di Francia, avete «nelle vostre mani il re dei Cieli, ai vostri piedi il re della terra». Ogni giorno avete una potenza che San Michele Arcangelo non ha. Con le vostre parole trasformate la sostanza di un pezzo di pane in quella del Corpo di Gesù Cristo in persona. VOI OBBLIGATE DIO A SCENDERE IN TERRA! SIETE GRANDI! SIETE CREATURE IMMENSE! LE PIU’ POTENTI CHE POSSANO ESISTERE. Chi dice che avete energie angeliche, in un certo senso, si può dire che sbaglia per difetto.
Sacerdoti, vi scongiuriamo: SIATE SANTI! Se siete santi voi, noi siamo salvi. Se non siete santi voi, noi siamo perduti!
Sacerdoti, noi vi vogliamo ai piedi dell’Altare. A costruire opere, fabbriche, giornali, lavoro, a correre qua e là in Lambretta o in Millecento, siamo capaci noi. Ma a rendere Cristo presente ed a rimettere i peccati, siete capaci SOLO VOI!
Siate accanto all’Altare. Andate a tenere compagnia al SIGNORE. La vostra giornata sia: preghiera e Tabernacolo, Tabernacolo e preghiera. Di questo abbiamo bisogno. Nostro Signore è solo, è abbandonato. Le chiese si riempiono [si fa per dire] soltanto per la Messa. Ma Gesù sta là 24 su 24 e chiama le anime. A tutti, anche a noi, ma in particolare a te, sacerdote, dice di continuo: «Tienimi compagnia. Dimmi una parola. Dammi un sorriso. Ricordati che t’amo. Dimmi soltanto “Amore mio, ti voglio bene”: ti coprirò di ogni consolazione e di ogni conforto».
Sacerdoti, parlateci di DIO! Come ne parlavano Gesù, Paolo Apostolo, Benedetto da Norcia, Francesco Saverio, Santa Teresina. IL MONDO HA BISOGNO DI DIO! DIO, DIO, DIO Vogliamo. E non se ne parla. Si ha paura a parlare di DIO. Si parla di problemi sociali, del pane. Ve lo dice uno scienziato: nel mondo C’E’ PANE! CI SONO RISORSE CHE, se ben distribuite, possono garantire una vita, forse modesta, ma CERTAMENTE PIU’ CHE DIGNITOSA A 100 MILIARDI DI UOMINI! L’UOMO HA FAME DI DIO! E si uccide per disperazione. Dobbiamo credere, ecco il compito delle Missioni: donare DIO al mondo!
Suore, scusate se vi parlo così: tornate ad abituarvi al silenzio!
Bello tutto, la preghiera collettiva è potentissima davanti al Signore. Ricordatevi, però, che si può fare una preghiera insieme anche lontani 100.000 km. La vicinanza è nel cuore di DIO, non nel contatto dei gomiti. Anzi, anche a contatto di gomiti, perché noi non disprezziamo le realtà concrete, visibili e materiali. Ma attenti a non esagerare. Chi volesse dire solitudine soltanto sbaglia, ma chi dice solo appiccicamento di cuore sbaglia. Sbagliano l’uno e l’altro.

Enrico Medi

11 Maggio 2014

FOTO 2023 Web

Filed under: Foto — giacomo.campanile @ 17:26


DON LUCA SANTACROCE CON GLI EX STUDENTI DEL MONTALE 30 SETTEMBRE 2021 FESTA DI SAN GIROLAMO. PARROCCHIA SAN GIROLAMO ROMA

 

MASSIME MAGGIO 2014

Filed under: MASSIME — giacomo.campanile @ 16:56
  1. Foto: Grande W papa FRANCESCO
  2. Foto
  3. Foto: Con questa battuta notteeee a tutti https://www.facebook.com/Photo4uStudio?fref=nf
  4. Foto
  5. Foto: @@@
  6. Foto: ... la prima perla di saggezza di oggi.. stupenda!(l.h)

6 Maggio 2014

Ho incontrato un Papa Santo.

Filed under: LEZIONE,LEZIONI DI RELIGIONE,PAPA FRANCESCO — giacomo.campanile @ 07:23

Chi sono i due Papi santi? Riflessioni sulla canonizzazione dei Papi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII.

Ero a San Pietro domenica 27 aprile 2014 quando un’ovazione spontanea  di più di un milione di fedeli si alzo al cielo alla proclamazione dei santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, fatta da  Papa Francesco.  Questi due nuovi Santi Papi sono due “uomini coraggiosi”, che “hanno dato testimonianza alla Chiesa e al mondo della bontà di Dio, della sua misericordia” e che pure “hanno contribuito in maniera indelebile alla causa dello sviluppo dei popoli e della pace” ha affermato Papa Francesco.

Ho incontrato due volte il Santo Padre Giovanni Paolo II. Nel 1986 ho animato con canti e musica una celebrazione eucaristica a Castel Gandolfo. Era agosto mi ricordo che il grande Papa Carol venne personalmente a salutarci e a ringraziarci per il nostro servizio liturgico mi strinse la mano e sentii come una scossa in tutto il corpo. Fu un esperienza fortissima che mi diede una carica di gioia inimmaginabile. La seconda volta ho incontrato papa Giovanni Paolo II il  3 settembre 2000 il giorno in cui è stato beatificato Papa Pio IX in piazza San Pietro. In quel evento fui scelto dal postulatore Mons. Brunero Gherardini come colui che doveva portare la croce del Papa Pio IX al Papa Giovanni Paolo II. Fu un momento indimenticabile ripreso in mondovisione da Rai 1.

Papa Giovanni Paolo II fu eletto papa il 16 ottobre 1978. Primo papa non italiano dopo 455 anni, cioè dai tempi di Adriano VI (1522 – 1523), è stato inoltre il primo pontefice polacco, e slavo in genere, della storia. Il suo pontificato è durato 26 anni, 5 mesi e 17 giorni ed è stato il terzo pontificato più lungo della storia (dopo quello di Pio IX e quello tradizionalmente attribuito a Pietro apostolo).

Giovanni Paolo II intraprese sin dal principio del suo pontificato una vigorosa azione politica e diplomatica contro il comunismo e l’oppressione politica, ed è considerato uno degli artefici del crollo dei sistemi del socialismo reale, già controllati dall’ex Unione Sovietica. Stigmatizzò inoltre il capitalismo sfrenato e il consumismo, considerati antitetici alla ricerca della giustizia sociale, causa d’ingiustificata sperequazione fra i popoli e lesivi della dignità dell’uomo. Nel campo della morale, si oppose fermamente all’aborto e all’eutanasia, e confermò l’approccio tradizionale della Chiesa sulla sessualità umana, sul celibato dei preti, sul sacerdozio femminile.

I suoi 104 viaggi in tutto il mondo videro la partecipazione di enormi folle (tra le più grandi mai riunite per eventi a carattere religioso). Questa grande attività di contatto (anche con le generazioni più giovani, con la creazione delle Giornate Mondiali della Gioventù) fu da molti interpretata come segno di una seria intenzione di costruire un ponte di relazioni tra nazioni e religioni diverse, nel segno dell’ecumenismo, che era stato uno dei punti fermi del suo papato.

Papa Giovanni XXIII ( nato Angelo Giuseppe Roncalli; Sotto il Monte, 25 novembre 1881 – Città del Vaticano, 3 giugno 1963). Papa Giovanni XXIII fu eletto papa il 28 ottobre 1958 e in meno di cinque anni di pontificato riuscì ad avviare il rinnovato impulso evangelizzatore della Chiesa Universale. Indisse il Il Concilio Vaticano II. È ricordato con l’appellativo di “Papa buono”. Fu terziario francescano.

La crisi dei missili a Cuba. Pochi giorni dopo l’apertura del Concilio ecumenico, il mondo sembra precipitare nel baratro di un conflitto nucleare. Il 22 ottobre 1962, il Presidente degli Stati Uniti d’America, John F. Kennedy, infatti, annuncia alla nazione la presenza di installazioni missilistiche a Cuba e l’avvicinamento all’isola di alcune navi sovietiche con a bordo le testate nucleari per l’armamento dei missili. Il presidente americano impone un blocco navale militare a 800 miglia dall’isola, ordinando agli equipaggi di essere pronti ad ogni eventualità, ma le navi sovietiche sembrano intenzionate a forzare il blocco.

Di fronte alla drammaticità della situazione, il Papa sente la necessità di agire per la pace.

Il messaggio suscita consenso in entrambe le parti in causa e, alla fine, la crisi rientra.

La drammatica esperienza convince ancor più Giovanni XXIII a un rinnovato impegno per la pace. Da questa consapevolezza, nasce, nell’aprile del 1963, la stesura dell’enciclica Pacem in Terris.

5 Maggio 2014

Hans Urs von Balthasar affronta il tema della “Casta Meretrix” (Prostituta Casta)

Filed under: OMOFOBIA,PAPA FRANCESCO — giacomo.campanile @ 11:55

Hans Urs von Balthasar affronta il tema della “Casta Meretrix” (Prostituta Casta) principalmente nel saggio Sposa del Verbo (Sponsa Verbi). È un’espressione patristica usata per descrivere il mistero della Chiesa.

​1. Origine e Fonti Patristiche

​L’espressione non è un’invenzione di Balthasar, ma proviene dalla Tradizione della Chiesa antica:

  • Sant’Ambrogio: È l’unico ad usare esattamente la formula latina “casta meretrix” (Expositio Evangelii secundum Lucam, III, 23), riferendosi a Raab, la prostituta di Gerico.
  • Origene e San Girolamo: Sviluppano il concetto di Raab come figura della Chiesa che accoglie i peccatori e i pagani.
  • Sant’Agostino: Approfondisce la tensione tra la santità oggettiva della Chiesa e il peccato dei suoi membri (ecclesia permixta).

​2. Il Significato Teologico

​Il paradosso apparente esprime la duplice natura della Chiesa:

  • Casta: La Chiesa è santa e pura non per virtù dei suoi membri, ma perché è la Sposa di Cristo, santificata dal Suo sangue, dal Suo Spirito e dai Sacramenti.
  • Meretrix: La Chiesa è composta da uomini peccatori. Nella misura in cui i suoi membri cado nel peccato, crollano nell’infedeltà spirituale e nel “prostituirsi” con le logiche del mondo.

​Balthasar evidenzia che Cristo non ha sposato una realtà già pura, ma ha amato e purificato una sposa che si era prostituita, trasformandola in una sposa casta attraverso la grazia della Redenzione.

​3. Il Legame con l’Antico Testamento

​Nell’Antico Testamento il concetto di infedeltà e prostituzione è centrale per descrivere l’alleanza tra Dio e il Suo popolo:

  • La Prostituzione di Israele: Profeti come Osea, Ezechiele (cap. 16 e 23) e Geremia descrivono l’idolatria di Israele come un “adulterio” o una “prostituzione”. Dio si presenta come lo sposo tradito ma sempre fedele.
  • La Figura di Raab: Nel Libro di Giosuè (cap. 2), Raab è una prostituta di Gerico che aiuta gli esploratori israeliti e viene salvata grazie a un filo rosso (simbolo allegorico del sangue di Cristo). I Padri e Balthasar vedono in lei l’anticipazione della Chiesa: una realtà segnata dal peccato originale che, per mezzo della fede e dell’accoglienza della salvezza, diventa santa.

Galli della Loggia Vs Botti: chi ha ragione su papa Francesco

Papa Francesco fa litigare anche gli storici. E’ accaduto in questi giorni con lo scontro a distanza fra il professor Ernesto Galli della Loggia, editorialista del Corriere della Sera e Alfonso Botti professore di Storia contemporanea all’Università di Modena e Reggio Emilia che ha risposto dalle colonne de La Stampa. E dimostra come i difensori di Bergoglio, in questo caso Botti, non possano fare a meno di cadere, loro malgrado, in quelli che sembrano essere i soliti e scontati luoghi comuni della propaganda anti-clericale.

http://www.qelsi.it/2013/papa-francesco-scomunica-il-prete-australiano-pro-matrimoni-gay/

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