6 Febbraio 2015

Friedrich Nietzsche. Filosofia e religione. Ottobre 2019

Filed under: FILOSOFIA RELIGIONE,LEZIONI DI RELIGIONE — giacomo.campanile @ 09:33

Friedrich Wilhelm Nietzsche Röcken, 15 ottobre 1844 – Weimar, 25 agosto 1900, è stato un filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco.

Considerato tra i massimi filosofi e scrittori di ogni tempo, ebbe un’influenza controversa, ma indiscutibile, sul pensiero filosofico, letterario, politico e scientifico del mondo occidentale nel XX secolo.

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2 Ottobre 2014

La Scuola di Alessandria. Religione filosofia e teologia. Lezione ottobre 2019

Filed under: FILOSOFIA RELIGIONE,LEZIONI DI RELIGIONE,Teologia — giacomo.campanile @ 07:50

La Scuola di Alessandria. Religione filosofia e teologia.

Il Faro di Alessandria, una delle Sette Meraviglie del Mondo

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Il Faro di Alessandria è considerato una delle realizzazioni più avanzate ed efficaci della tecnologia ellenistica.

Venne costruito tra il 300 a.C. e il 280 a.C. sull’isola di Pharos, di fronte al porto di Alessandria d’Egitto. Si ritiene che la torre del faro fosse alta 134 metri! Il faro rimase in funzione per sedici secoli: nel 1303 e nel 1323 due terremoti lo danneggiarono irreparabilmente. Le sue rovine furono recuperate in mare ed utilizzate nel 1480 dal sultano d’Egitto Quaitbay per costruire un forte nelle vicinanze.

 

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Alessandria, la grande città antica situata all’Ovest del delta del Nilo, fu fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C. grazie ad una posizione geografica strategica divenne ben presto una città cosmopolita di commercio e di grande scambio culturale tra le civiltà egiziana, orientale, greca e giudaica. Fu il luogo per eccellenza della fioritura dell’ellenismo ovvero della civiltà greca pagana, con particolare riferimento alla filosofia.

Alessandria conobbe un grande sviluppo dell’arte, della vita intellettuale e di tantissime correnti filosofico-religiose, il tessuto culturale era in continuo fermento impregnato di stoicismo, neoplatonismo, gnosticismo, giudaismo. Qui fu realizzata la più grande Biblioteca, le cui stime parlano di una raccolta di 500.000 rotoli inerenti tutto lo scibile umano.  Calpestarono il suolo di Alessandria personaggi del calibro di Callimaco, Euclide, Archimede, Ipparco, Filone, Ammonio, Plotino e molti altri.

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Già dal III secolo a.C. era presente una comunità giudaica ellenizzata che dette l’impulso per la traduzione greca della Bibbia, diventata famosa come Settuaginta (LXX), perché, secondo la leggenda, sarebbe stata realizzata da 70 saggi.

La cristianizzazione dell’Egitto iniziò con la missione dell’ebreo Marco, l’evangelista.

Durante il primo secolo Alessandria era una città cosmopolita dove convivevano differenti popoli e varie credenze religiose. Vi erano egiziani, greci, romani, etiopi e la lingua più parlata era il greco.
Fin dalla fondazione della città portuale, per opera di Alessandro il Grande, si erano sviluppate varie correnti culturali: l’orientale, erede delle tradizioni babilonesi, persiane e indiane (vediche); l’egiziana, erede delle antiche religioni dei faraoni, all’interno della quale si adoravano ancora Horus, Iside e Osiride; e la greca, con gli dei del pantheon olimpico.
Ad Alessandria però vi erano anche dei giudei adoratori di YHWH, e fin dal secondo secolo a.C. vi era stato un certo intercambio culturale tra la cultura giudaica e quella greca, in quanto era stato tradotto al greco il Tanakh, ovvero i libri che ora conformano l’Antico Testamento (la Bibbia dei settanta).
Uno dei più famosi saggi giudei di Alessandria del I secolo fu Filone, che individuava il demiurgo o Logos di Platone come il Dio della tradizione ebraica.

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A partire dal II secolo si sentì la necessità di difendere la fede cristiana contro possibili attacchi esterni. Fu questa la ragione che la scuola alessandrina si sviluppò e fiorì, proprio nella città dove era più diffuso lo gnosticismo, una tendenza opposta al Cristianesimo apostolico.

I due filosofi più conosciuti che divulgavano la fede gnostica ad Alessandria erano Basilide e Valentino, entrambi attivi nel secondo secolo.
Le quattro caratteristiche della scuola alessandrina furono: il contenuto metafisico nella predicazione della fede, l’influenza platonica, la direzione concettualmente idealistica e il metodo di interpretazione allegorico di vari passaggi scritturali.
Uno dei più importanti decani della scuola alessandrina fu Panteno, che diresse la scuola a partire dal 181 d.C.

Durante l’assenza di Panteno, la direzione della scuola alessandrina fu assunta dall’ateniese Clemente (Atene, 150 d.C. – Cesarea di Cappadocia, 215 d.C.).
Per Clemente tra la filosofia greca e le Sacre Scritture esiste una relazione armoniosa voluta da Dio.

Il Creatore ha dato la Legge ai giudei e la filosofia ai greci. Entrambe vengono da Dio ed entrambe conducono a Cristo.
Sia il pensiero di Clemente Alessandrino che quello dei suoi predecessori (come Giustino, Atenagora, Teofilo di Antiochia) e dei suoi successori (Origene, Alessandro di Gerusalemme) furono caratterizzati dal riconoscimento del valore del pensiero di Platone, il filosofo che per primo ha ammesso l’esistenza di un piano metafisico, non con la fede, ma con la ragione.

Clemente Alessandrino

Nei filosofi cristiani alessandrini però vi è il riconoscimento della superiorità del Cristianesimo sulla filosofia greca, perché la Verità, che i greci avevano solo sfiorato, con la descrizione del Logos, con il Cristianesimo si è rivelata in tutta la sua pienezza.

In quest’ottica non si può parlare di ellenizzazione del Cristianesimo, ma di cristianizzazione del mondo ellenico.

Per loro Gesù Cristo è la Verità ultima, ed è venuto per completare non solo la legge giudaica, ma anche la filosofia greca, in quanto ci ha svelato se stesso, il Logos che si è fatto carne.

Il Cristianesimo pertanto, oltre ad essere l’unica vera religione, è per loro l’unica vera filosofia divina.

Sappiamo che il Cristianesimo apostolico si basava sul pentimento dei propri peccati e la fede in Gesù Cristo per ottenere la salvezza, mentre lo gnosticismo era incentrato sulla conoscenza, o gnosi, per raggiungere l’unione con Dio.

Clemente alessandrino indica una terza via, in quanto per lui la fede e la conoscenza stanno in una relazione intima.

La fede per Clemente è il fondamento della gnosi.

Per lui ogni credente può essere gnostico, ma lo gnostico ecclesiastico è il perfetto cristiano.
La prima opera di Clemente fu il Protrettico, (dal greco “esortazione”, scritto possibilmente tra il 180 d.C. e il 200 d.C. Era un esortazione alla conversione al Cristianesimo rivolta ai pagani e soprattutto ai culti dei greci.
La sua seconda opera fu il Pedagogo, dove al cristiano viene insegnata la disciplina e una vita di rettitudine.

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La terza opera di Clemente alessandrino è denominata Stromateis (Miscellanea), perché analizza molti argomenti con lo scopo di individuare la giusta vita cristiana attraverso la fede e la conoscenza, che secondo lui avrebbero portato alla vera gnosi.
In pratica le tre opere sono legate da un filo sottile. E come fosse Gesù Cristo stesso che prima esorta a intraprendere il cammino della conversione, quindi insegna la retta via da percorrere ed infine come un maestro, indica la via da percorrere attraverso la fede, per la vera conoscenza.
Clemente scrisse anche altre opere tra le quali si ricordano le Disposizioni che furono dei commenti alla Bibbia e ad alcuni testi non canonici, come l’epistola di Barnaba e l’Apocalisse di Pietro.
Nel 202 l’imperatore Settimio Severo ordinò la persecuzione dei cristiani nella parte orientale dell’impero e in Egitto.

Clemente alessandrino fu così costretto a lasciare l’Egitto e la direzione della scuola passò ad Origene Adamanzio.
Clemente si diresse a Cesarea di Cappadocia, nell’attuale Turchia centrale, dove si dedicò alla Chiesa locale in quanto il vescovo Alessandro era stato imprigionato. Morì a Cesarea di Cappadocia pochi anni dopo probabilmente nel 215 d.C

Origene Adamanzio.

Durante quegli anni la scuola alessandrina era diretta da Origene Adamanzio (Alessandria, 185 d.C. – Tiro, 254 d.C.), “uomo di acciaio o di diamante”, etimologicamente “l’indomabile”. Possedeva una scienza enciclopedica ed è annoverato tra i pensatori più grandi e originali di ogni tempo, autore di innumerevoli opere che hanno influenzato tutta le teologia dei secoli a seguire.uno dei principali filosofi del Cristianesimo antico.

Origene esortava alla pratica delle virtù, alla conquista della perfezione morale e spirituale mediante la prassi ascetica.

È importante sottolineare il fatto che all’epoca solo la frequenza alla Scuola poteva essere motivo di persecuzioni.
Nel terzo secolo la convinzione che la Verità fosse stata rivelata contemporaneamente agli ebrei con la Bibbia, e ai greci con la filosofia, e la credenza che essa si fosse incarnata nella persona di Gesù Cristo, si scontrarono con il pensiero dei filosofi neo-platonici, tra i quali si ricordano Ammonio Sacca, Plotino e Porfirio.

La Scuola era sistemata in un edificio pubblico a fianco del museo del Serapeo dove si trovava la Biblioteca, era aperta a tutti, uomini e donne senza nessuna distinzione di credo e ceto sociale. Considerati da molti studiosi i maggiori esponenti del cristianesimo integrale,

Clemente ed Origene svilupparono e diffusero sia l’insegnamento exoterico (popolare, esteriore) che quello esoterico (riservato, interiore) della dottrina di Cristo in conformità alle parole del Salvatore.

Nel 250-253 . fu colpito dalla persecuzione di Decio e morì a seguito delle torture subite. Origene fu autore di numerosissimi scritti; Eusebio (come testimonia s. Girolamo) ne avrebbe elencati oltre mille: lavori sul testo biblico, commenti, scritti teologici e polemici, lettere.

Ma la vastissima produzione è andata in gran parte perduta.

La Scuola di Alessandria

Prima del Cristianesimo la città di Alessandria fu fiorente e cosmopolita, la più grande del mondo antico.

Aveva gran fama per le sue scuole, soprattutto quella del Museo che Tolomeo Primo istituì nel terzo secolo avanti Cristo, con la sua biblioteca che conteneva più di 500.000 volumi che toccavano ogni branca di sapere, oltre alla scuola di Serapione e alle scuole giudaiche che erano sparse in tutto l’Egitto.
Possiamo dire che Alessandria era un luogo unico nel quale fiorirono diverse colture: egiziana, ellenistica e giudaica.
In quell’ambiente la Chiesa ritenne di dover fondare un’istituzione catechistica per affrontare e rispondere ai pensieri di quelle scuole.
San Girolamo testimonia che San Marco fu colui che gettò i fondamenti della Scuola cristiana di Alessandria come mezzo di approfondimento del Cristianesimo su una base salda.
La scuola catechistica di Alessandria fu la più antica scuola catechistica del mondo. Il primo ordinamento teologico nacque lì, come anche l’interpretazione simbolica della Bibbia. La prima questione di cui si occupava è scoprire il significato spirituale in ogni parte della Bibbia e dietro le righe.


 

Origene   Adamantio

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All’inizio la Scuola era dedicata ai catecumeni che chiedevano di essere battezzati, sia dei Giudei che dei Gentili, per insegnare loro tutti i dettagli del credo cristiano e prepararli a ricevere il dono del Battesimo. La sua porta era spalancata per accogliere gente di diverse religioni, di ogni livello sociale e categoria lavorativa. Nel secondo secolo ebbe un efficace impatto sulla vita della Chiesa. La scuola di Alessandria divenne la più importante istituzione di insegnamento religioso della Cristianità.

Molti eminenti vescovi da molte parti del mondo ricevettero la loro istruzione in quella scuola da parte di studiosi quali Atenagora, Clemente, Didimo ed il grande Origene , considerato il padre della teologia ed attivo anche nel campo del commento e degli studi comparativi della Bibbia.

Origene scrisse oltre 6.000 commentari alla Bibbia, oltre al suo famoso Hexapla. Molti studiosi, come S. Girolamo, visitarono la scuola di Alessandria per scambiare idee e comunicare direttamente con i suoi studiosi. Lo scopo della scuola di Alessandria non si limitava ai soli argomenti teologici poiché lì si discuteva anche di scienze, di matematica e di studi umanistici: il metodo del commento tramite domanda e risposta nacque lì e, 15 secoli prima di Braille, venivano usate da studenti ciechi tecniche di intaglio nel legno per leggere e scrivere.

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14 Febbraio 2014

Socrate e il cristianesimo. Lezione novembre 2019

Filed under: FILOSOFIA RELIGIONE,LEZIONI DI RELIGIONE — giacomo.campanile @ 11:15

Socrate (Atene 469-399 a.c.)  nacque da padre scultore e da madre levatrice. Dopo un primo interesse per la filosofia della natura passò a trattare temi etici-esistenziali. Valoroso soldato durante la guerra del Peloponneso..

Non lasciò alcuna opera scritta (questione socratica). Fu accusato di non credere agli dei ufficiali dello stato e di corrompere i giovani Nel 399 a.c fu condannato a bere la cicuta e affrontò la morte con grande dignità (martire della filosofia).

Per S. la filosofia è un esame incessante di se stessi e degli altri. Fu una figura di eccezionale importanza nella storia della filosofia mondiale. Fu modello insuperato di chiarezza di pensiero, di impegno morale e di coerenza di vita.

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Socrate e Gesù? Parallelismo forzato

 

Socrate e Cristo, analogie e differenze di due fondatori della cultura occidentale

26 Ottobre 2013

Soren Kierkegaard, filosofo danese. Il pensiero e la colpa.

Filed under: FILOSOFIA RELIGIONE,LEZIONI DI RELIGIONE — giacomo.campanile @ 09:01

 

 

 

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11 Ottobre 2013

Cartesio: vita, filosofia e pensiero. Il fondatore della filosofia moderna

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18 Giugno 2013

Kant e la Religione. Lezione novembre 2019

Filed under: FILOSOFIA RELIGIONE,LEZIONI DI RELIGIONE — giacomo.campanile @ 09:40

Limiti della gnoseologia kantiana. Soggettivismo, relativismo.

Distruzione della metafisica tradizionale.

 

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Giordano Bruno, filosofo e religioso italiano

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RELIGIONE E ELLENISMO

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6 Giugno 2011

Adversus Epicuro:Cristianesimo ed Epicureismo in Clemente di Alessandria

Filed under: FILOSOFIA RELIGIONE,Religione,Teologia — giacomo.campanile @ 10:06

Confronto cristianesimo epicureismo. Felicità, amicizia, libertà, vita nascosta.

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Felicità – AlBano Romina

FELICITA’ = AMICIZIA AMORE, LIBERTÀ, GIOIA, INCONTRO

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Mentre approfondivo “Stromati, note di vera filosofia” un interessante testo di Clemente Alessandrino, noto teologo cristiano del III secolo fui colpito dalla stima e dalla riverenza che il grande Padre della Chiesa portava per la filosofia greca.

Il platonismo e la filosofia ellenica in generale erano considerati come uno strumento positivo e valido per conoscere la verità.

La S. Teologia e la filosofia erano considerate in modo allegorico come due personaggi della Genesi.

Sara ed Agar (St. I/5,32). Sara, prima moglie legittima di Abramo, è il simbolo della Teologia e Agar, serva di Sara che unendosi con il Patriarca gli aveva dato una discendenza, è simbolo della filosofia.

Clemente afferma: “La filosofia ha come compito l’indagine sulla verità e sulla natura del reale.

È d’altra parte la cultura preparatoria al riposo in Cristo, esercita la mente e sveglia l’intelligenza, ingenerando la sagacia nella ricerca attraverso la vera filosofia. È la filosofia che posseggono gli iniziati: l’hanno scoperta, o meglio, l’hanno ricevuta dalla verità stessa” (St. I/5,32.4).
In questo testo la teologia e la filosofia sono fuse e sovrapposte a vicenda; la filosofia appare la più autentica vita religiosa, o avvicinamento ad essa (riposo in Cristo, la possiedono gli iniziati).
Questo alto concetto della filosofia non era condiviso da altri importanti Padri della Chiesa (vedi Taziano e in modo particolare Tertulliano).
Clemente, mentre aveva buona considerazione la filosofia e i grandi esponenti delle diverse scuole, aveva un atteggiamento molto critico verso Epicuro e le sue idee. Perché?
Lo scopo di questo breve studio è soltanto di capire perché Clemente ha parole d’elogio e d’ammirazione per i filosofi e disprezza in modo quasi indegno la filosofia di Epicuro. Il pensiero d’Epicuro è incompatibile con la dottrina cristiana?
Cominciamo il nostro studio andando ad analizzare i testi in cui Clemente cita le opere e le idee d’Epicuro. Già nella prima pagina degli Stromati si legge: “Epicuro, corifeo d’ateismo” (St. I/1,2).
La prima affermazione su Epicuro è un’accusa d’ateismo.

La seconda critica è ancora più pesante: è quella di sopprimere la provvidenza e divinizzare il piacere. “S’intende della filosofia non nel suo complesso, ma in quella di Epicuro di cui pure fa menzione Paolo negli Atti degli Apostoli, rimproverandoli di sopprimere la provvidenza e di divinizzare il piacere” (St. I/11,50.6).
Questa critica, specifica Clemente, non è rivolta alla filosofia perché tale, ma alla filosofia di Epicuro, fonte di menzogna e immorale.

Contro gli epicurei afferma: “E quelli che pongono come principio gli atomi: poveri uomini senza fede, schiavi dei piaceri, che si rivestono del nome di filosofi” (St. I/11, 53.4). qui l’attacco è rivolto a tutti quelli che condividono le idee di Epicuro, tutti falsi filosofi, peccatori, atei e immorali.
Ancora: “Ed esso persuade anche Epicuro a porre come sommo fine del filosofo il piacere” (St. II/20,119.5).
Incredibile, il fine dell’uomo non è il sommo bene, ma il piacere, ciò non può essere nemmeno tenuto in considerazione, è un’idea assurda per un filosofo serio.
Afferma su Epicuro: “Egli finisce con il divinizzare lo stabile equilibrio della carne e la fiducia circa questa” (ivi). Ciò che Clemente considera dissolutezza, per Epicuro è il principio fondante della filosofia. Clemente chiede aiuto ad altri filosofi per confermare la sua critica: “Diogene scrive espressamente in una tragedia: ‘ . quelli che sono saturati nel cuore, ad opera dei piaceri, della mollezza effeminata, insudiciata di sterco, che non vogliono faticare, nemmeno un poco.’ Con le parole che seguono dette in modo da far vergogna, ma degno dei voluttuari” (St. II/20,119,5-6; cfr. Diog. L.VI 80).
Il capitolo 21 degli Stromati, è dedicato alla filosofia e al sommo bene, anche in questo frangente clemente inizia con una critica feroce ad Epicuro:

“Epicuro riponeva la felicità nel non aver fame, non aver sete, non aver freddo. Pronunciò la celebre frase: ‘Felicità che rende uguale agli dei’, ma in modo empio perché proprio in questo sosteneva di poter rivaleggiare con Zeus, come se stabilisse la beata superiorità di porci che mangiano escrementi, non di uomini ragionevoli e filosofi. Di quelli che pongono come principio il piacere cirenaici ed epicurei” (St. II/21,1-2).
La felicità dell’uomo è vivere per il piacere. Solo il piacere diviniza l’uomo. Questa dottrina che Clemente condanna senza appelli, è molto attuale. Di fronte alla rivelazione la filosofia, secondo Clemente, è come un dono di Dio. Essa è stata data da Dio ai greci come un testamento che servisse di base alla filosofia cristiana. Nella filosofia greca fu seminata la zizzania dal diavolo (cfr. la parabola Mt 13,25-30). Come nel cristianesimo le eresie crescono insieme al grano buono, così nell’ambiente filosofico:

L’empietà di Epicuro e la teoria del piacere e tutte le altre proposizioni disseminate nella filosofia greca contrariamente alla retta ragione, costituiscono i frutti spuri della cultura concessa da Dio ai greci” (St. VI/8,67.2).
La dottrina del piacere di Epicuro viene paragonata da Clemente Alessandrino all’erba cattiva nel campo della filosofia, Epicuro viene definito uomo empio, la sua filosofia va contro la retta ragione e contro la legge di Dio.

Conclusione
Negli “Stromati, note di vera filosofia”, c’è secondo Clemente una contrapposizione estrema tra teologia cristiana e filosofia epicurea in quanto questa filosofia aveva assunto nella storia quasi la forma di una religione laica contrapposta alla religione cristiana.
In questa religione laica l’uomo poteva raggiungere la felicità da solo, solo confidando nelle sue capacità naturali, non gli ha bisogno dei o mediatori soprannaturali, per arrivare alla pace non ha bisogno neanche di beni materiali e ricchezze, o di vita politica e istituzioni. L’uomo è perfettamente autartico. Ciò non può essere condiviso da un teologo cristiano che vede la salvezza e la redenzione umana come un dono di Dio. Le accuse d’ateismo rivolte da Clemente sono pertinenti giacché la dottrina epicurea è una fede nell’al-di-qua, negatrice d’ogni trascendenza e radicalmente legata alla dimensione del “naturale” e del “fisico”, in questo contesto la metafisica platonica e aristotelica sono negate.
L’attualità del pensiero di Epicuro
In un certo senso oggi siamo in un’epoca epicurea, la galoppante secolarizzazione, la eccessiva fiducia nella capacità dell’uomo di realizzare una pace mondiale, la società impostata in modo edonistico.
In effetti, soddisfare ogni tipo di piacere è il principio della nostra società consumistica. Oggi il criterio per discriminare il “bene” e il “male” non è la verità, ma il piacere e il dolore, così che essi diventano le regole del nostro agire. Un agire morale fondato sul principio del piacere è profondamente amorale, condividiamo la posizione di Clemente a riguardo in quanto il piacere non può essere un principio metafisico.
Anche a livello gnoseologico Epicuro è attuale. Il primato della sensazione per l’oggettività rende la filosofia di Epicuro moderna. Il soggetto con le sue sensazioni diventa il protagonista della conoscenza oggettiva, dimenticando ogni tipo di conoscenza metafisica.
Gli studiosi recenti sostengono che il piacere concepito da Epicuro riguarda l’aspetto spirituale dell’anima. Ciò che deve cercare ogni uomo è la tranquillità dell’anima (atarassia). L’uomo deve cercare la pace, per questo bisogna fuggire dal caos di una vita sociale frenetica e a volte solo esteriore. Nella famosa frase di Epicuro: “Ritirati in te stesso, soprattutto quando sei costretto a stare tra la folla” sembra di sentire l’eco del Vangelo.
Un altro pregio della filosofia epicurea è quello di considerare l’uomo non solo come essere politico, in rapporto con lo stato, ma come individuo che ha un valore in sé. Anche qui notiamo una sfumatura che avvicina la filosofia epicurea all’antropologia cristiana.
Un’altra tematica molto vicina alla dottrina evangelica è quella dell’amicizia, Gesù Cristo chiama i suoi discepoli amici

“Non vi chiamo più servi,ma vi ho chiamati amici” (Gv. 15,15).

Epicuro sostiene che l’amicizia deve essere l’unico legame veramente importante nelle relazioni umane perché è un legame che presuppone la libertà

http://www.giacomocampanile.it/

28 Gennaio 2010

San Tommaso d’Aquino

Filed under: articoli,FILOSOFIA RELIGIONE,LEZIONI DI RELIGIONE,Religione,SANTI,Teologia — giacomo.campanile @ 09:50

Tommaso d’Aquino, O.P. (Roccasecca, 1225 – Fossanova, 7 marzo 1274), definito Doctor Angelicus, è forse il più grande Dottore della Chiesa.E’ stato un filosofo e teologo italiano, della scolastica.

S. TOMMASO 19

 

 

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LE OPERE <ul><li>-- Summa contra gentiles -- Summa theologica -- De unitate inellectus contra averrosistas -- De...

Dio esiste?

Tommaso risponde con le 5 vie che costituiscono un argomento a posteriori poiché
a priori non se ne può dare dimostrazione, non essendo conosciuta l’essenza di Dio e
non potendone quindi derivare analiticamente l’esistenza (vs Anselmo e l’argomento
ontologico: non si può passare dal piano del pensiero a quello dell’essere)
1. Prova cosmologica – Dio come causa del moto (primo motore immobile aristotelico)
2. Prova causale – Dio come causa prima (efficiente)
3. Rapporto tra possibile e necessario – Dio come causa necessaria
(fondamento nell’universo contingente)
4. Prova dei gradi – Dio come causa perfetta (principio dei diversi gradi di perfezione)
5. Prova finale – Dio come causa del finalismo del cosmo (tutto tende a un fine)

Che cosa è Dio? Dio è causa prima incausata
Che discorso è possibile su Dio? Teologia negativa:
(a) non parlo di Dio in sé, ma di Dio in rapporto al mondo (è causa
in rapporto agli effetti)
(b) non dico ciò che Dio è, ma ciò che non è

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