I regni romano-barbarici e l’Impero bizantino
L’arte bizantina si è sviluppata nell’arco di un millennio, tra il IV ed il XV secolo, prima nell’ambito dell’Impero romano, poi di quello bizantino, che ne raccolse l’eredità e di cui Costantinopoli fu capitale.
Le caratteristiche più evidenti dei canoni dell’arte bizantina sono la religiosità, l’anti-plasticità e l’anti-naturalismo, intese come appiattimento e stilizzazione delle figure, volte a rendere una maggiore monumentalità ed un’astrazione soprannaturale (smaterializzazione dell’immagine).
Il gusto principale dell’arte bizantina è stato quello di descrivere le aspirazioni dell’uomo verso il divino.
L’arte bizantina ha comunque avuto espressioni stilistiche molto diverse fra di loro nei suoi oltre mille anni di vita, ma nell’Impero d’Oriente l’arte rimase quasi invariata.
L’arte bizantina è caratterizzata dall’uso intensivo
dell’oro, che simboleggia la divinità e riflette la luce
del paradiso. Le icone sacre, utilizzate nella devozione,
sono un altro pilastro dell’arte bizantina, rappresentando connessioni reali con il divino.
L’arte bizantina mira a descrivere le aspirazioni dell’uomo verso il divino, con figure altamente stilizzate e un’astrazione soprannaturale. L’uso dell’oro non solo conferisce un aspetto maestoso alle opere, ma funge anche da simbolo visivo della trascendenza spirituale.










SANTA PRASSEDE
