30 Settembre 2012

VATICANO. Il Paese più piccolo al mondo. 50 anni fa si apriva a Roma il Vaticano II

Filed under: Religione — giacomo.campanile @ 20:29

Il Paese più piccolo al mondo si trova dentro la città di Roma, ha una superficie di soli 0,44 kmq, meno di mille abitanti ed è governato dal Papa: stiamo parlando del Vaticano!

Città del Vaticano è uno Stato situato nel bel mezzo della Capitale italiana, sulla riva occidentale del fiume Tevere, e nonostante le sue piccolissime dimensioni, ha un’enorme importanza a livello mondiale.

Possiede propri mezzi di comunicazione, una sua bandiera, delle proprie istituzioni e anche forze di polizia. La cittadinanza vaticana è temporanea e in Vaticano abitano meno di mille abitanti.

All’interno della sua cinta muraria, di circa 5 km ed eretta a protezione del Colle Vaticano, si trovano alcuni dei luoghi più visitati al mondo come la Cappella Sistina, i Musei Vaticani e la Basilica di San Pietro.

Vediamo in questo nuovo video de “I Record della Terra” quando è nata e come funziona Città del Vaticano, perché si chiama così, chi comanda e altre curiosità sul Paese più piccolo al mondo.

immagine

Il Concilio ecumenico Vaticano II è stato il ventunesimo e ultimo concilio ecumenico, ovvero una riunione di tutti i vescovi del mondo per discutere di argomenti riguardanti la vita della Chiesa cattolica.

Tre furono le nuove sessioni conciliari guidate dal successore di Giovanni XXIII, il cardinale Giovanni Battista Montini, divenuto papa il 21 giugno 1963 con il nome di Paolo VI, che provvide, fra l’altro, a nominare quattro moderatori, i cardinali Döpfner di Monaco, Lercaro di Bologna, Suenens di Malines-Bruxelles e il patriarca Agagianian di Propaganda Fide.

Papa Montini avrebbe concluso il concilio con il discorso del 7 dicembre 1965, sottolineandone il valore religioso e pastorale e la forte dimensione umanistica, per chi temesse relativismi, che «se nel volto di ogni uomo, specialmente se reso trasparente dalle sue lacrime e dai suoi dolori, possiamo e dobbiamo ravvisare il volto di Cristo e se nel volto di Cristo possiamo e dobbiamo ravvisare il volto del Padre celeste il nostro umanesimo si fa cristiane­simo e il nostro cristianesimo si fa teocentrico».

Sarebbe stato così possibile dire a un tempo che «per conoscere l’uomo bisogna conoscere Dio» e che «per conoscere Dio bisogna conoscere l’uomo» . Il concilio rappresentò secondo quasi tutti gli studiosi una svolta storica, che segnò la fine dell’epoca post-tridentina e introdusse prima nella dottrina e poi nella prassi — non senza lentezze, contraddizioni, «fughe in avanti» e regressioni — importanti innovazioni nei modi di porsi dei cristiani di fronte alla Parola di Dio, alla stessa Chiesa e alla vita di fede e di fronte all’uomo e al mondo.

La rivelazione non è più intesa come trasmissione di verità astratte, ma come manifestazione di Dio in modo vivo e personale, attraverso la storia del popolo d’Israele e della Chiesa di ieri e di oggi, che deve essere attenta ai «segni dei tempi», grazie soprattutto alla costituzione dogmatica Dei Verbum, definita dal cardinale Alexandre Renard «senza dubbio il capolavoro del Concilio per la sua profondità e concisione».

La Chiesa è intesa nella costituzione dogmatica Lumen Gentium anzitutto come mistero e come popolo di Dio, nel quale «vige fra tutti una vera uguaglianza riguardo alla dignità e al­l’azione comune a tutti i fedeli nell’edificare il Corpo di Cristo» e come «segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano», piuttosto che come società perfetta, gerarchicamente costituita.

La vita di fede e di preghiera è vista in modo meno individualistico, più aperta alla Parola di Dio e alla vita degli uomini, meno velata da misteri supplementari, che invece di rafforzare i grandi misteri della fede, rischiano di far perdere loro vigore e significato.

In particolare attraverso la Sacrosanctum Concilium tutte le lingue sono state ammesse — per dirla con Paolo VI, ad «esprimere liturgicamente la parola degli uomini a Dio e di Dio agli uomini».

La libertà è considerata presupposto fondamentale della dignità personale, per cui il diritto all’immunità da qualsiasi coercizione «perdura anche in coloro che non soddisfano all’obbligo di cercare la verità e di aderire ad essa». Si rivendica inoltre per tutte le comunità religiose il diritto alla libertà con un atteggiamento di Chiesa preoccupata più di difendere l’uomo che sé stessa (dichiarazione Dignitatis humanae, numeri 1 e 3). La chiesa si dichiara al concilio solidale con il mondo, con le sue sofferenze e conquiste, pronta a riconoscere l’autonomia delle realtà terrene, della cultura e della libera ricerca scientifica, in stretta collaborazione fra scienze sacre e profane, e pronta a sollecitare «in ogni popolo la capacità di esprimere secondo il modo proprio il messaggio di Cristo», promuovendo al tempo stesso «uno scambio vitale tra la Chiesa e le diverse culture dei popoli».

di Giacomo Campanile
redazione@vivereroma.org

http://www.vivereroma.org/index.php?page=articolo&articolo_id=373317

27 Settembre 2012

L’ora di religione

Filed under: Religione — giacomo.campanile @ 19:50

Non ha nessun senso insegnare Storia delle religioni. Così come si insegna Storia della letteratura italiana e non storia delle letterature mondiali, storia dell’ arte italiana e non storia dell’ arte cinese, non vedo la necessità di insegnare il buddismo zen o la religione degli aztechi. Chi suggerisce di studiare tutte le storie delle religioni finisce per volere, in pratica, che non se ne studi nessuna. È necessario, invece, sapere bene almeno cosa dicono le grandi tradizioni monoteistiche.

25 Settembre 2012

Coppie di fatto

Filed under: MORALE SESSUALE — giacomo.campanile @ 20:49

Ci risiamo, ecco al solita bufera mediatica e ideologica sul tema delle coppie di fatto. Ribadiamo subito un concetto che dovrebbe essere chiaro: molti diritti evocati sono già garantiti individualmente; se si vuole un riconoscimento dei diritti di coppia, le coppie di fatto che richiedono diritti hanno già una strada semplice da percorrere per ottenerli: sposarsi e quindi contrarre anche una serie di doveri. Ma è proprio questo che non si vuole, e non lo vogliono innanzitutto le persone che si trovano in questa situazione, visto che dove sono stati introdotti i registri per le coppie di fatto sono andati praticamente deserti. In effetti queste coppie hanno molto più da perderci che da guadagnarci: esenzioni fiscali, vantaggi nelle graduatorie derivanti da redditi completamente separati e via dicendo, il che ci dice anche che forse un po’ discriminate sono le famiglie. E allora il punto vero torna ad essere quello ideologico delle coppie formate da persone delle stesso sesso. E rimane grave che di fronte alla crisi delle famiglie e alle loro difficoltà economiche non si metta mai al centro l’aiuto fiscale ed economico che invece meriterebbero.

24 Settembre 2012

QUESTIONARIO DI RELIGIONE CATTOLICA

Filed under: QUESTIONARIO — giacomo.campanile @ 12:25

LC E. MONTALE – ROMA – INIZIO ANNO 2012-2013

Prof. GIACOMO CAMPANILE

NOME  …………………………….COGNOME  ……………………. CLASSE………DATA..………..

1.QUAL E’ IL LIBRO CHE TI E’ PIACIUTO TRA QUELLI CHE HAI LETTO IN QUESTE VACANZE ESTIVE. SAPRESTI SINTETIZZARLO IN POCHE RIGHE?

1. Cosa significa “Shalom”?

3. IN QUALE GIORNO DELLA SETTIMANA MORI’ GESU’ CRISTO?

4. COME SI CHIAMA IL LIBRO SACRO DEI MUSULMANI?

5. Cosa significa la frase “Shemà Israel”?

6. SULLE ACQUE DI QUALE LAGO GESU’ CAMMINO’?

7. QUALE ANGELO ANNUNCIO’ ALLA VERGINE MARIA CHE SAREBBE STATA MADRE DI GESU’?

8. IN CHE CITTA’ SI TROVA IL SANTO SEPOLCRO?

9. QUALI IMPERATORI REGNAVANO A ROMA AL MOMENTO DELLA NASCITA E DELLA MORTE DI GESU’?

10 Da chi fu battezzato Gesù nel Giordano??

11. COMMENTA QUESTA PARABOLA DI GESU’.

Matteo 21:28-32. Parabola dei due figli

28 «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si avvicinò al primo e gli disse: “Figliolo, va’ a lavorare nella vigna oggi”. 29 Ed egli rispose: “Vado, signore”; ma non vi andò. 30 Il padre si avvicinò al secondo e gli disse la stessa cosa. Egli rispose: “Non ne ho voglia”; ma poi, pentitosi, vi andò. 31 Quale dei due fece la volontà del padre?» Essi gli dissero: «L’ultimo».

23 Settembre 2012

PROBLEMATICHE ATTORNO AL DEMONIO

Filed under: Teologia — giacomo.campanile @ 13:59

Esiste il Diavolo? Esso è un simbolo o un soggetto reale?
Dubitare dell’esistenza di Satana come ente reale, soggetto concreto e individuale, è una questione piuttosto recente, sorta, in ambito cattolico, dopo il concilio Vaticano II, verso gli anni 1968-70. Prima di questo tempo, l’esistenza reale del demonio era di pacifica accettazione da parte di tutti i credenti e pensatori cristiani. Una verità che rientrava nel deposito della fede o nella dottrina professata dalla Chiesa.
Alcuni teologi, e filosofi e pensatori in genere, si sono posti la domanda di fondo: Satana esiste realmente o è solo un genere letterario biblico per indicare il male?E’ soltanto un simbolo o una raffigurazione concettuale dell’uomo per segnalare il fatto della cattiveria nel mondo? La questione era già sorta, in ambito filosofico e scientifico, da parte dell’empirismo inglese, in particolare da Hobbes (1588-1679) con la sua opera Il Leviatano, dove affermava la sostanziale impostazione simbolica delle affermazioni bibliche intorno agli esseri spirituali, tra cui gli angeli e i demoni.
Nell’area cattolica il primo teologo che ha negato in modo netto ed eclatante l’esistenza di Satana è stato il tedesco Haag, nel 1970, con il famoso libro: La liquidazione del diavolo. A lui seguirono altri teologi e pensatori.

Cosa ne pensa la dottrina della Chiesa e il recente magistero dei Papi?
Il recente insegnamento dei pastori della Chiesa si è pronunciato più volte per difendere e sostenere come dottrina certa e vera la reale esistenza di Satana. Il concilio Vaticano II espone 18 frasi sulla realtà e l’opera del diavolo nelle sue nefaste azioni nei confronti del mondo, degli uomini e dei fedeli cristiani, riconfermando la fede cattolica tradizionale. Alla fine proclama la vittoria di Cristo, iniziata con la sua morte e risurrezione e che sarà portata a compimento con la sua gloriosa venuta alla fine dei secoli. Il pontefice Paolo VI si è soffermato in modo esplicito sulla questione del diavolo, due volte nel 1972 e una volta nel 1977, dove ha manifestato la sua impressione che “da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio”. Similmente Giovanni Paolo II, in due catechesi al popolo di Dio nel 1986, ripropone le tesi essenziali della dottrina cristiana, ribadita dal nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato nel 1992.

Quale è l’origine dei demoni? Chi li ha fatti e da dove vengono?
Una questione fondamentale riguarda l’origine dei demoni. Essi sono stati creati da Dio quali esseri angelici e in quanto tali sono buoni. La loro cattiveria non trova la causa in Dio sommo bene, ma unicamente da una loro libera scelta (concilio Lateranense IV del 1215). Sono perciò creature a tutti gli effetti e non possono essere considerati come dei o semidei, similmente ai demiurghi greci. Sotto questo aspetto essi hanno i limiti degli enti creati, dipendenti dal Creatore che ha dato loro l’esistenza

Perché da angelo buono è divenuto angelo cattivo o diavolo?
Da qui sorge la domanda di sapere quale sia stata la loro colpa o il loro peccato, che li ha resi malvagi da buoni che erano. L’opinione primitiva fu quella di un peccato carnale, in conformità alla tradizione legata ad Enoc, secondo il quale gli angeli si sarebbero innamorati delle belle figlie degli uomini e si sarebbero uniti ad esse, generando dei giganti terribilmente malvagi e fautori di ogni male sulla terra. (Cf. Gen 6, 1-4). Ben presto i pensatori cristiani si orientarono verso altre spiegazioni, basandosi in particolare sul testo biblico di Sap 2,24, in cui si dice che la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo, indicando nell’invidia per Adamo la causa del peccato diabolico. Ma anche questa opinione fu abbandonata per far posto all’idea di un peccato di superbia e di ribellione a Dio, sostenuta unanimemente dai pensatori cristiani dopo Origene.( III Sec. D.C.).

Quale il tipo di colpa commessa da Satana?
Infatuato della sua bellezza e della sua altezza spirituale, Lucifero ha pensato di potersi mettere al posto del Signore del cielo e della terra e non essere più sottomesso a lui, non accettando la propria condizione di creatura, ma ribellandosi al dominio e all’onnipotenza divina. Ha trascinato dietro di sé una moltitudine di suoi simili, i quali si sono congiunti a lui nell’insubordinazione a Dio, divenendo suoi compagni di cattiveria. Si parla giustamente del peccato angelico come di uno stato d’alienazione, di un essere che non è più se stesso e non accetta di relazionarsi agli altri e di comunicare con loro, ma di lottare contro Dio e contro gli uomini e tutte le altre creature, rimanendo irrigidito in se stesso con una forma di tronfio orgoglio e di profondo egoismo.

Quale è stata la pena succeduta al peccato satanico?
Per quanto concerne la loro pena si ritiene che i demoni siano stati condannati subito dopo il loro peccato, ma non ancora in maniera definitiva, come avverrà alla fine dei secoli. Nel frattempo essi sono operanti nel mondo e nell’umanità, ma al giudizio universale subiranno la sconfitta totale e saranno puniti nel fuoco eterno. Circa la determinazione della natura del fuoco infernale, alcuni gli attribuiscono una consistenza fisica, mentre altri propendono per una realtà interiore e spirituale. Oggi la Chiesa ritiene che si tratti di un fuoco sia a livello sensibile ed esteriore sia di valore intimo quale inasprimento e turbamento dello spirito.

Quali gli atteggiamenti profondi dell’essere diabolico?
L’intento principale del diavolo e dei suoi compagni è quello di allontanare l’uomo dal suo rapporto ordinato con Dio e, di riflesso, con gli altri, con se stesso e con il mondo. Vuole fomentare il disordine, il disorientamento dei valori, il sovvertimento della verità in falsità, del bene in male, dell’amore in odio. A tale scopo i demoni suscitano tensioni, rivalità, guerre, antagonismi. Secondo i Padri della Chiesa sono sempre loro che causano malattie e sciagure naturali, inventano la magia e l’astrologia, imitano i riti cristiani, favorendo l’idolatria e la mitologia, corrompono la sana dottrina incitando all’eresia, stimolano gli uomini al peccato e al vizio.

Quali i limiti invalicabili per l’azione del diavolo?
E’ altrettanto chiaro che la loro azione nefasta non è illimitata, poiché sono sottomessi, come tutte le creature, alla volontà divina e agiscono secondo la divina provvidenza. La parola decisiva non spetta ai demoni, ma a Dio. Ugualmente si deve supporre che alle azioni malvagie dei demoni si contrappongono gli interventi degli angeli buoni, i quali vengono in difesa e protezione dell’uomo. Soprattutto, e questa è un’idea presente ovunque e ben salda nella dottrina cattolica, i demoni non possono costringere la libertà umana, la quale, con l’aiuto di Dio e con la propria disponibilità, può sempre rigettare le seduzioni del maligno e opporsi ad esse.

Quali sono le azioni principali di Satana nei confronti degli uomini?
L’azione principale più comune del diavolo è quella della tentazione che consiste nella seduzione della mente e della volontà dell’uomo affinché compia azioni contrarie alla verità, alla giustizia e al bene. Così è stato fin dalle origini quando il serpente o diavolo ha tentato Adamo ed Eva per disobbedire al comando divino. La tentazione si ripete frequentemente nella vita del cristiano e può assumere configurazioni molto diverse e complicate. Addirittura alle volte il diavolo si può travestire da angelo buono e suggerire atteggiamenti apparentemente positivi ma che di fatto portano al male.
La seconda azione è la vessazione, che causa forti attacchi contro l’uomo anche a livello fisico come incidenti, malattie, ulcerazioni, lacerazioni, ecc. I Santi hanno subìto tali vessazioni con gravi conseguenze a livello corporeo.
La terza azione è data dalla infestazione, per mezzo della quale il diavolo svolge il suo influsso malvagio negli ambienti in cui vive l’uomo, come nelle abitazioni, nei locali pubblici, nelle strade, nei campi, ecc..
La quarta azione è detta ossessione, con la quale il diavolo colpisce la psiche umana, causando situazioni di dolore, di smarrimento, di ottenebramento e di confusione. Gli effetti poi sono spiacevoli, poiché comportano stati di depressione o di angoscia o di ansia o di tensione che spesse volte sono molto pesanti e incontrollabili. Neanche le medicine possono risolverle.
La quinta ed ultima azione, la più tremenda, è la possessione, in cui il diavolo domina sia sul corpo sia sulla psiche umana in modo che l’individuo non è più capace di governare se stesso e di essere autonomo nelle proprie scelte. Per questo ultimo caso, quando è sicuramente accertato, è necessario l’intervento dell’esorcista legittimamente autorizzato dalla Chiesa.

Come si vincono le seduzioni sataniche?
Noi abbiamo i mezzi sufficienti per vincere e sconfiggere le azioni malvagie di satana. Tra essi la più usuale è la preghiera con cui chiediamo aiuto a Dio per sorreggere la nostra volontà a non cedere alle seduzioni del maligno. Un altro mezzo è dato dalla frequenza ai sacramenti, come la confessione e la comunione eucaristica. Sono importanti anche alcune benedizioni o strumenti che la Chiesa pone a nostra disposizione, come il segno della croce, l’uso dell’acqua benedetta e altre buone cose. Ciò che conta è l’educazione interiore alla vita di grazia e di unione con Dio, con l’intercessione dei Santi e l’aiuto degli angeli.

Quale il rapporto tra l’azione di Satana e l’opera redentrice di Cristo?
Un’ultima considerazione scaturisce dal primato di Cristo con la sua opera redentrice, che costituisce l’evento capitale della vittoria contro Satana. Con la morte in croce di Gesù si attua la salvezza redentrice totale, di fronte alla quale tutte le potenze avverse come il peccato, la morte e Satana, che ne è il capo, sono annientate. In effetti il male cagionato dal diavolo trova la sua soluzione, anzi la sua definitiva sconfitta, proprio dall’offerta liberatrice attuata dal sacrificio di Cristo e dalla sua gloriosa risurrezione. Il riscatto di Cristo stabilisce non solo la vittoria su Satana, ma anche un capovolgimento di situazioni: il male stesso può diventare occasione di crescita e di maturazione nella fede, esso è trasformato in un momento salvifico, se vissuto in unione all’atto redentore di Cristo. A questo punto la potenza demoniaca non solo non ha più forza contro il cristiano, ma si fa strumento di gloria e di santità, come è avvenuto per numerosi testimoni dell’ascesi e della spiritualità nel cristianesimo.

http://www.mistagogia.net/indexART.asp

DEMONOLOGIA

Filed under: Teologia — giacomo.campanile @ 13:52

PROBLEMATICHE ATTORNO AL DEMONIO

Esiste il Diavolo? Esso è un simbolo o un soggetto reale?
Dubitare dell’esistenza di Satana come ente reale, soggetto concreto e individuale, è una questione piuttosto recente, sorta, in ambito cattolico, dopo il concilio Vaticano II, verso gli anni 1968-70. Prima di questo tempo, l’esistenza reale del demonio era di pacifica accettazione da parte di tutti i credenti e pensatori cristiani. Una verità che rientrava nel deposito della fede o nella dottrina professata dalla Chiesa.
Alcuni teologi, e filosofi e pensatori in genere, si sono posti la domanda di fondo: Satana esiste realmente o è solo un genere letterario biblico per indicare il male?E’ soltanto un simbolo o una raffigurazione concettuale dell’uomo per segnalare il fatto della cattiveria nel mondo? La questione era già sorta, in ambito filosofico e scientifico, da parte dell’empirismo inglese, in particolare da Hobbes (1588-1679) con la sua opera Il Leviatano, dove affermava la sostanziale impostazione simbolica delle affermazioni bibliche intorno agli esseri spirituali, tra cui gli angeli e i demoni.
Nell’area cattolica il primo teologo che ha negato in modo netto ed eclatante l’esistenza di Satana è stato il tedesco Haag, nel 1970, con il famoso libro: La liquidazione del diavolo. A lui seguirono altri teologi e pensatori.

Cosa ne pensa la dottrina della Chiesa e il recente magistero dei Papi?
Il recente insegnamento dei pastori della Chiesa si è pronunciato più volte per difendere e sostenere come dottrina certa e vera la reale esistenza di Satana. Il concilio Vaticano II espone 18 frasi sulla realtà e l’opera del diavolo nelle sue nefaste azioni nei confronti del mondo, degli uomini e dei fedeli cristiani, riconfermando la fede cattolica tradizionale. Alla fine proclama la vittoria di Cristo, iniziata con la sua morte e risurrezione e che sarà portata a compimento con la sua gloriosa venuta alla fine dei secoli. Il pontefice Paolo VI si è soffermato in modo esplicito sulla questione del diavolo, due volte nel 1972 e una volta nel 1977, dove ha manifestato la sua impressione che “da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio”. Similmente Giovanni Paolo II, in due catechesi al popolo di Dio nel 1986, ripropone le tesi essenziali della dottrina cristiana, ribadita dal nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato nel 1992.

Quale è l’origine dei demoni? Chi li ha fatti e da dove vengono?
Una questione fondamentale riguarda l’origine dei demoni. Essi sono stati creati da Dio quali esseri angelici e in quanto tali sono buoni. La loro cattiveria non trova la causa in Dio sommo bene, ma unicamente da una loro libera scelta (concilio Lateranense IV del 1215). Sono perciò creature a tutti gli effetti e non possono essere considerati come dei o semidei, similmente ai demiurghi greci. Sotto questo aspetto essi hanno i limiti degli enti creati, dipendenti dal Creatore che ha dato loro l’esistenza

Perché da angelo buono è divenuto angelo cattivo o diavolo?
Da qui sorge la domanda di sapere quale sia stata la loro colpa o il loro peccato, che li ha resi malvagi da buoni che erano. L’opinione primitiva fu quella di un peccato carnale, in conformità alla tradizione legata ad Enoc, secondo il quale gli angeli si sarebbero innamorati delle belle figlie degli uomini e si sarebbero uniti ad esse, generando dei giganti terribilmente malvagi e fautori di ogni male sulla terra. (Cf. Gen 6, 1-4). Ben presto i pensatori cristiani si orientarono verso altre spiegazioni, basandosi in particolare sul testo biblico di Sap 2,24, in cui si dice che la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo, indicando nell’invidia per Adamo la causa del peccato diabolico. Ma anche questa opinione fu abbandonata per far posto all’idea di un peccato di superbia e di ribellione a Dio, sostenuta unanimemente dai pensatori cristiani dopo Origene.( III Sec. D.C.).

Quale il tipo di colpa commessa da Satana?
Infatuato della sua bellezza e della sua altezza spirituale, Lucifero ha pensato di potersi mettere al posto del Signore del cielo e della terra e non essere più sottomesso a lui, non accettando la propria condizione di creatura, ma ribellandosi al dominio e all’onnipotenza divina. Ha trascinato dietro di sé una moltitudine di suoi simili, i quali si sono congiunti a lui nell’insubordinazione a Dio, divenendo suoi compagni di cattiveria. Si parla giustamente del peccato angelico come di uno stato d’alienazione, di un essere che non è più se stesso e non accetta di relazionarsi agli altri e di comunicare con loro, ma di lottare contro Dio e contro gli uomini e tutte le altre creature, rimanendo irrigidito in se stesso con una forma di tronfio orgoglio e di profondo egoismo.

Quale è stata la pena succeduta al peccato satanico?
Per quanto concerne la loro pena si ritiene che i demoni siano stati condannati subito dopo il loro peccato, ma non ancora in maniera definitiva, come avverrà alla fine dei secoli. Nel frattempo essi sono operanti nel mondo e nell’umanità, ma al giudizio universale subiranno la sconfitta totale e saranno puniti nel fuoco eterno. Circa la determinazione della natura del fuoco infernale, alcuni gli attribuiscono una consistenza fisica, mentre altri propendono per una realtà interiore e spirituale. Oggi la Chiesa ritiene che si tratti di un fuoco sia a livello sensibile ed esteriore sia di valore intimo quale inasprimento e turbamento dello spirito.

Quali gli atteggiamenti profondi dell’essere diabolico?
L’intento principale del diavolo e dei suoi compagni è quello di allontanare l’uomo dal suo rapporto ordinato con Dio e, di riflesso, con gli altri, con se stesso e con il mondo. Vuole fomentare il disordine, il disorientamento dei valori, il sovvertimento della verità in falsità, del bene in male, dell’amore in odio. A tale scopo i demoni suscitano tensioni, rivalità, guerre, antagonismi. Secondo i Padri della Chiesa sono sempre loro che causano malattie e sciagure naturali, inventano la magia e l’astrologia, imitano i riti cristiani, favorendo l’idolatria e la mitologia, corrompono la sana dottrina incitando all’eresia, stimolano gli uomini al peccato e al vizio.

Quali i limiti invalicabili per l’azione del diavolo?
E’ altrettanto chiaro che la loro azione nefasta non è illimitata, poiché sono sottomessi, come tutte le creature, alla volontà divina e agiscono secondo la divina provvidenza. La parola decisiva non spetta ai demoni, ma a Dio. Ugualmente si deve supporre che alle azioni malvagie dei demoni si contrappongono gli interventi degli angeli buoni, i quali vengono in difesa e protezione dell’uomo. Soprattutto, e questa è un’idea presente ovunque e ben salda nella dottrina cattolica, i demoni non possono costringere la libertà umana, la quale, con l’aiuto di Dio e con la propria disponibilità, può sempre rigettare le seduzioni del maligno e opporsi ad esse.

Quali sono le azioni principali di Satana nei confronti degli uomini?
L’azione principale più comune del diavolo è quella della tentazione che consiste nella seduzione della mente e della volontà dell’uomo affinché compia azioni contrarie alla verità, alla giustizia e al bene. Così è stato fin dalle origini quando il serpente o diavolo ha tentato Adamo ed Eva per disobbedire al comando divino. La tentazione si ripete frequentemente nella vita del cristiano e può assumere configurazioni molto diverse e complicate. Addirittura alle volte il diavolo si può travestire da angelo buono e suggerire atteggiamenti apparentemente positivi ma che di fatto portano al male.
La seconda azione è la vessazione, che causa forti attacchi contro l’uomo anche a livello fisico come incidenti, malattie, ulcerazioni, lacerazioni, ecc. I Santi hanno subìto tali vessazioni con gravi conseguenze a livello corporeo.
La terza azione è data dalla infestazione, per mezzo della quale il diavolo svolge il suo influsso malvagio negli ambienti in cui vive l’uomo, come nelle abitazioni, nei locali pubblici, nelle strade, nei campi, ecc..
La quarta azione è detta ossessione, con la quale il diavolo colpisce la psiche umana, causando situazioni di dolore, di smarrimento, di ottenebramento e di confusione. Gli effetti poi sono spiacevoli, poiché comportano stati di depressione o di angoscia o di ansia o di tensione che spesse volte sono molto pesanti e incontrollabili. Neanche le medicine possono risolverle.
La quinta ed ultima azione, la più tremenda, è la possessione, in cui il diavolo domina sia sul corpo sia sulla psiche umana in modo che l’individuo non è più capace di governare se stesso e di essere autonomo nelle proprie scelte. Per questo ultimo caso, quando è sicuramente accertato, è necessario l’intervento dell’esorcista legittimamente autorizzato dalla Chiesa.

Come si vincono le seduzioni sataniche?
Noi abbiamo i mezzi sufficienti per vincere e sconfiggere le azioni malvagie di satana. Tra essi la più usuale è la preghiera con cui chiediamo aiuto a Dio per sorreggere la nostra volontà a non cedere alle seduzioni del maligno. Un altro mezzo è dato dalla frequenza ai sacramenti, come la confessione e la comunione eucaristica. Sono importanti anche alcune benedizioni o strumenti che la Chiesa pone a nostra disposizione, come il segno della croce, l’uso dell’acqua benedetta e altre buone cose. Ciò che conta è l’educazione interiore alla vita di grazia e di unione con Dio, con l’intercessione dei Santi e l’aiuto degli angeli.

Quale il rapporto tra l’azione di Satana e l’opera redentrice di Cristo?
Un’ultima considerazione scaturisce dal primato di Cristo con la sua opera redentrice, che costituisce l’evento capitale della vittoria contro Satana. Con la morte in croce di Gesù si attua la salvezza redentrice totale, di fronte alla quale tutte le potenze avverse come il peccato, la morte e Satana, che ne è il capo, sono annientate. In effetti il male cagionato dal diavolo trova la sua soluzione, anzi la sua definitiva sconfitta, proprio dall’offerta liberatrice attuata dal sacrificio di Cristo e dalla sua gloriosa risurrezione. Il riscatto di Cristo stabilisce non solo la vittoria su Satana, ma anche un capovolgimento di situazioni: il male stesso può diventare occasione di crescita e di maturazione nella fede, esso è trasformato in un momento salvifico, se vissuto in unione all’atto redentore di Cristo. A questo punto la potenza demoniaca non solo non ha più forza contro il cristiano, ma si fa strumento di gloria e di santità, come è avvenuto per numerosi testimoni dell’ascesi e della spiritualità nel cristianesimo.

7 Settembre 2012

MASSIME SETTEMBRE 2012

Filed under: MASSIME — giacomo.campanile @ 08:00
IL BUON UMORE è la porta della felicità….
ci vogliono 4 abbracci al giorno per sopravvivere, 8 per vivere, 12 per crescere.

Quanti ne date e quanti ne ricevete…..?

Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.

1Cor 4,5

“Solo la ricerca dell’impossibile può condurre a ciò che è realizzabile”

“Il vero oggetto dell’educazione, come quello d’ogni altra morale disciplina, è la formazione della felicità”

immagine

Powered by WordPress. Theme by H P Nadig