
Evagrio Pontico è stato un importante monaco cristiano, scrittore e asceta greco antico, vissuto tra il 345 e il 399 d.C. Nato in una famiglia agiata nel Ponto, ricevette una solida formazione culturale e filosofica prima di abbracciare la vita monastica.
La sua vita e il suo pensiero:
Formazione: Dopo aver studiato a Costantinopoli con Gregorio Nazianzeno, si trasferì in Egitto, dove visse come monaco nel deserto.
Dottrina: Evagrio è noto per i suoi scritti sulla vita spirituale e la lotta contro le passioni. Ha sviluppato una classificazione degli otto pensieri malvagi che turbano l’anima umana e ha offerto strumenti pratici per combatterli.
Influenza: Le sue opere hanno avuto una profonda influenza sulla spiritualità cristiana orientale, in particolare sui monaci. I suoi insegnamenti sono ancora oggi studiati e apprezzati per la loro profondità e attualità.
Cosa lo rende importante:
Pensiero sistematico: Evagrio ha elaborato un sistema completo per comprendere la natura umana e il percorso di crescita spirituale.
Lotta contro le passioni: Ha fornito strumenti pratici per affrontare le tentazioni e le difficoltà della vita spirituale.
Influenza sui Padri del deserto: Le sue idee hanno influenzato molti dei Padri del deserto, come Giovanni Cassiano.
Cosa puoi fare tu:
Approfondire: Puoi leggere le opere di Evagrio Pontico, come le “Centurie” o “Contro i pensieri malvagi”.
Riflettere: Rifletti sulla sua classificazione degli otto pensieri malvagi e cerca di individuare quali sono le tue principali tentazioni.
Applicare: Cerca di applicare i suoi insegnamenti alla tua vita quotidiana, per crescere spiritualmente.
Il monaco affetto dalla tristezza non conosce il piacere spirituale: la tristezza È un abbattimento dell’anima e si forma dai pensieri dell’ira. Il desiderio di vendetta, infatti, È proprio dell’ira, l’insuccesso della vendetta genera la tristezza; la tristezza È la bocca del leone e facilmente divora colui che si rattrista.
La tristezza È un verme del cuore e mangia la madre che l’ha generato. Soffre la madre quando partorisce il figlio, ma, una volta sgravata, È libera dal dolore; la tristezza, invece, mentre È generata, provoca lunghe doglie e, sopravvivendo, dopo i travagli, non porta minori sofferenze.
Il monaco triste non conosce la letizia spirituale, come colui che ha una forte febbre non avverte il sapore del miele. Il monaco triste non saprà muovere la mente verso la contemplazione né sgorga da lui una preghiera pura: la tristezza È un impedimento per ogni bene.
Avere i piedi legati È un impedimento per la corsa, così la tristezza È un ostacolo per la contemplazione. Il prigioniero dei barbari È legato con catene e la tristezza lega colui che È prigioniero delle passioni. In assenza di altre passioni la tristezza non ha forza come non ne ha un legame se manca chi lega.
Colui che È avvinto dalla tristezza È vinto dalle passioni e come prova della sconfitta viene addotto il legame. Infatti la tristezza deriva dall’insuccesso del desiderio carnale poiché il desiderio È congiunto a tutte le passioni. Chi vincerà il desiderio vincerà le passioni e il vincitore delle passioni non sarà sottomesso dalla tristezza.
Il monaco non È rattristato dalla penuria di cibo, né il saggio quando raggiunge una folle dissolutezza, né il mansueto che tralascia la vendetta, né l’umile se È privato dell’onore degli uomini, né il generoso quando incorre in una perdita finanziaria: essi evitarono con forza, infatti, il desiderio di queste cose: come infatti colui che È ben corazzato respinge i colpi, così l’uomo privo di passioni non È ferito dalla tristezza.
Capitolo 12. Lo scudo È la sicurezza del soldato e le mura lo sono della città: più sicura di entrambi È per il monaco l’Apátheia. E infatti spesso una freccia scagliata da un forte braccio trapassa lo scudo e la moltitudine dei nemici abbatte le mura mentre la tristezza non può prevalere sull’Apátheia
Colui che domina le passioni signoreggerà sulla tristezza, mentre chi È vinto dal piacere non sfuggirà ai suoi legami. Colui che si rattrista facilmente e simula un’assenza di passioni È come l’ammalato che finge di essere sano; come la malattia si rivela dall’incarnato, la presenza di una passione È dimostrata dalla tristezza.
Colui che ama il mondo sarà molto afflitto mentre coloro che disprezzano ciò che vi È in esso saranno allietati per sempre. L’avaro, ricevuto un danno, sarà atrocemente rattristato, mentre colui che disprezza le ricchezze sarà sempre indenne dalla tristezza.
Chi brama la gloria, al sopraggiungere del disonore, sarà addolorato, mentre l’umile lo accoglierà come un compagno. La fornace purifica l’argento di bassa lega e la tristezza di fronte a Dio il cuore preda dell’errore; la continua fusione impoverisce il piombo e la tristezza per le cose del mondo sminuisce l’intelletto.
La caligine indebolisce la forza degli occhi e la tristezza inebetisce la mente dedita alla contemplazione; la luce del sole non raggiunge gli abissi marini e la visione della luce non rischiara un cuore rattristato; dolce È per tutti gli uomini il sorgere del sole, ma anche di questo si dispiace l’anima triste; l’ittero toglie il senso del gusto come la tristezza che sottrae all’anima la capacità di percepire. Ma colui che disprezza i piaceri del mondo non sarà turbato dai cattivi pensieri della tristezza.
FATE ATTENZIONE ALLA TRISTEZZA
⚜️ La tristezza è l’arma di Satana.
Ecco ciò che scrive San Francesco di Sales nella Filotea:
“Il maligno gode nella tristezza e nella malinconia, perché lui stesso è, e lo sarà per l’eternità, triste e malinconico, separato da Dio per sempre; per cui vorrebbe che tutti fossero così. La cattiva tristezza turba l’anima, la mette in agitazione, le dà paure immotivate, genera disgusto per l’orazione, assopisce e opprime il cervello, priva l’anima di consiglio, di proposito, di senno, di coraggio e fiacca le forze.
In conclusione, è come un duro inverno che cancella tutta la bellezza della terra e manda in letargo gli animali; infatti la tristezza toglie ogni bellezza all’anima e la rende quasi paralizzata e impotente in tutte le sue facoltà. Il nemico si serve della tristezza per portare le sue tentazioni contro i buoni; da un lato cerca di rendere allegri i peccatori nei loro peccati, e dall’altro cerca di rendere tristi i buoni nelle loro opere buone; e come non gli riuscirebbe di attrarre al male se non presentandolo in modo piacevole, cosi non potrebbe distogliere dal bene se non facendolo trovare sgradevole…..
S. Francesco di Sales ci indica i RIMEDI
1)PREGA
se qualcuno è triste, PREGHI: la preghiera è il rimedio più efficace perché innalza lo spirito a Dio, nostra unica gioia e consolazione; nella preghiera poi, serviti di affetti e parole interiori ed esteriori, che portano alla fiducia e all’amore di Dio.
2)COMBATTI
con forza la tendenza alla tristezza; e anche se hai l’impressione che tutto quello che stai facendo in quel frangente rimanga distante e freddo,t riste e fiacco, non rinunciare a farlo; il nemico vuole per mezzo della tristezza far morire le nostre buone opere, ma vedendo che non sospendiamo di farle, e che compiute con sforzo valgono di più, cesserà di tormentarci.
3)CANTA
dei canti spirituali; spesso il maligno abbandona il campo di fronte a questa arma. Un esempio ci viene dallo spirito maligno che assediava e possedeva Saul, la cui violenza era dominata dalla recita dei SALMI della Bibbia.
4)E’ cosa buona occuparsi in atti esteriori e variarli più che possiamo, per distrarre l’anima dall’oggetto della tristezza, purificare e riscaldare gli spiriti; questo perché la tristezza è una passione fredda e arida.
5)Compi atti esteriori di fervore, anche se non ci trovi alcuna attrattiva; abbraccia il Crocifisso stringendolo al cuore, baciagli le mani e i piedi, alza gli occhi e le mani al cielo, indirizza tutta la tua voce a Dio con parole di amore e fiducia.
6)La frequenza alla S.COMUNIONE è ottimo rimedio; perché questo Pane celeste darà forza al cuore e gioia allo spirito.
7)Manifesta tutti i tuoi sentimenti, affetti, i pensieri al SACERDOTE CONFESSORE, con umiltà e sincerità.
Rimettiti tra le mani di Dio, e preparati a sopportare con pazienza questa fastidiosa tristezza, come giusta punizione per le tue stupide gioie; e sii certa che Dio, dopo averti messa alla prova, ti libererà da questo male e ti ricompenserà
CON LA VERA GRAZIA
No comments yet.