22 Ottobre 2018

Il valore del silenzio. Lezione ottobre 2018

Filed under: LEZIONI DI RELIGIONE,Senza Categoria — giacomo.campanile @ 09:05

L’equilibrio è nelle orecchie

3 Ottobre 2018

Sinodo dei giovani. Lezione ottobre 2018

Filed under: LEZIONI DI RELIGIONE,Senza Categoria — giacomo.campanile @ 07:18

Sinodo dei giovani 2018

Musica e testo inno ufficiale sinodo dei giovani 2018

Un Sinodo dei giovani per cambiare la Chiesa.

La presentazione dell’Assemblea dei vescovi (3-28 ottobre): per la prima volta partecipano anche due presuli cinesi. 267 Padri, 23 esperti, 49 uditori tra cui 34 ragazzi

 

Papa Francesco ha scelto di rivolgere ai giovani il pensiero, la riflessione, la preghiera che tutta la Chiesa porterà avanti nei prossimi mesi. A ottobre 2018 si svolgerà infatti un incontro speciale dei vescovi -detto sinodo- che porterà la Chiesa a prendersi cura delle nuove generazioni, riflettendo sul loro vissuto, la loro vocazione, le loro scelte. Prima di questo incontro tutta la Chiesa, a partire da ogni gruppo e realtà diocesana, vivrà un tempo per ascoltare i propri giovani, coinvolgendoli e rendendoli parte attiva di questo percorso, e per fare il punto sulla proposta di accompagnamento pastorale a loro rivolta.

È un tempo prezioso e arricchente che ci chiama a essere protagonisti perché il Sinodo -letteralmente “camminare insieme”- sia realmente strada condivisa.

11 Settembre 2018

Buon inizio anno 2017-18. Lode e gioia.

Filed under: Senza Categoria — giacomo.campanile @ 08:17

RAGAZZI, buon inizio anno scolastico! W la scuola della gioia.
«Ricordatevi che l’educazione è cosa di cuore. Amate i vostri figli, gli allievi; amateli più di voi stessi, amateli gratuitamente, alla maniera di Dio, regalate loro l’amore. L’amore vero ce li fa amare anche quando non prendono bei voti, sbagliano, rispondono male, si ribellano. La pratica del sistema preventivo è tutta poggiata sulla carità che è “paziente, tutto soffre, tutto spera, tutto sopporta”. Perché non venisse confusa con l’elemosina ho cercato di tradurre la parola “carità” con amorevolezza. Bisogna amare ciò che piace ai giovani, e i giovani ameranno ciò che piace ai loro educatori L’amorevolezza la si deve esprimere nelle parole, nei gesti e persino nell’espressione del volto e degli occhi. Ed è importante che i giovani non solo siano amati, ma che abbiano coscienza di essere amati». Don Bosco.

2 Maggio 2018

MUSICA E GIOIA 5 B LISA, LUCIO. APRILE 2018

Filed under: Senza Categoria — giacomo.campanile @ 07:44

MUSICA E GIOIA LISA LUCIO      

Concorso Pesaro maggio 18

musicalode

12 Aprile 2018

Basilica del Pantheon. 12-4-18

Filed under: Senza Categoria — giacomo.campanile @ 20:14

Il Pantheon di Roma e gli eventi astronomici

Bellezza – ORME SVELATE

Il Pantheon (in greco antico: Πάνθεον [ἱερόν], Pántheon [hierón], «[tempio] di tutti gli dei»), in latino classico Pantheum[1], è un edificio della Roma antica situato nel rione Pigna nel centro storico, costruito come tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future.

Fu fondato nel 27 a.C. dall’arpinate Marco Vipsanio Agrippa, genero di Augusto. Fu fatto ricostruire dall’imperatore Adriano tra il 120 e il 124 d.C., dopo che gli incendi dell’80 e del 110 d.C. avevano danneggiato la costruzione precedente di età augustea.

È composto da una struttura circolare unita a un portico in colonne corinzie (otto frontali e due gruppi di quattro in seconda e terza fila) che sorreggono un frontone. La grande cella circolare, detta rotonda, è cinta da spesse pareti in muratura e da otto grandi piloni su cui è ripartito il peso della caratteristica cupola emisferica in calcestruzzo che ospita al suo apice un’apertura circolare detta oculo, che permette l’illuminazione dell’ambiente interno. L’altezza dell’edificio calcolata all’oculo è pari al diametro della rotonda, caratteristica che rispecchia i criteri classici di architettura equilibrata e armoniosa.

A quasi due millenni dalla sua costruzione, la cupola intradossata del Pantheon è ancora oggi una delle cupole più grandi di tutto il mondo, e nello specifico la più grande costruita in calcestruzzo romano

All’inizio del VII secolo il Pantheon è stato convertito in basilica cristiana chiamata Santa Maria della Rotonda[5] o Santa Maria ad Martyres, il che gli ha consentito di sopravvivere quasi integro alle spoliazioni inflitte dai papi agli edifici della Roma classica.

Gode del rango di basilica minore ed è l’unica basilica di Roma oltre a quelle patriarcali ad avere ancora un capitolo. Gli abitanti di Roma lo chiamavano popolarmente la Rotonna (“la Rotonda”), da cui derivano anche il nome della piazza e della via antistanti.

Proprietà demaniale dello Stato Italiano, dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali lo ha gestito tramite il Polo museale del Lazio, e dal dicembre 2019 attraverso la Direzione Musei statali di Roma. Nel 2019 ha fatto registrare 8.955.569 visitatori, risultando il sito museale statale italiano più visitato.

12-4-18. Pantheon. Santa gita 2d

Santa gita

13 Marzo 2018

Il Circo della Farfalla. Lezione marzo 2018

Filed under: Senza Categoria — giacomo.campanile @ 10:56

Il Circo della Farfalla.

6 Febbraio 2018

Amore, amicizia, fidanzamento. Lezione febbraio 2018

Filed under: LEZIONI DI RELIGIONE,Senza Categoria — giacomo.campanile @ 10:56

Amore, amicizia, fidanzamento. Tre nomi per chiamare l’amore, eros, filia e agape. Morale e Religione.
https://www.giacomocampanile.it/?p=6463
Per partecipare alla lezione video di Religione, fai clic su questo link:
https://meet.google.com/xso-nfxz-uma

 

Nigren. Eros e Agape.

 

LUSSURIA: l’eros senza pienezza.

MORALE SESSUALE. Diego Fusaro e Il nuovo ordine erotico. 

Amore, amicizia, fidanzamento e matrimonio fidanzamentolode amorelode

Come passare dall’INNAMORAMENTO all’AMORE (non sono la stessa cosa!)

L’AMORE ETERNIT FEAT NOEMI

Tre nomi per chiamare l’amore, eros, filia e agape.

Al vertice di tutto sta l’«agàpe», il suo modello è Gesù

In un mondo segnato così profondamente dalla paura e dalla solitudine, e lacerato da conflitti bellici o di civiltà, l’amore resta l’unica via per immaginare un nuovo futuro.

Si potrebbe dire: è il tempo dell’«agàpe», il tempo dell’amore per gli altri e non solo per se stessi. Appunto, un amore «agapico». Agàpe, una parola greca, fu scelta dagli autori del Nuovo Testamento per descrivere l’amore di Gesù. In quel tempo non era quasi per nulla usata poiché la cultura greca per dire l’amore preferiva i termini eros e philia.

Gli autori sacri con il termine agape introducevano una nuova e impensata concezione dell’amore: un amore che non si nutre della mancanza dell’altro (eros) e che nemmeno semplicemente si rallegra della presenza dell’altro (philia), ma un amore, appena concepibile dalla ragione umana, che trova il suo modello culminante in Gesù: un amore per gli altri totalmente disinteressato, gratuito, perfino ingiustificato, perché continua ad agire – ed è il meno che si possa dire – al di fuori d’ogni reciprocità.

È davvero un amore fuori regola, fuori norma. L’apostolo Paolo nella Lettera ai Romani afferma: «A stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore per noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi»( Rm 5, 7-8).

Con il termine agàpe si esprime quindi un amore impensabile per la ragione se Dio stesso non lo avesse rivelato. L’agàpe è infatti l’essere stesso di Dio. Quindi è l’essere stesso Dio a spingerlo a uscire da sé per scendere in mezzo agli uomini.

L’incarnazione è un mistero centrale nella fede cristiana. Essa si differenzia da tutte le altre fedi perché, più che una religione che divinizza l’uomo, è la religione di un Dio che per amore si fa uomo. Non solo, quest’uomo accetta anche di essere crocifisso, e per amore. Nella «croce» appare il culmine dell’amore con la sua vittoria definitiva sull’egoismo.

Semiòn Frank, filosofo russo, scrive: «L’idea di un Dio disceso nel mondo, che soffre volontariamente e prende parte alle sofferenze umane e cosmiche, l’idea di un Dio-uomo che soffre, è la sola teodicea possibile, la sola “giustificazione” convincente di Dio». Qui vi è tutta l’originalità dell’agàpe, tutta la sua paradossalità, e soprattutto la sua forza irresistibile: l’agàpe è la risorsa più forte per edificare un mondo nuovo liberato dalla legge inesorabile dell’amore per sé. (…)

L’agàpe, culmine dell’amore, non elimina l’eros e la philia, non le accantona, se così posso dire, semmai le purifica dalle ambiguità e le esalta per una loro dinamica positiva. Nella cultura greca,eros era concepito come un dio senza volto, una sorta di divinità originaria, un principio di vita potente che strappa dalla vita quotidiana producendo una discontinuità inimmaginata nella vita di chi ne viene coinvolto.

La discontinuità si presenta improvvisa, non è né progettata né voluta, e spinge con prepotenza l’amante ad annullarsi nell’amato, sia nella prospettiva esaltante della luce che nell’altra, anch’essa ugualmente esaltante, della morte.

In ogni caso, al di là degli esiti, eros è una energia originaria che strappa via dalla casa abituale, dalla vita ordinaria. Non a caso Platone, nel Simposio, lo definisce a-oikos, senza casa. Il grande pericolo che eros fa correre è perciò quello di essere strappati via da ogni sede, da ogni dimora, da ogni casa, senza un approdo che sia stabile.

Da un punto di vista non teologico cristiano, eros è pura avventura, come lo rappresentano le grandi figure, i grandi miti della contemporaneità: l’Ulisse dantesco, il Faust, il Don Giovanni, sono tutte figure che mollano gli ormeggi, perché che nessuna casa può contenerli. Ma eros da solo, senza un orizzonte, non basta. In sintesi, potremmo dire, che tutti abbiamo pulsioni d’amore, tutti sentiamo spinte ad amare o sentimenti d’amore che ci muovono, ma – è papa Ratzinger a scriverlo nell’enciclica Deus caritas est – «i sentimenti vanno e vengono. Il sentimento può essere una meravigliosa scintilla iniziale, ma non è la totalità dell’amore».

La philia – che traduciamo normalmente con «amicizia» – esprime un’altra dimensione ancora dell’amore. Ordinariamente viene pensata come una forma attenuata dell’amore, un sentimento più debole, meno impegnativo, meno esigente, casto per di più, segno di una innegabile limitatezza!

Molto meno cantata dell’amore, la philia è tuttavia non meno protagonista nella vicenda umana. Un bell’esempio di philia lo rileviamo nella triplice domanda d’amore di Gesù a Pietro dopo la risurrezione, quando lo interroga sull’amore. Gesù chiede al discepolo: «Mi ami?» (phileis me?). Qui non è l’eros che parla, ma un sentimento che chiede una compartecipazione stretta, duratura, perenne.

È come se gli chiedesse: «Sei veramente mio, mi appartieni, ci co-apparteniamo?» Nella philia i due – e questa è la differenza fondamentale con eros – rimangono tali, non vi è una dinamica identitaria, non si risolvono in uno.

philoi sono inseparabili, ma tale appartenenza non impedisce loro di sussistere come tali nella propria identità. Anzi, sussistono perché «stanno bene insieme». Semmai, il rischio in tale dinamica è l’appagamento nella coappartenenza, una sorta di piacevole ma rischiosa chiusura.

Ed ecco l’agàpe che supera ambedue, senza tuttavia escluderle. In effetti, con la parola agàpe si entra nella logica di stampo trinitario ove non c’è l’annullamento nell’altro e neppure la coappartenenza. C’è di più: la generazione di un altro nel circolo dell’amore.

La raffigurazione emblematica dell’agàpe è l’icona della Trinità di Rublev, con i tre angeli attorno alla mensa. Agàpe è la relazione Padre-Figlio, così come Gesù la testimonia, che implica come terzo elemento quella relatio non adventitia di cui parla Agostino. La relazione tra le prime due persone, infatti, distinte e tuttavia filoi nel modo più profondo ed essenziale, obbliga a pensare la Relazione stessa come una terza figura.

L’agàpe comporta una trascendenza tra i due che è appunto la «Relazione» stessa nella sua eternità, nella sua necessità. L’agàpe è interna a questa dialettica dei due e insieme li trascende entrambi. Amante e amato si trascendono in un terzo: che è la loro «relazione». Questa è agape nel linguaggio neotestamentario e nella teologia cristiana. Il suo nome è Spirito Santo e la sua azione è sconvolgente.

52 DOMANDE SULL ‘AMORE…

1. Cos’è l’amore?
2. Hai mai amato qualcuno?
3. Sapresti descrivere con tre parole cosa vuol dire amare?
4. Hai mai amato senza essere ricambiato?
7. È più facile amare o permettere a qualcuno di amarti?
8. Hai mai sofferto per amore?
9. Sei mai stato tradito/A?
13. L’amore lo si cerca o viene da se?
14. Credi che a volte l’essere amato/a o comuque avere qualcuno ti privi della tua liberta? n
21. credi nell’amore eterno?
22. Credi che l’amore debba essere per forza corrisposto? s
23. Cosa ne pensi del tradimento?
24. Pensi che segni la fine di un rapporto?
26. Lo perdoneresti?
27. Lo accetteresti?
29. Perché si tradisce?
31. L’onestà paga sempre?
32. Credi di poter continuare ad amare chi ti ha tradito?
34. cosa si acquista?
36. In un rapporto a che posto sta la fiducia?
40. Credi che nell’amore ci sia sempre uno dei due che ama più dell’altro?
42. Cosa implica amare?

44. Il vero amore esiste o è un’utopia?
45. Esistono amori a distanza?

50. Infine raccontami le caratteristiche ideali della tua persona ideale?

Risultati immagini per fidanzamento e religione

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30 Gennaio 2018

QUIZ SULLA DROGA. LEZIONE FEBBRAIO 2018

Filed under: DROGHE,LEZIONI DI RELIGIONE,Senza Categoria — giacomo.campanile @ 15:26

 

Droghe: La legalizzazione illustrata agli adulti

LA DROGA E’ IMMORALE.

QUIZ SULLA DROGA

SAI TUTTO SULLA DROGA?

Quiz: Testa la tua conoscenza sulle droghe.

2291 L’uso della droga causa gravissimi danni alla salute e alla vita umana. Esclusi i casi di prescrizioni strettamente terapeutiche, costituisce una colpa grave. La produzione clandestina di droghe e il loro traffico sono pratiche scandalose; costituiscono una cooperazione diretta, poiché spingono a pratiche gravemente contrarie alla legge morale.

LA RIVOLUZIONE ANTROPOLOGICA DELLA DROGA

Vasco Rossi-Bollicine

Preghiera per spezzare le catene del vizio e guarire le dipendenze

Tra i più tentati dal demonio ci sono i giovani e i giovanissimi: “Il rischio, per i ragazzi , riguarda le attività estreme – sottolinea padre Truqui – Nei circoli satanici girano molta droga e la sessualità è fuori controllo, tutte cose che attirano molto i giovani; ai giovani viene proposto successo senza merito, ricchezza senza lavoro e piacere senza limiti: è il sogno di tutti, ma sono cose che non esistono”.

15 Gennaio 2018

Matrimonio civile e religioso. Diritti e doveri degli sposi. Gennaio 2018

Filed under: Senza Categoria — giacomo.campanile @ 08:59

Matrimonio civile e religioso. Diritti e doveri degli sposi. matrimoniolode sposilode

APRIMI SORELLA MIA

Con il testo

Aprimi sorella mia. Chitarre Giacomo e Dario. Roma 2-05-16.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

27 Novembre 2017

NATALE 2017. LEZIONE DICEMBRE NOVEMBRE

Filed under: LEZIONI DI RELIGIONE,Senza Categoria — giacomo.campanile @ 08:34

W IL NATALE

CANTI NATALE

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