6 Marzo 2017

Le Tentazioni di Gesù nel deserto. Matteo 4,1-11. Scena tratta dal film “Il Vangelo secondo Matteo” di Pasolini. LEZIONE marzo 2020

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Le Tentazioni di Gesù nel deserto.

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Matteo 4,1-11

1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo. 2 E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame. 3 Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane». 4 Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo,ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».

5 Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio 6 e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani,perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede».

7 Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:Non tentare il Signore Dio tuo».

8 Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: 9 «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». 10 Ma Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto:Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto».

DOMANDE PER L’OTTIMO.

Esiste il diavolo?

il diavolo è semplicemente un simbolo del male,o un personaggio realmente esistente?

Chi ha creato il diavolo?

E perché lo ha creato?

La potenza di Satana è infinita?

Qual è, dunque, l’origine del male?

Come è entrato il male nel mondo?

Cosa sono le tentazioni?

Cosa intendi per libero arbitrio?

FILM DA VEDERE. L’avvocato del diavolo

Gesù è tentato dal diavolo. Pasolini . Offerta musicale di J:S:Bach

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Pasolini, Pier Paolo. – Scrittore, poeta, autore e regista cinematografico e teatrale italiano (Bologna 1922 – Ostia, Roma, 1975). Dopo aver seguito nell’infanzia gli spostamenti del padre, ufficiale di carriera, compì gli studî a Bologna, dove si laureò nel 1945 con una tesi su Pascoli. Nel 1943 si trasferì nel paese materno di Casarsa della Delizia, in Friuli, con la madre e il fratello minore Guido, morto poi nella lotta di resistenza (il padre, fatto prigioniero in Africa, sarebbe tornato alla fine del 1945), e vi rimase fino al genn. 1950, quando, per sfuggire allo scandalo provocato dalla pubblica denuncia della sua omosessualità, si stabilì con la madre a Roma. Da questo momento la sua vicenda biografica coincide appieno con la tumultuosa attività dello scrittore, del regista e dell’intellettuale impegnato a testimoniare e a difendere, spesso anche in sede giudiziaria, la propria radicale diversità, fino alla morte per assassinio, avvenuta la notte tra il 1° e il 2 nov. 1975 all’idroscalo di Ostia.

Fin dagli esordî in friulano, che comprendono Poesie a Casarsa (1942) e La meglio gioventù (1954; poi ripreso con intenti diversi e notevole incremento di testi: La nuova gioventù, 1975), ben oltre la nozione ermetica di poesia pura, il giovane P. puntava alla scoperta di una lingua intatta, che fosse quasi un equivalente letterario del suo religioso desiderio di purezza (fonderà così nel 1945 l’Academiuta di lenga furlana). Il suo interesse per la poesia dialettale trovò espressione in due importanti antologie: Poesia dialettale del Novecento (in collab. con M. Dell’Arco, 1952) e Canzoniere italiano. Antologia della poesia popolare (1955; poi, in versione ridotta: La poesia popolare italiana, 1960); mentre il suo talento di critico letterario, affascinato più dai modelli della critica stilistica (Auerbach, Spitzer, Contini) che dal sociologismo marxista d’ispirazione gramsciana, si esplicò in una serie di interventi sulla letteratura contemporanea, e soprattutto sulla poesia, che sarebbero confluiti in Passione e ideologia (1960). Gli anni Cinquanta furono gli anni della sua completa affermazione letteraria. La sua prima notevole raccolta di poesie in lingua, Le ceneri di Gramsci (1957), sembra chiudere definitivamente una stagione della poesia italiana. L’ansia profetica dell’Usignolo della chiesa cattolica (pubbl. nel 1958, ma composto prima del trasferimento a Roma) si sarebbe riproposta, dopo la parentesi decisiva delle Ceneri, nei termini mutati di un’ininterrotta controversia (La religione del mio tempo, 1961; Poesia in forma di rosa, 1964; Trasumanar e organizzar, 1971). P. fondava, intanto, insieme a F. Leonetti e R. Roversi, Officina, la rivista della polemica antinovecentesca; era anche diventato condirettore di Nuovi argomenti, rivista fondata nel 1953 da A. Moravia e A. Carocci. E aveva dovuto affrontare difficoltà molto più gravi dopo la pubblicazione dei suoi due romanzi d’ambientazione romana: Ragazzi di vita (1955), per il quale dovette subire un processo per oscenità, e Una vita violenta (1959), che era stato accolto freddamente tanto dalla critica marxista quanto dai giovani critici della neoavanguardia.

Nel cinema P. operò a partire dal 1954, come sceneggiatore (con M. Soldati, La donna del fiume; con F. Fellini, Le notti di Cabiria; con M. Bolognini, Marisa la civetta, Giovani mariti, La notte brava, Il bell’Antonio, La giornata balorda; e, fra i tanti, con B. Bertolucci, La commare secca, autore anche del soggetto). P. dapprima trasferì i frutti della sua ricerca narrativa (Accattone, 1961; Mamma Roma, 1962; La ricotta, episodio del film collettivo Ro.Go.Pa.G., 1963, condannato per vilipendio alla religione di stato), reinventando un linguaggio cinematografico autonomo di alta qualità figurativa (P. era stato allievo di R. Longhi a Bologna). Il linguaggio di P. approdò a risultati più compiuti ne Il Vangelo secondo Matteo (1964), in cui l’armonica fusione del cinema con la letteratura, la pittura e la musica diede l’avvio a quel “cinema di poesia” di cui P. doveva essere in Italia uno dei più convincenti teorici (Il cinema di poesia, 1965; Osservazioni sul piano sequenza, 1967; Empirismo eretico, 1972). Su questa linea, i film che seguirono, soprattutto Edipo re (1967), Teorema (1968) e Medea (1969), accesi da un realismo visionario che, nonostante scarti e manifeste libertà, sorregge poi anche gl’impegni drammatici e linguistici dei film della “trilogia della vita” (o, come altri l’hanno definita, “dell’Eros”), partiti alla riscoperta del sesso attraverso una rilettura delle fonti della grande favolistica mondiale: Decameron (1971), I racconti di Canterbury (1972), Il fiore delle Mille e una Notte (1974). L’ultimo film, uscito postumo, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1976), luttuosa metafora del potere e interpretazione in chiave provocatoria del libro omonimo di Sade. Non vanno dimenticati Che cosa sono le nuvole? (dal film collettivo Capriccio all’italiana, 1968) e Porcile (1969). Rimane un grande esempio del cinema d’inchiesta Comizi d’amore (1965), indagine sulla sessualità nell’Italia dei primi anni Sessanta, condotta da P. insieme a Moravia e Musatti. Esemplare parabola della storia d’Italia, dalla predicazione francescana ai funerali di Togliatti, è Uccellacci e uccellini (1966), ultima “legenda aurea” della civiltà italiana.

Breve video della lezione

diavolo: chi è e cosa fa?

“Il diavolo è peccatore fin dal principio” (1Gv 3,8), “padre della menzogna” (Gv 8,44).

La permissione divina dell’attività diabolica è un grande mistero, ma “noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8,28).

“Il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo” (1Gv 3,8). Di queste opere, la più grave nelle sue conseguenze è stata la seduzione menzognera che ha indotto l’uomo a disobbedire a Dio.

La drammatica condizione del mondo che « giace » tutto « sotto il potere del maligno » (1 Gv 5,19) 544 fa della vita dell’uomo una lotta.

Perché il male?

La domanda va precisata; infatti ci sono vari tipi di male:

– Male fisico (terremoti, malattie, incidenti);

– Male morale (ingiustizie, “storture” del sistema, errori, sofferenza interiore, atti malvagi);

– Male spirituale (il peccato);

– Male metafisico, sua origine extra-umana, cioè il diavolo.

MICHELANGELO CAPPELLA SISTINA. TENTAZIONE E CACCIATA

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CARAVAGGIO. MADONNA DEI PALAFRENIERI

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BOTTICELLI TENTAZIONI DI GESÙ

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DUCCIO

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Il

 

Occidentali’s Karma TESTO

18 Febbraio 2014

IL VANGELO IN 4 MINUTI

Filed under: BIBBIA — giacomo.campanile @ 15:38

http://www.video.mediaset.it/video/xlove/comedians/439805/lastrico-la-bibbia-nuovo-testamento.html

LASTRICO: La Bibbia – Nuovo Testamento

Il vero libro dell’amore è la Bibbia.

10 Febbraio 2014

Significato del Lievito. Le parabole del Regno dei Cieli.

Filed under: BIBBIA,LEZIONE,LEZIONI DI RELIGIONE,Religione — giacomo.campanile @ 17:14

 

LIEVITO

La parabola del lievito. Commento Mt 13,33

il regno è paragonato al lievito che fermenta tutta la pasta. Mt 13,33-35

Simile est regnum caelorum fermento, quod acceptum mulier abscondit in farinae satis tribus, donec fermentatum est totum.  Mt 13,33

The parable of the yeast. the kingdom is compared to the yeast that ferments all the pasta. Mt 13,33

La parábola de la levadura. El reino se compara con la levadura que fermenta toda la pasta.  Mt 13,33

  Ἄλλην παραβολὴν ἐλάλησεν αὐτοῖς· Ὁμοία ἐστὶν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν ζύμῃ, ἣν λαβοῦσα γυνὴ ⸀ἐνέκρυψεν εἰς ἀλεύρου σάτα τρία ἕως οὗ ἐζυμώθη ὅλον. Mt 13,33

 Ἄλλην παραβολὴν ἐλάλησεν αὐτοῖς• Ὁμοία ἐστὶν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν ζύμῃ, ἣν λαβοῦσα γυνὴ ἐνέκρυψεν εἰς ἀλεύρου σάτα τρία ἕως οὗ ἐζυμώθη ὅλον

La similitudine del lievito (o della fermentazione), utilizzato nella preparazione del pane, è usata da Gesù per raffigurare il Regno dei Cieli che sta per trasformare il mondo. Le donne di quell’epoca preparavano il pane in casa. La fermentazione della pasta, per indicare una qualità del Regno, era pertanto di facile comprensione sia per gli apostoli che per gli ascoltatori.

Le donne di allora impastavano il pane tra le mura domestiche: impiegavano una misura di farina che corrispondeva a tre litri.

Panis Angelicus – Franck – Solo & Choir – Soprano

Andrea Bocelli & the Royal Philharmonic Orchestra- Panis Angelicus – Royal Wedding – 12th Oct 2018

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«Panis angelicus
fit panis hominum;
dat panis caelicus
figuris terminum;
O res mirabilis:
manducat Dominum
pauper, servus et humilis.

Te, trina Deitas
unaque, poscimus:
sic nos tu visita,
sicut te colimus;
per tuas semitas
duc nos quo tendimus,
ad lucem quam inhabitas.
Amen.»
(IT)«Il pane degli angeli
diventa pane degli uomini;
il pane del cielo
dà fine a tutte le prefigurazioni:
qual meraviglia!
il servo, il povero, l’umile
mangia il Signore.

Chiediamo a Te,
Dio uno e trino,
di visitarci,
come noi Ti adoriamo.
Per le Tue vie
portaci dove tendiamo,
alla luce in cui tu abiti.
Amen.»
(Tommaso d’Aquino, Sacris Solemniis, strofe 6-7)

26 Luglio 2012

L’ apocalisse di San Giovanni.

Filed under: BIBBIA,FILM — giacomo.campanile @ 06:27

5 Giugno 2011

Visitazione di Maria

Filed under: articoli,BIBBIA,Religione — giacomo.campanile @ 17:38
immagineLa Visitazione della Beata Vergine Maria è una festa liturgica della Chiesa cattolica che si celebra il 31 maggio. E’ la festa del ‘Magnificat’, la Visitazione prolunga ed la gioia messianica della salvezza. Maria, arca della nuova alleanza, è ‘teofora’ e viene salutata da Elisabetta come Madre del Signore.

La Visitazione è l’incontro fra la giovane madre, Maria, l’ancella del Signore e l’anziana Elisabetta simbolo degli aspettanti di Israele. La premura affettuosa di Maria, esprime insieme al gesto di carità anche l’annunzio che i tempi si sono compiuti. Giovanni che sussulta nel grembo materno inizia già la sua missione di Precursore. Il calendario liturgico tiene conto della narrazione evangelica che colloca la Visitazione entro i tre mesi fra l’Annunciazione e al nascita del Battista.

Il video è tratto dal brano Deposuit dal Magnificat di J.S. Bach

La pala d’altare di Federico Barocci, del 1586, raffigura la “Visitazione ed era particolarmente cara a san Filippo Neri. Si trova nella quarta cappella della navata sinistra, della Chiesa Nuova d Roma.

di Giacomo Campanile
redazione@vivereroma.org

Questo è un articolo pubblicato sul giornale del 31/05/201194 letture – 0 commenti

4 Aprile 2011

TEOLOGIA CRUCIS. ECCO LA NOSTRA LETTURA PASQUALE

Filed under: BIBBIA,Religione — giacomo.campanile @ 11:47

E’ VERAMETE ILLUMINANTE PER IL NOSTRO CAMMINO PASQUALE

1 CORINTI 1,17- 29

17Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, perché non venga resa vana la croce di Cristo. 18La parola della croce infatti è stoltezza per quelli cha vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio. 19Sta scritto infatti:

Distruggerò la sapienza dei sapienti
e annullerò l’intelligenza degli intelligenti.

20Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo? 21Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. 22E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, 23noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; 24ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio. 25Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

2 Marzo 2011

30 scienziati smentiscono le tesi di Hawking

Filed under: articoli,BIBBIA,Religione — giacomo.campanile @ 12:23
immagineIl nuovo libro di Stephen Hawking che nega l’esistenza di Dio contrasta con le posizioni di più di 30 scienziati espresse nella recente serie di documentari intitolata “L’Origine dell’Uomo”.

Tra gli esperti, figurano i Premi Nobel Christian De Duve e Werner Arber. Alcuni sono credenti – ebrei, cattolici o protestanti –, altri no.

La serie di nuovi documentari “L’Origine dell’Uomo”, realizzata da Goya Producciones, indaga sullo sviluppo dell’universo dal “Big Bang” ai primati, agli ominidi e al trionfo dell'”Homo Sapiens”, e risponde alle domande: “Com’è nato l’universo? Siamo nati per caso? C’è stata un’intelligenza che ha guidato l’evoluzione?”

Il Premio Nobel Christian De Duve afferma che la teoria per cui il mondo è eterno, inventata da Fred Hoyl, ha dimostrato di essere falsa, e ha avuto ragione il suo maestro Lemaitre a scoprire la teoria del “Big Bang”, l’esplosione che ha dato origine all’universo.

Il professore belga Michel Ghins crede che la teoria degli “universi multipli” sia stata ideata per sfuggire all’ipotesi che Dio ha creato il nostro mondo, ma questa non è una via di fuga, perché “si può immaginare che Dio Onnipotente abbia creato questa profusione di universi molteplici”.

Per il professore italiano Evandro Agazzi, il caso non spiega l’esistenza del mondo. Chi vuole spiegare tutto a partire da qualche scienza positiva cade in un “atteggiamento riduzionista antiscientifico”.

Il professore di Boston Thomas Glick crede che questi fondamentalisti del materialismo si fabbrichino una specie di religione o metafisica, “ma nessuno confonde questo con la scienza”.

Per il professor Arana, dell’Università di Siviglia, “non c’è mai stata opposizione tra fede e ragione, ma c’è stata sempre opposizione tra due ‘fedi’: la fede scientista, per così dire, e quella religiosa”.

La Bibbia è quindi compatibile con la scienza? Il Premio Nobel svizzero Werner Arber risponde: “Nella Genesi, all’inizio dell’Antico Testamento, posso leggere che il mondo è stato creato in vari periodi, e per me questi vari periodi sono proprio un’evoluzione”.

Secondo il ricercatore olandese Cees Dekker, “il metodo della scienza di per sé non è cristiano né ateo. Scienza e religione non sono in conflitto, e la scienza in sé si inserisce molto bene nella visione cristiana del mondo”.

La serie “L’Origine dell’Uomo”, afferma la casa produttrice, “mette a nudo lo sfruttamento ideologico della scienza, e in particolare del darwinismo. Darwin è stato manipolato a favore del razzismo, sia da parte del marxismo che nella Germania nazista e negli Stati Uniti. La Chiesa cattolica, dal canto suo, non ha condannato Darwin. L’evoluzione potrebbe essere avvenuta all’interno della creazione”.

Questa serie di audiovisivi, aggiunge, espone “l’inconsistenza di posizioni atee come quelle di Hawking e Dawkins a un estremo, e dei fondamentalisti all’altro”. “Non è scientifico negare il soprannaturale – conclude –. La scienza naturale non capta ciò che cade fuori dalla sfera materiale”.

http://www.vivereroma.org/index.php?page=articolo&articolo_id=260768

12 Dicembre 2010

Bibbia per tutti.I ciechi vedono Mt 11,2-11

Filed under: articoli,BIBBIA,Religione — giacomo.campanile @ 11:15
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«Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio,
giunge la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». Is 35,1-6

Il nostro cuore è pieno di gioia perchè per noi c’è una grossa novità. E’ arrivata la salvezza per noi. In cosa consiste questa salvezza? Il vangelo di Matteo lo dice chiaramente:«Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». 

Ecco il centro del messaggio evangelico, in Gesù che nasce in questo natale ritroviamo la nostra felicità. la salvezza è un fatto non è una teoria o quacosa di solo spirituale. La salvezza si può vedere e toccare è un bambino che nasce da una vergine, che sorride che ci guarda che ci ama. Che guarisce la cecità degli uomini che sono nelle tenebre. Questo figlio di Maria che è anche figlio di Dio ha il potere di guarire tutte le malattie per questo la gioia ci riempe. Il Messia fa camminare gli zoppi, egli ci guarisce dalla nostra inerzia, dall’impossibilita di andare verso gli altri e verso Dio per incontrarlo. Il Salvatore ci guarisce dalla lebbra del peccato ci rende puri e belli, la lebbra ci abbruttisce, la grazia ci rende luminosi e sani per amare. Anche la sordità malattia diffusissima oggi sia fisica che spirituale è sconfitta. Ora possiamo ascoltare e amare i nostri fratelli, ma abbiamo di nuovo la capacità di ascoltare e comprendere la Parola di Dio, che ci salva. Ecco il primo e ultimo frutto del della redenzione. Nascita come risurrezione e morte come nascita ecco il mistero sotereologico. Il vangelo non parla di idee, è molto concreto e reale cosi deve essere il nostro cristianesimo, incarnato e salvifico. L’evento cristologico porta a una nuova vita a una risurrezione, “i morti risuscitano” che grande speranza ci offre questa parola la morte è stata sconfitta in questo natale di Jesus anche se il compimento si attuerà alla Pasqua. E’ un continuo altarenare dialettico è il “già e non ancora” per l’umanità.

Tutte queste parole meravigliose si possono realizzare solo se non ci scandalizziamo dell’incarnazione del Figlio di Dio. E’ difficile accoglie questa salvezza cosi semplice ma anche assurda per la mentalità umana. Il bambino nato da Maria porta in se questa realtà, bisogna solo accoglierlo e avere fede in Lui.

di Giacomo Campanile
redazione@vivereroma.org

Questo è un Articolo pubblicato sul giornale del 11/12/2010

http://www.vivereroma.org/index.php?page=articolo&articolo_id=273939

4 Dicembre 2010

Bibbia per tutti. Il regno dei cieli è vicino Mt 3,1-12

Filed under: articoli,BIBBIA,Religione — giacomo.campanile @ 13:52

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«Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». Il vangelo odierno ci presenta l’austera figura di Giovanni Battista, cugino di Gesù e suo Precursore.

Giovanni è presentato da Matteo in modo preciso, ci dice come vestiva, che abitava nel deserto e perfino quello che mangiava. Giovanni Battista è una persona severa, che gridava nel deserto e riprendeva tutti ammonendoli a comportarsi meglio. Questo suo atteggiamento, indica la passione, l’impegno con il quale Giovanni annunciava la venuta del Figlio di Dio: in qualche modo si preoccupava che tutti potessero riconoscerlo e accoglierlo con cuore puro, sgombro da tante cose inutili. Lui è in qualche modo l’ultimo dei profeti presentati nella Bibbia, cioè è colui che sa ciò che Dio sta per compiere.

Giovanni ama il suo popolo e cerca di scuoterlo però si accorge di essere come una voce che grida nel deserto. Questo grido rimane inascoltato nel deserto non ci sono persone, questo annuncio di salvezza non è accolto cade nel nulla.Nel deserto della Giudea Giovanni dice: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!».  Convertirsi cambiare rotta, dalla superficialità passare alla profondità dell’esistente, dalla banalità alla vivacità dell’amore verso gli altri, dalla vita inautentica vissuta nella menzogna alla gioia di vivere nella verità. Ecco cosa ci chiede il Battista. Il Regno di Dio è vicino è qui è Gesù Cristo, in Lui si realizza la salvezza dell’uomo. Le persone che ascoltavano il Battista sono farisei e sadducei, essi non erano lontani dalla fede, erano invece persone colte e conoscevano molto bene la Legge di Mosè e la osservavano, seguendo alla lettera i comandamenti e i precetti! A loro Giovanni dice ancora: “Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione…”.

Ciò significa che tutti sono bisognosi di conversione  e salvezza sia i peccatori che quelli che si ritengono persone pie. Che l’adempiere la legge del Signore non ci preclude l’accoglienza della persona del messia che nasce a Betlemme, che la legge non salva ma come dice Paolo di Tarso è come un pedagogo che ci porta all’ unico Salvatore.

di Giacomo Campanile
redazione@vivereroma.org

Questo è un Articolo pubblicato sul giornale del 04/12/2010

http://www.vivereroma.org/index.php?page=articolo&articolo_id=273004

26 Settembre 2010

Il Papa all’Angelus: l’Amore di Dio è più forte del male e della morte

Filed under: articoli,BIBBIA,Religione — giacomo.campanile @ 22:15

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Nella sua ultima domenica di soggiorno a Castel Gandolfo Benedetto XVI si rivolge ai fedeli, durante l’Angelus, con un prezioso commento al passo del Vangelo che racconta la parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro.

Il primo veste riccamente e vive nel lusso e viene condannato al fuoco eterno,mentre il secondo vive nella miseria, ma viene premiato e portato in Cielo dagli Angeli.
“Il messaggio della parabola va oltre la semplice condanna dei ricchi, sostiene il Papa, vuole invitarci a seguire la legge di Dio finchè siamo in vita”.
“In particolare ci trasmette due insegnamenti: il primo è che Dio ama i poveri e li solleva dalla loro umiliazione, il secondo è che il giudizio divino è eterno, per cui siamo chiamati a seguire la strada che Dio ci indica, quella della carità”.

“Al termine della vita ci sarà chiesto, infatti, come abbiamo usato il tempo a nostra disposizione e se abbiamo dimostrato carità verso il prossimo” .
“S. Vincenzo de Paoli la cui festa è domani, prosegue Benedetto XVI, nella sua vita di sacerdote incontrò sia i nobili che gli abitanti dei bassifondi. Per questi ultimi seppe organizzare con grande zelo forme stabili di assistenza per i poveri e gli emarginati. Numerosi gruppi di volontari seguirono il suo invito, mettendo tempo e beni a disposizione dei poveri”.

Solo il vero Amore dunque dona la felicità.

di Giacomo Campanile
redazione@vivereroma.org
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