11 Agosto 2016
4 Aprile 2016
24 Novembre 2015
ISIS. CHI VIENE SGOZZATO SE LO MERITA.
ISIS. CHI VIENE SGOZZATO SE LO MERITA.
PIAZZA PULITA (LA7) – puntata del 19 novembre 2015
Buen camino è un film del 2025 . Significato teologico. Sesto film con protagonista Checco Zalone
Joaquin Cortison presenta: Prostata Enflamada
Recensione brutale di Buen Camino [Pellegrini vs Checco]
Buen camino è un film del 2025 co-scritto, diretto e co-montato da Gennaro Nunziante.
Sesto film con protagonista Checco Zalone, segna il ritorno della coppia artistica Zalone-Nunziante dopo una pausa di quasi un decennio.
Checco è un ricco erede vanitoso e superficiale, fidanzato con la modella messicana Martina. Deve la sua ricchezza ai 60 anni di lavoro del padre, al momento malato. Pochi giorni prima del suo 50º compleanno, sua figlia Cristal scompare. Dopo essere stato messo al corrente della cosa dalla sua ex moglie Linda (ex modella ridotta ad attrice senza ingaggi) e dal suo compagno, lo scrittore e regista palestinese Tarek, che vive in maniera alternativa, Checco entra in contatto con Corina, la migliore amica di Cristal. La porta in un ristorante di lusso, mentre lei è a dieta, e la tenta (lui riceve piatti abbondanti e lei leggeri). Alla fine Corina cede, e Checco scopre che la ragazza è partita per partecipare al Cammino di Santiago di Compostela, con un documento falso in quanto minorenne. Checco la raggiunge, ma Cristal non vuole avere niente a che fare con lui. Noncurante, Checco continua a seguirla, ma nel corso del viaggio la sua Ferrari viene distrutta dai tori nel corso della Festa di san Firmino di Pamplona, la figlia gli strappa il parrucchino facendolo diventare l’idiota del giorno. Checco vorrebbe tornare a casa, ma su insistenza di Alma, la capogruppo dei pellegrini, decide di continuare il cammino per cercare di riallacciare i rapporti con sua figlia, iniziando a rinunciare a diverse cose.
Nel corso del viaggio, Checco, aiutato da Alma, prova a riconnettersi con sua figlia, fallendo. In seguito però ad un infortunio di Cristal, che la costringerà per qualche giorno a stare sulla sedia a rotelle, le cose cambiano: Checco le starà vicino, incoraggiandola a continuare il cammino, spingendola sulla sedia a rotelle, e padre e figlia incominciano a riavvicinarsi. Nel corso del viaggio, Checco scoprirà che Martina gli ha mentito sulla sua età e che lo ha tradito più volte, mentre Cristal si rende conto che suo padre va troppo spesso al bagno, e assieme ad Alma lo porta all’ospedale, dove Checco viene operato in tempo per un tumore alla prostata.
Dopo una breve degenza, Checco pensa di tornare a casa per il faraonico festeggiamento dei suoi cinquant’anni, deludendo così la figlia, ma su spinta di Alma, di cui si è ormai innamorato, decide invece di continuare il cammino con Cristal, e il gruppo dei pellegrini raggiungono Santiago di Compostela. Proseguono poi per l’Oceano Atlantico percorrendo il Cammino di Finisterre. Arrivati, Checco decide di dichiararsi ad Alma, scoprendo però che la donna è una suora. Alla fine, Linda e Tarek giungono in Spagna per recuperare Cristal, ma la ragazza se ne va per raggiungere Checco. Dopo aver scoperto le prove della festa di compleanno esagerata del figlio, il padre si è ripreso, ha ripreso le redini dell’azienda e insulta Checco al telefono. Checco ha però una nuova consapevolezza, e ha deciso di continuare a camminare per capirsi ancora di più, venendo seguito a ruota dalla figlia.
Prima dell’inizio dei titoli di coda viene riprodotto il videoclip Prostata Enflamada, riferito all’episodio della prostata di Checco.
Critica
Il film ha ricevuto recensioni miste da parte della critica cinematografica, che sebbene riscontri un passo avanti nelle scelte registiche dal precedente progetto Tolo tolo, riporta che si tratti di un’opera distante dai migliori film di Zalone, non apprezzando le scelte sulla comicità adottata.
In una recensione positiva, Damiano Panattoni di Movieplayer.it, descrive il film come «un romanzo di formazione, […] funzionale al contesto popolare ricercato dal comico», apprezzando il fatto che «il ritmo non cede» nel corso della narrazione.[79] Paolo Nizza di Sky TG24 scrive che si tratta di «una storia semplice che, proprio nella sua elementarità, riesce a porre domande scomode su paternità, coscienza e responsabilità».
In una recensione meno entusiasta, Valerio Sammarco del Cinematografo riscontra nel film il riproporsi «del suo solito italiano medio» la cui storia mostra una «virata buonista» da parte di Zalone rispetto ai precedenti film, trovando la comicità riuscita in parte, trovando «l’abituale della battuta situazionista» su Gaza poco riuscita.[81] Anche Francesco Alò, recensendo per Il Messaggero, critica profondamente la battuta inerente a Gaza, definendola «inutilmente sgradevole», definendo la commedia «populista e demagogica».
Ancora meno positivo Gianmarco Cilento, che su Strisciarossa scrive «Se le singole situazioni comiche e paradossali in sé per sé sembrano sorreggere il film, la conclusione della commedia tuttavia, per quanto lieta, appare un po’ troppo rassicurante, per non dire perbenista. Segno che i tempi stanno cambiando e che Zalone e Nunziante avranno temuto che una storia troppo amara avrebbe potuto scontentare il pubblico.»
Paola Casella di MYmovies.it ha accostato il film alle ultime commedie di Leonardo Pieraccioni, trovandolo «troppo accomodante e poco graffiante», lontano dalla comicità irriverente che aveva reso celebre Checco Zalone, pur riconoscendogli la capacità di affrontare temi delicati in modo più prudente del passato
Nel primo giorno di programmazione ha riscosso 5671922 €, diventando il film con il maggior incasso di sempre nella storia del cinema Italiano il giorno di Natale,[60] nonché terzo miglior debutto in assoluto sotto Quo vado? (7,3 milioni) e Tolo tolo (8,9 milioni).[61] Il terzo giorno di programmazione ha incassato 20 milioni superando gli incassi totali di Avatar – Fuoco e cenere in Italia (15 milioni) e di Follemente (17 milioni), superando quest’ultimo diventa il film Italiano col maggiore incasso del 2025. Il quarto giorno, con 26 milioni, supera Lilo & Stitch, diventando il film col maggiore incasso in Italia della stagione 2025. Nella prima settimana ha incassato un totale di 36013944 €, classificandosi come l’11º maggiore incasso di sempre in Italia. Il 5 gennaio batte Sole a catinelle diventando il secondo maggiore incasso Italiano sotto Quo vado?.
Il film ha incassato in totale 58896398 € ed è il maggior incasso del 2025 e della stagione nonché il terzo film con maggiori incassi in Italia.
La trama del film: un padre ricco sulle tracce della figlia
In Buen Camino, Checco Zalone interpreta un ricchissimo nullafacente, figlio unico di Eugenio Zalone, un industriale di divani che ha accumulato una fortuna considerevole. La vita del protagonista scorre tra ville lussuose, yacht, feste sfarzose e una fidanzata messicana che sembra uscita da una copertina di moda.
La svolta arriva quando la figlia adolescente Cristal, interpretata dalla giovane Letizia Arnò, decide di sparire improvvisamente. Stanca della superficialità del padre e del mondo dorato che la circonda, la ragazza intraprende il pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, cercando autenticità e spiritualità lontano dai social e dagli agi materiali.
L’ex moglie Linda, interpretata da Martina Colombari, contatta Checco per informarlo della situazione. Il protagonista, totalmente impreparato a qualsiasi forma di sacrificio, parte alla ricerca della figlia armato dell’unico strumento che conosce: una Ferrari fiammante e una sfilza di carte di credito senza limiti.
Il viaggio tra lusso e spirito francescano
Gli 800 chilometri del Cammino diventano il teatro di un confronto generazionale e valoriale. Checco tenta continuamente di conquistare la figlia con ostentazioni di ricchezza: chef stellati travestiti da contadini per preparare cene che sembrano povere, primari del San Raffaele chiamati per curare semplici vesciche ai piedi, sistemazioni di lusso in ostelli trasformati in suite a cinque stelle.
Cristal, dal canto suo, rifiuta sistematicamente ogni offerta paterna. Lungo il cammino trova una compagna di viaggio, Alma, interpretata da Beatriz Arjona, che rappresenta quella semplicità e genuinità che il padre non è mai riuscito a offrirle. Il film costruisce così una struttura da road movie classico, dove il viaggio fisico diventa metafora di quello interiore.
Il cast e i personaggi: volti nuovi e conferme
La scelta del cast rappresenta uno dei punti di forza della pellicola. Accanto a Checco Zalone troviamo interpreti che riescono a reggere il confronto con la sua presenza scenica travolgente.
Letizia Arnò nel ruolo di Cristal si rivela una vera scoperta, capace di trasmettere la fragilità e la determinazione di un’adolescente in cerca di se stessa
Martina Colombari offre una performance credibile nei panni dell’ex moglie, donna che ha rifatto la propria vita con scelte più consapevoli
Hossein Taheri interpreta Tarek, il nuovo compagno di Linda, un drammaturgo teatrale che diventa bersaglio di alcune delle battute più discusse del film
Beatriz Arjona porta sullo schermo Alma, l’amica che Cristal incontra durante il pellegrinaggio
Martina Miliddi appare nel videoclip finale, affiancando Zalone nella performance musicale che chiude il film
L’umorismo di Zalone tra satira sociale e momenti graffianti
La formula comica di Buen Camino segue il tradizionale schema zaloniano, basato sull’accumulo di situazioni paradossali e sul ribaltamento del politicamente corretto. Il protagonista, nella sua ostentata ignoranza e volgarità, diventa specchio deformante della società contemporanea.
Alcune battute hanno già fatto discutere prima ancora dell’uscita in sala. Il riferimento alle scenografie di Schindler’s List per commentare la disposizione dei letti in un ostello ha diviso il pubblico, così come la freddura sul personaggio di Tarek. Questi momenti rappresentano il tentativo di mantenere quella scorrettezza intelligente che ha sempre caratterizzato il cinema di Zalone.
Le canzoni originali: La prostata enflamada e altri brani
Come da tradizione, il film include brani musicali originali che fungono da commento satirico alla narrazione. Il pezzo forte è senza dubbio La prostata enflamada, una canzone-manifesto che affronta con ironia il tema della fragilità del corpo maschile che invecchia. Zalone si trasforma nel personaggio di Joaqui Cortzion, cantando il dolore fisico e l’umiliazione di un corpo che non risponde più ai comandi.
Il videoclip che chiude il film rompe deliberatamente l’illusione narrativa, ribadendo uno dei temi centrali della pellicola: non esiste redenzione definitiva, ma solo accettazione della propria fragilità. Un altro brano affronta invece il tema della genetica familiare e del DNA, esplorando il rapporto tra padri e figli da una prospettiva ironica e dissacrante.
Il confronto con i film precedenti: cosa è cambiato
Buen Camino rappresenta un ritorno alle origini dopo l’esperimento più autoriale di Tolo Tolo, film del 2020 in cui Zalone aveva assunto anche la regia. Quella pellicola, incentrata sul tema dell’immigrazione, aveva segnato un tentativo di portare il pubblico popolare verso contenuti più impegnati.
Con questo nuovo capitolo, il duo Zalone-Nunziante sceglie una strada diversa. Il film appare più morbido e family-friendly rispetto ai predecessori, con un’impronta che alcuni critici hanno definito persino buonista. La struttura narrativa richiama Sole a catinelle, altro film centrato sul rapporto padre-figlio, anche se con dinamiche differenti.
La scelta di ambientare la storia lungo il Cammino di Santiago aggiunge una dimensione spirituale assente nelle produzioni precedenti. Alcuni hanno colto in questa impostazione un’eco vagamente religiosa, altri vi hanno letto semplicemente la necessità di parlare a un pubblico più ampio, incluse le famiglie che affollano i cinema durante le festività natalizie.
La regia di Gennaro Nunziante e gli aspetti tecnici
La reunion con Gennaro Nunziante riporta sullo schermo quella sintonia creativa che aveva caratterizzato i primi quattro film di Zalone. Il regista mantiene uno stile pulito e funzionale, privilegiando la chiarezza narrativa rispetto a virtuosismi visivi. La luce frontale sui protagonisti elimina ogni possibile intoppo visivo, concentrando l’attenzione sulle performance attoriali.
La produzione ha beneficiato di un budget superiore ai 20 milioni di euro, tra i più alti per una commedia italiana. Le riprese si sono svolte tra la Sardegna, in particolare in Costa Smeralda per le scene iniziali di lusso sfrenato, e la Spagna per tutto il percorso del Cammino. Questa scelta produttiva conferisce al film una qualità visiva superiore alla media del genere.
I novanta minuti di durata scorrono con un ritmo che non vacilla mai, merito di una sceneggiatura calibrata e di un montaggio efficace. Il film sa quando accelerare con le gag e quando rallentare per lasciare spazio ai momenti più riflessivi del rapporto tra Checco e Cristal.
Punti di forza e debolezze della pellicola
Analizzando il film nel suo complesso, emergono elementi positivi e aspetti che hanno lasciato perplessa parte della critica. Tra i meriti principali va segnalata la capacità di Zalone di mantenere intatta la sua unicità comica, quella combinazione di mimica, tempismo e dialettica che lo rende riconoscibile e apprezzato dal grande pubblico.
La scelta di affrontare il tema della paternità in modo più maturo risponde probabilmente a un’esigenza personale dell’attore, oggi padre nella vita reale. Questo conferisce alla pellicola una sincerità emotiva che in alcuni passaggi riesce a toccare corde autentiche, pur mantenendo il registro comico dominante.
Sul versante delle criticità, alcuni hanno notato una certa prevedibilità narrativa e una minore cattiveria rispetto ai lavori precedenti. Il personaggio del ricco arrogante risulta fin da subito simpatico e destinato alla redenzione, privando il film di quella tensione satirica che aveva caratterizzato Cado dalle nubi o Che bella giornata.
Il verdetto finale: a chi è consigliato Buen Camino
Buen Camino si conferma un prodotto pensato per il pubblico delle feste natalizie, capace di far ridere senza eccessive volgarità e di regalare anche qualche momento di riflessione. Il film funziona particolarmente bene per le visioni in famiglia, grazie a un registro più accessibile rispetto ai capitoli precedenti.
Gli appassionati dello Zalone più irriverente e scorretto potrebbero restare parzialmente delusi da un approccio più morbido e conciliante. Chi invece cerca una commedia italiana di qualità, con buoni valori produttivi e un messaggio positivo sui legami familiari, troverà in questo film esattamente quello che cerca.
In definitiva, Buen Camino rappresenta un capitolo di transizione nella carriera di Checco Zalone. Un film che conferma il suo status di re del botteghino italiano, pur scegliendo di percorrere sentieri meno rischiosi rispetto al passato. Il Cammino di Santiago diventa così metafora di un percorso artistico che, pur tra le inevitabili evoluzioni, mantiene intatta la sua capacità di far ridere l’Italia intera.
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17 Novembre 2015
La longevità del papato. Il Papa: bestemmia uccidere in nome di Dio
La longevità del papato è un fenomeno affascinante e complesso, frutto di una combinazione di fattori storici, religiosi e politici. Ecco alcuni elementi chiave che hanno contribuito alla sua durata millenaria:
* Successioni apostolica: La Chiesa cattolica sostiene che il papato sia una successione ininterrotta da San Pietro, uno dei dodici apostoli di Gesù. Questa continuità ha fornito un forte senso di legittimità e stabilità all’istituzione.
* Ruolo centrale nella società: Per secoli, la Chiesa cattolica è stata al centro della vita sociale, culturale e politica in Europa. Il papa, come suo leader spirituale, ha esercitato un’influenza enorme su milioni di persone.
* Adattamento ai cambiamenti: Nonostante le profonde trasformazioni storiche, il papato è stato in grado di adattarsi e rinnovarsi. Ha affrontato crisi, riforme e rivoluzioni, dimostrando una notevole capacità di resilienza.
* Potere spirituale e temporale: Per lunghi periodi, il papato ha detenuto un potere sia spirituale che temporale, controllando vasti territori e influenzando le decisioni dei sovrani. Questo potere ha reso l’istituzione estremamente potente e difficile da sradicare.
* Simbolo di unità: La Chiesa cattolica ha sempre aspirato all’unità dei cristiani. Il papa, come vescovo di Roma, è stato visto come il garante di questa unità, rafforzando il suo ruolo.
* Forte struttura organizzativa: La Chiesa cattolica ha sviluppato una struttura organizzativa complessa e gerarchica, con una rete di diocesi e parrocchie che si estende in tutto il mondo. Questa struttura ha assicurato la sopravvivenza dell’istituzione anche nei periodi più turbolenti.
Fattori che hanno contribuito alla sua durata:
* La fede: La fede dei credenti è stata il fondamento del papato. Milioni di persone hanno creduto nell’autorità del papa e nella missione della Chiesa.
* La tradizione: La tradizione millenaria della Chiesa ha fornito un senso di continuità e identità ai cattolici.
* Il diritto canonico: Il complesso sistema di leggi e regolamenti della Chiesa ha garantito l’ordine interno e la stabilità dell’istituzione.
* Il sostegno politico: Per lunghi periodi, il papato ha goduto del sostegno di potenti monarchi e imperatori.
È importante sottolineare che la storia del papato è stata complessa e contraddittoria. Ci sono stati periodi di grande splendore e altri di profonde crisi. Tuttavia, la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti e di mantenere un forte legame con i fedeli ha permesso al papato di durare per millenni.
Allarme Giubileo, intensificati i controlli a San Pietro. Il Viminale pensa a nuove espulsioni
islamlode
Attentati a Parigi: “È la profezia di Oriana Fallaci sull’Islam”
“Parigi è persa: qui l’odio per gli infedeli, è sovrano e gli imam vogliono sovvertire le leggi laiche in favore della sharia”. Questa è solo una delle frasi, tratte da interviste, libri, dichiarazioni di Oriana Fallaci
Attacchi a Parigi: la profezia di Oriana Fallaci, la Cassandra dell’Informazione
22 Ottobre 2015
IL CORANO INVITA AD UCCIDERE GLI INFEDELI? SÌ.
Forse già conoscete questa “O voi che credete! Non abbiate amici tra gli Ebrei ed i Cristiani” [al-Ma’idah 5:51.11]. Ma lo sapevate che ci sono 123 versi del Corano relativi al combattere ed uccidere per la causa di Allah? Ecco, di seguito, alcuni passaggi:
I musulmani sono incoraggiati ad occuparsi totalmente nel combattimento per la gloria di Allah [Sura 22:73]
Allah darà “una più grande ricompensa a coloro che combatteranno per lui” [Sura 4:96]
Circa gli infedeli (coloro che non si sottomettono all’Islam), costoro sono “gli inveterati nemici” dei musulmani [Sura 4:101]. I musulmani devono “arrestarli, assediarli e preparare imboscate in ogni dove” [Sura 9:95]. I musulmani devono anche “ circondarli e metterli a morte ovunque li troviate, uccideteli ogni dove li troviate, cercate i nemici dell’Islam senza sosta” [Sura 4:90]. “Combatteteli finché l’Islam non regni sovrano” [Sura 2:193]. “tagliate loro le mani e la punta delle loro dita” [Sura 8:12]
Se un musulmano non si unisce alla guerra, Allah lo ucciderà [Sura 9:93]. Al fedele deve essere detto “ il calore della guerra è violento, ma più violento è il calore del fuoco dell’inferno” [Sura 9:81]
Un musulmano deve “combattere per la causa di Allah con la devozione a Lui dovuta” [Sura 22:78]
I musulmani devono far guerra agli infedeli che vivono intorno a loro [Sura 9:123]
I musulmani devono essere “brutali con gli infedeli” [Sura 48:29]
Un musulmano deve “gioire delle cose buone” che ha guadagnato con il combattimento [Sura 8:69]
Un musulmano può uccidere ogni persona che desidera se è per “giusta causa” [Sura 6:152]
Allah ama coloro che “combattono per la Sua causa” [Sura 6:13]. Chiunque combatta contro Allah o rinunci all’Islam per abbracciare un’altra religione deve essere “messo a morte o crocifisso o mani e piedi siano amputati da parti opposte” [Sura 5:34]
“Chiunque abiuri la sua religione islamica, uccidetelo”. [Sahih Al-Bukhari 9:57]
“Assassinate gli idolatri ogni dove li troviate, prendeteli prigionieri e assediateli e attendeteli in ogni imboscata” [Sura 9:5]
“Prendetelo (l’infedele n.d.t.) ed incatenatelo ed esponetelo al fuoco dell’inferno” [Sura 69:30]
“Instillerò il terrore nel cuore dei non credenti, colpite sopra il loro collo e tagliate loro la punta di tutte le dita” [Sura 8:12]
“Essi (gli infedeli ndr) devono essere uccisi o crocefissi e le loro mani ed i loro piedi tagliati dalla parte opposta [Sura 5:33]
“Sappiate che il paradiso giace sotto l’ombra delle spade” [Sahlih al-Bukhari Vol 4 p55]
Domanda: dato che il Corano è la parola di Allah, che il Profeta Mohammed (la Pace sia su di Lui) altro non è che il diligente redattore del Libro e che dovere di ogni buon musulmano è applicare quanto scritto sul Corano (e non interpretarlo, si badi bene), è mai possibile un “Islam moderato”?
Secondo me no.
17 Settembre 2015
Oriana aveva ragione: l’islam è un male Oriana ce lo ha insegnato: il problema non è il terrorismo islamico, ma è l’islam Magdi Cristiano Allam
Oriana aveva ragione: l’islam è un male
orianalode fallacilode islamlode
Oriana ce lo ha insegnato: il problema non è il terrorismo islamico, ma è l’islam
Magdi Cristiano Allam



