20 Maggio 2013

Papa Francesco ha fatto preghiere di liberazione dal Demonio in piazza San Pietro

Filed under: articoli,PAPA — giacomo.campanile @ 19:57

Siamo in piazza San Pietro, esattamente nei pressi dell’Arco delle Campane. La Santa Messa di Pentecoste (domenica 19 maggio 2013) è finita da poco. Papa Francesco si avvia – come al solito – verso i malati che hanno partecipato alla celebrazione. Il Pontefice si avvicina ad un ragazzo. Il sacerdote che lo accompagna lo presenta al Papa con qualche parola che non si riesce a cogliere. Ma l’espressione di Francesco cambia improvvisamente. Il Papa appare pensoso e concentrato e stende le mani sul giovane pregando intensamente.
Gli esorcisti che hanno visto le immagini che qui riportiamo non hanno dubbi: si è trattato di una preghiera di liberazione dal Maligno o di un vero e proprio esorcismo.

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19 Maggio 2013

Papa Francesco ai Movimenti e alle Aggregazioni laicali in Piazza San Pietro

Filed under: articoli,PAPA — giacomo.campanile @ 09:23

immagine19 maggio 2013 Avere il coraggio della fede senza essere cristiani inamidati, costruire una cultura dell’incontro, aiutare il prossimo soprattutto le famiglie, il cui destino è più importante dei bilanci delle banche. Questo in sintesi quanto espresso da Papa Francesco nel discorso rivolto stasera alle circa 200 mila persone che hanno gremito Piazza San Pietro per partecipare alla Veglia di Pentecoste dedicata ai Movimenti, le nuove Comunità, le Associazioni e le Aggregazioni laicali.Forti anche le parole del Pontefice sulle persecuzioni contro i cristiani nel mondo: ci sono più martiri oggi – ha detto – che nei primi secoli della Chiesa. “Almeno 150 diverse realtà ecclesiali, realtà ben conosciute e radicate, ma anche nuove realtà sorte per la chiamata alla nuova evangelizzazione. Vengono da ogni parte del mondo e attestano il grande dono che lo Spirito Santo ha fatto alla Chiesa in questi cinquant’anni dall’inizio del Concilio”. E’ mons. Rino Fisichella, presidente del dicastero per la Nuova Evangelizzazione, a presentare al Papa la piazza “riempita, dice, all’inverosimile”. Ciò che ha spinto quanto sono qui , continua “è ricercare la via più idonea e coerente per vivere e testimoniare il Vangelo nel mondo di oggi.
Dell’impegno a vivere coerentemente il Vangelo avevano dato testimonianza poco prima aderenti a Rinnovamento nello Spirito, Mov. dei Focolari, Cellule parrocchiali di animazione, Nuovi orizzonti, Comunione e Liberazione, Neocatecumenali, e Sant’Egidio. Parlando del superamento delle difficoltà all’interno della vita di coppia e di famiglia, del passaggio da una vita lontana dalla fede all’incontro con Cristo, dell’annuncio del Vangelo nel proprio ambiente di studio e di lavoro, dell’incontro con Gesù nei poveri. Saranno poi Paul Bhatti, fratello di Shahbaz Bhatti, ministro delle minoranze del governo pakistano, ucciso da estremisti islamici a 43 anni e Johm Waters scrittore e giornalista irlandese passato da anni di lontananza alla fede, a raccontare di sé di fronte al Papa: “Sono molto grato a papa Francesco per avermi dato l’opportunità di condividere, con tutti voi, i dolori e le speranze dei cristiani del Pakistan “ esordisce Paul Bhatti:
“Nel mio Paese, i cristiani sono una piccola minoranza, molto povera. .. Molte volte subiamo discriminazioni, e anche violenze. … Ma, come discepoli di Gesù, vogliamo essere uomini di pace, in dialogo con i nostri fratelli musulmani e delle altre religioni. Vogliamo testimoniare con l’amore e la misericordia la nostra fede in Gesù. E’ stata questa la testimonianza del mio fratello più giovane, Shahbaz Bhatti, che ha dato tutta la sua vita per il Vangelo”.
Per tutta la sua vita, racconta Paul Bhatti, nonostante le minacce, è stato fedele alla sua missione di essere vicino ai poveri, di testimoniare l’amore di Gesù nella società violenta del Pakistan, e le sue parole e i suoi gesti hanno dato coraggio ai cristiani pakistani. Ora tanti hanno raccolto la sua testimonianza e “vogliono continuare a testimoniare il Vangelo della mitezza, del dialogo, dell’amore per i nemici”

“Questa è la storia della mia vita, una vita vissuta dentro la falsa realtà che l’uomo ha costruito per sentirsi sicuro”, dichiara John Waters raccontando come a lungo avesse creduto che Dio fosse incompatibile con la sua ricerca della libertà. Poi la scoperta di quanto una vita senza di Lui fosse insoddisfacente:
“La natura dell’uomo è una continua domanda. Tu e io siamo fatti di desiderio. Non siamo fatti per accontentarci di una soddisfazione timida e fiacca…Questo è il motivo per cui Gesù è venuto fra noi: per mostrarci tutto quello che la vita umana può essere”.
Aiutato da alcuni amici, conclude, Waters: “ho imparato che il desiderio della Grandezza di Dio non era un bel concetto astratto, ma un fatto al centro della mia struttura e della mia natura…conoscere Cristo è conoscere me stesso, capire come sono fatto e diventare libero”.
Alle 17 e 30 l’arrivo di Papa Francesco nella piazza. Per mezz’ora percorre con la jeep bianca scoperta tutti i settori stracolmi e parte di via della Conciliazione. Poi salito sul sagrato, il momento tanto atteso del dialogo tra lui e le migliaia di persone presenti. Non un intervento scritto, ma la risposta a braccio a quattro domande.
Alla prima: “Come ha potuto raggiungere Lei nella Sua vita la certezza sulla fede?” Il Papa risponde:
“Ho ricevuto il primo annuncio cristiano proprio dalla mia nonna, no?, è bellissimo, quello! Il primo annuncio in casa, con la famiglia, no? E questo mi fa pensare all’amore di tante mamme e tante nonne, nella trasmissione della fede. Noi non troviamo la fede un po’ nell’astratto, no: sempre è una persona che predica, che ci dice chi è Gesù, ti da la fede, ti da il primo annuncio… E questa esperienza della fede è importante. Noi diciamo che dobbiamo cercare Dio, andare da Lui a chiedere perdono … ma quando noi andiamo, Lui ci aspetta, Lui è prima! …. Voi parlavate della fragilità della fede: come si fa per vincerla. Il nemico più grande che ha la fragilità, è curioso, eh?, è la paura. Ma non abbiate paura! Siamo fragili, ma lo sappiamo. Ma Lui è più forte!

Come possiamo comunicare in modo efficace la fede oggi? E’ la seconda domanda:

“Dirò tre parole soltanto. Primo: Gesù. Chi è la cosa più importante? Gesù. Se noi andiamo avanti con l’organizzazione, con altre cose, con belle cose pure, ma senza Gesù, non andiamo, la cosa non va. La seconda parola è la preghiera. Guardare il volto di Dio, ma soprattutto, e questo è collegato con quello che ho detto prima, sentirsi guardati. La terza è la testimonianza”.

Alla domanda: “Come possiamo vivere una Chiesa povera e per i poveri? Quale contributo possiamo dare per affrontare la grave crisi di oggi? Papa Francesco risponde che vivere il Vangelo è il primo contributo che possiamo dare:

“La Chiesa non è un movimento politico, né una struttura ben organizzata, ma, come dice Gesù, è sale della terra e luce del mondo, è chiamata a rendere presente nella società il lievito del Regno di Dio; e lo fa prima di tutto con la testimonianza dell’amore fraterno, della solidarietà, della condivisione”.

di Giacomo Campanile
redazione@vivereroma.org

16 Maggio 2013

Papa Francesco. No a carrierismo nella Chiesa. I pastori siano al servizio del popolo di Dio

Filed under: articoli,PAPA — giacomo.campanile @ 05:24

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immagine«Quando un prete, un vescovo va dietro ai soldi, il popolo non lo ama e quello è un segno. Ma lui stesso finisce male…»
Nella messa a Santa Marta prima dell’udienza generale il Papa spiega che San Paolo ricorda di aver lavorato con le sue mani: «Non aveva un conto in banca, lavorava!». Poi scandisce: «E quando un vescovo, un prete va sulla strada della vanità, entra nello spirito del carrierismo e fa tanto male alla Chiesa, fa il ridicolo alla fine, si vanta, gli piace farsi vedere, tutto potente… E il popolo non ama quello!». Sono la «ricchezza» e la «vanità» le due tentazioni dalle quali devono guardarsi vescovi e preti, dice. E chiede di pregare perché siano «pastori» e non «lupi».
Il Papa denuncia il carrierismo, la «mondanità spirituale», come il pericolo più grande della Chiesa. La sua riforma si fonda su un richiamo continuo allo spirito evangelico. «Alla fine un vescovo non è vescovo per se stesso, è per il popolo; e un prete non è prete per se stesso, è per il popolo». Il servizio proprio del pastore è «proteggere il suo gregge dai lupi», spiega nell’omelia a Santa Marta. «Quando il vescovo fa così crea un bel rapporto col popolo, come il vescovo Paolo lo ha fatto col suo popolo: c’è un amore fra di loro, un vero amore, e la Chiesa diventa unita». Per questo «noi abbiamo bisogno delle vostre preghiere», aggiunge, «perché anche il vescovo e il prete possono essere tentati».  Le tentazioni sono quelle di cui scriveva Sant’Agostino, cita Papa Bergoglio: «La ricchezza, che può diventare avarizia, e la vanità». Quando un vescovo o un prete «si approfitta delle pecore per se stesso, il movimento cambia: non è il prete, il vescovo per il popolo, ma il prete e il vescovo che prende dal popolo». L’autore delle «Confessioni», ricorda il Papa, dice che costui «prende la carne per mangiarla alla pecorella, si approfitta; fa negozi ed è attaccato ai soldi; diventa avaro e anche tante volte simoniaco. O se ne approfitta della lana per la vanità, per vantarsi»  Papa Francesco invita a pregare per i proprio pastori «perché siamo poveri, perché siamo umili, miti, al servizio del popolo». Il Papa rimanda al capitolo 20 degli Atti degli Apostoli «dove Paolo dice: vegliate su voi stessi e su tutto il gregge. Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé». Ed esclama ai fedeli: «Leggete questa bella pagina e leggendola pregate, pregate per noi vescovi e per i preti. Ne abbiamo tanto bisogno per rimanere fedeli, per essere uomini che vegliano sul gregge e anche su noi stessi, che fanno la veglia proprio, che il loro cuore sia sempre rivolto al suo gregge. Che il Signore ci difenda dalle tentazioni, perché se noi andiamo sulla strada delle ricchezze, se andiamo sulla strada della vanità, diventiamo lupi e non pastori. Pregate per questo, leggete questo e pregate».

di Giacomo Campanile
redazione@vivereroma.org

23 Marzo 2013

Foto ufficiale di Papa Francesco

Filed under: PAPA — giacomo.campanile @ 08:26
immagineVi mostriamo la prima foto ufficiale di Papa Francesco con la sua firma. Nel crocifisso che indossa è ritratta l’immagine di Gesù “buon pastore”, con la pecorella sulle spalle e con il gregge che lo segue.”Non si possono, infatti, costruire ponti tra gli uomini, dimenticando Dio. Ma vale anche il contrario: non si possono vivere legami veri con Dio, ignorando gli altri.” (Papa Francesco, Discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, 22/3/2013)

HABEMUS PAPAM! FRANCISCUM

Filed under: PAPA — giacomo.campanile @ 08:16

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immagineLO Spirito Santo ha scelto, il nuovo papa Francesco è argentino, lo Spirito Santo ci ha spiazzato, nessuno pensava al Card. Bergoglio.Papa Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio (in latino: Franciscus; Buenos Aires, 17 dicembre 1936), è dal 13 marzo 2013 il 266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica nonché Sommo Pontefice della Chiesa universale, ottavo sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d’Italia. Appartiene all’ordine dei gesuiti ed è il primo gesuita e il primo sudamericano eletto al soglio di Pietro.

Il popolo di Dio si è riunito con immensa fede e affetto al suo sommo Pastore, chi era presente ha percepito un  momento di grazia particolare, le prime impressioni sono di un papa buono, umile, di preghiera, di fede.  Un Pastore che ama il suo popolo, che ha bisogno di aiuto di preghiere, ecco il nuovo Papa. Egli ha coscienza di essere ormai il vescovo di Roma e per questo successore di Pietro.Tutti aspettavano un Papa più giovane, ineffetti 76 anni sono molti, ma la grazia dello Spirito Santo ci stupisce ogni volta, come recita la scrittura “i miei pensieri non sono i vostri pensieri.

Impareremo a conoscere il nosto Santo Padre che ci ama e ci ha benedetto con tanto affetto.

Papa Francesco con i ragazzi detenuti il giovedì Santo

Filed under: PAPA — giacomo.campanile @ 08:10

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immagineNel giorno del Giovedì Santo il Papa Francesco celebrerà la Messa “In coena Domini” all’Istituto penale per minori di Casal del Marmo a Roma.«Come è noto- comunicato della sala stampa vaticana – la Messa della Cena del Signore è caratterizzata dall’annuncio del Comandamento dell’amore e dal gesto della Lavanda dei piedi. Nel suo ministero come arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Bergoglio usava celebrare tale Messa in un carcere o in un ospedale o in un ospizio per poveri o persone emarginate. Con la celebrazione a Casal del Marmo, il Papa Francesco continua tale uso, che dev’essere caratterizzato da un contesto di semplicità». La nota vaticana precisa che «le altre celebrazioni della Settimana Santa si svolgeranno invece secondo l’uso abituale».

13 Marzo 2013

“Habemus Papam” – Storia dei Conclavi. Le elezioni pontificie da S. Pietro a Benedetto XVI [RAI]

Filed under: DOCUMENTARI,PAPA — giacomo.campanile @ 18:47

22 Gennaio 2013

Il Papa. Le divisioni tra i cristiani deturpano il volto della Chiesa

Filed under: articoli,PAPA — giacomo.campanile @ 20:19
Il Papa. Le divisioni tra i cristiani deturpano il volto della Chiesa
immagineAll’Angelus il Papa invita i fedeli all’impegno spirituale per la Settimana di preghiera per l’unitàUna delle colpe più gravi “che deturpano il volto della Chiesa” è quella “contro la sua unità visibile”, in particolare “le storiche divisioni che hanno separato i cristiani e che non sono state ancora superate”. Lo ha detto il Papa all’Angelus di domenica 20 gennaio, in piazza San Pietro, parlando della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si celebra dal 18 al 25 gennaio sul tema “Quello che esige il Signore da noi”, tratto da un’espressione del profeta Michea.
Per il Pontefice l’appuntamento ecumenico annuale rappresenta “un momento sempre gradito ai credenti e alle comunità, che risveglia in tutti il desiderio e l’impegno spirituale per la piena comunione”. In proposito Benedetto XVI ha ricordato la “significativa” esperienza della veglia di preghiera celebrata il 29 dicembre scorso in piazza San Pietro con migliaia di giovani di tutta Europa e con la comunità di Taizé: “un momento di grazia – lo ha definito – in cui abbiamo sperimentato la bellezza di formare in Cristo una cosa sola”.
“Incoraggio tutti a pregare insieme affinché possiamo realizzare “quello che esige il Signore da noi”” ha detto quindi rilanciando il tema della Settimana di preghiera. Un tema – ha spiegato – “proposto da alcune comunità cristiane dell’India, che invitano a impegnarsi con decisione verso l’unità visibile tra tutti i cristiani, e a superare, come fratelli in Cristo, ogni tipo di ingiusta discriminazione”. Da qui l’invito del Pontefice a unirsi a lui venerdì prossimo, 25 gennaio, festa della conversione di san Paolo apostolo, quando presiederà la celebrazione dei Vespri nella basilica di San Paolo fuori le mura, alla presenza dei rappresentanti di altre Chiese e comunità ecclesiali.
In conclusione, prima di rivolgere particolari espressioni di saluto ai diversi gruppi linguistici presenti alla preghiera, il Papa ha lanciato un appello alla pace, invitando i fedeli a pregare “perché, nei diversi conflitti purtroppo in atto, cessino le ignobili stragi di civili inermi, abbia fine ogni violenza, e si trovi il coraggio del dialogo e del negoziato”.

Fonte vaticana

18 Gennaio 2013

Benedetto XVI. Umiltà e preghiera per raggiungere il traguardo dell’unità

Filed under: articoli,PAPA — giacomo.campanile @ 08:31
Benedetto XVI. Umiltà e preghiera per raggiungere il traguardo dell’unità
immagineLe parole di Benedetto XVI durante l’Udienza alla delegazione ecumenica finlandese, in occasione della festa di sant’Enrico.
Alle ore 12 del 17 January 2013, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza una Delegazione Ecumenica della Chiesa Luterana di Finlandia in occasione dell’annuale Pellegrinaggio ecumenico a Roma, per celebrare la Festa di Sant’Enrico, patrono del Paese. Riportiamo di seguito le parole di saluto che il Papa ha rivolto ai presenti.

Eminenza, Eccellenze, Cari Amici,

Ancora una volta sono lieto di accogliere la vostra Delegazione Ecumenica in occasione della sua annuale visita a Roma per la festa di sant’Enrico, patrono della Finlandia. È appropriato che il nostro incontro si svolga alla vigilia della Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani, il cui tema, quest’anno, è tratto dal libro del profeta Michea: «Quel che il Signore esige da noi» (cfr. 6, 6-8).

Il profeta, naturalmente, spiega ciò che il Signore esige da noi: «praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il nostro Dio» (cfr. 6, 8). Il tempo del Natale, appena celebrato, ci ricorda che è Dio che, sin dall’inizio, ha camminato con noi e che, nella pienezza dei tempi, si è fatto carne per salvarci dai nostri peccati e per guidare i nostri passi sul cammino della santità, della giustizia e della pace.

Il camminare umilmente alla presenza del Signore, nell’obbedienza alla sua parola salvifica e con fiducia nel suo disegno generoso, è un’immagine eloquente non solo della vita di fede, ma anche del nostro percorso ecumenico sulla via verso l’unità piena e visibile di tutti i cristiani. In questo cammino di discepolato, siamo chiamati ad avanzare insieme sulla stretta via della fedeltà alla volontà sovrana di Dio, affrontando qualsiasi difficoltà od ostacolo che possiamo incontrare.

Per procedere sulle vie della comunione ecumenica è, dunque, necessario che siamo sempre più uniti nella preghiera, sempre più impegnati nella ricerca della santità e sempre più coinvolti nei campi della ricerca teologica e della cooperazione al servizio di una società giusta e fraterna.

Su questo cammino di ecumenismo spirituale, davvero procediamo con Dio e gli uni con gli altri nella giustizia e nell’amore (cfr. Mic 6, 8), poiché, come afferma la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, «noi siamo accettati da Dio e riceviamo lo Spirito Santo, il quale rinnova i nostri cuori, ci abilita e ci chiama a compiere le buone opere» (n. 15).

Cari amici, è mio auspicio che la vostra visita a Roma aiuti a rafforzare le relazioni ecumeniche tra tutti i cristiani in Finlandia. Ringraziamo Dio per quanto è stato realizzato finora, e preghiamo affinché lo Spirito di verità guidi i discepoli di Cristo nel vostro Paese verso un amore e un’unità sempre più grandi, mentre cercano di vivere alla luce del Vangelo e di portare tale luce nelle grandi questioni morali che le nostre società devono affrontare oggi!

Camminando insieme con umiltà sulla via della giustizia, della misericordia e della rettitudine che il Signore ci ha indicato, i cristiani non solo dimoreranno nella verità, ma saranno anche fari di gioia e di speranza per tutti coloro che stanno cercando un punto di riferimento sicuro nel nostro mondo in rapido mutamento.

All’inizio di questo Nuovo Anno, vi assicuro la mia vicinanza nella preghiera. Su tutti voi invoco di cuore la sapienza, la grazia e la pace di Gesù Cristo nostro Redentore.

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