19 Aprile 2012

I CRISTIANI PERSEGUITATI. Papa Benedetto XVI . La Chiesa non deve temere le persecuzioni

Filed under: articoli — giacomo.campanile @ 09:00

Christian day.

Persecuzioni dei cristiani nell’impero romano.
Salgono a 245 milioni nel mondo i cristiani perseguitati.

 Salgono a 245 milioni nel mondo i cristiani perseguitati

Citta’ del Vaticano, 18 aprile 2012 – ”La Chiesa non deve temere le persecuzioni che nella sua storia e’ costretta a subire, ma confidare sempre, come Gesu’ al Getsemani, nella presenza, nell’aiuto e nella forza di Dio, invocato nella preghiera”.Lo ha detto papa Benedetto XVI durante l’udienza generale di oggi in piazza San Pietro. ”Di fronte al pericolo, alla difficolta’, alla minaccia – ha affermato papa Ratzinger commentando la ‘piccola Pentecoste’ raccontata nel vangelo di Luca – la prima comunita’ cristiana non cerca di fare analisi su come reagire, su come difendersi, su quali misure adottare, ma davanti alla prova si mette a pregare”, attraverso ”una preghiera unanime e concorde dell’intera comunita’, che fronteggia una situazione di persecuzione a causa di Gesu”’.

”Di fronte alle persecuzioni subite a causa di Gesu”’, ha spiegato ancora papa Ratzinger, ”la comunita’ non solo non si spaventa e non si divide, ma e’ profondamente unita nella preghiera, come una sola persona, per invocare il Signore. Questo e’ il primo prodigio che si realizza quando i credenti sono messi alla prova a causa della loro fede: l’unita’ si consolida, invece di essere compromessa, perche’ e’ sostenuta da una preghiera incrollabile”.
Sette anni dopo l’elezione al soglio di Pietro, Benedetto XVI affronta con “mite fermezza” la guida della Chiesa cattolica mondiale.

Per cristianofobia s’intende l’avversione pregiudiziale espressa nei confronti del cristianesimo; il termine, un neologismo degli anni duemila, viene spesso usato insieme o in alternativa ad anticristianesimo. Si manifesta con pratiche di intolleranza, discriminazione e vessazioni nei confronti della fede cristiana e dei suoi aderenti

Il termine, usato per la prima volta nel testo di una Risoluzione del III Comitato della 58ª Assemblea Generale dell’ONU, insieme a islamofobia e antisemitismo[3], entrò in uso nei primi anni duemila anche in seguito alle sollecitazioni, nel dicembre del 2004, di papa Giovanni Paolo II che sottolineò definendola “distrazione” la mancanza da parte dell’ONU, di accenni alle violente manifestazioni fobiche contro i cristiani nei documenti ufficiali, a differenza di quanto fatto in occasione di manifestazioni di antisemitismo e di islamofobia; una richiesta ufficiale fu inoltrata alla Commissione ONU sui diritti umani di Ginevra dal responsabile dei “Rapporti con gli Stati” del Vaticano, arcivescovo Giovanni Lajolo: il documento parlava di cristianofobia chiedendo posizioni decise contro il fenomeno, in forte crescita a causa dei conflitti in essere e come effetto collaterale della guerra al terrorismo

Alcuni cantanti e fan di heavy metal, black metal ed altri generi musicali moderni dichiarano apertamente odio verso il cristianesimo. Cantanti del genere black metal si sono detti responsabili per l’ispirazione (se non la perpetrazione) di oltre cinquanta incendi diretti a chiese cristiane in Norvegia dal 1992 al 1996

 

14 marzo 2012 la Commissione Affari Politici e Democrazia del Consiglio d’Europa tiene un’udienza a Parigi sul tema: “La violenza contro le comunità religiose”. Nel corso del suo intervento, il sociologo italiano Massimo Introvigne descrive la cristianofobia come “triplice fenomeno che parte dall’intolleranza culturale, passa dalla discriminazione nelle leggi e arriva alle vere e proprie persecuzioni violente”, individuando quattro “aree di preoccupazione”:

1 l’ultra-fondamentalismo islamico;
2 i superstiti regimi comunisti;
3 il nazionalismo indù o buddhista che spesso prende di mira i missionari;
4 l’avversione laicista dell’Occidente contro la religione in genere, il cristianesimo e, in particolare, la Chiesa Cattolica.
«Naturalmente non si possono mettere sullo stesso piano spettacoli offensivi, campagne di stampa o pressioni di carattere amministrativo in Occidente con gli assassini o le torture in Nigeria o in Pakistan, e tuttavia esiste un piano inclinato che porta dall’intolleranza alla discriminazione e dalla discriminazione alla persecuzione.»
(Massimo Introvigne)

La persecuzione di Nerone, riportata anche da Tacito, scoppiò nel 64 quando i cristiani furono accusati di avere appiccato il Grande incendio di Roma che distrusse gran parte della città. In questa persecuzione furono uccisi gli apostoli Pietro e Paolo.

Nei successivi due secoli e mezzo il cristianesimo rimase sempre formalmente una religione illecita punibile con le massime pene: i suoi fedeli venivano accusati, in particolare, di empietà in quanto si rifiutavano di compiere i sacrifici, obbligatori per legge, agli dei della religione romana ufficiale. Rispetto a questa il cristianesimo appariva una forma di “ateismo”, in quanto rinnegava ogni divinità tradizionale; si trattava quindi di una minaccia alla pax deorum ed alla stessa autorità dell’imperatore che doveva garantirla.

Altri vi vedevano una superstitio, cioè una devozione irrazionale venata di magia, come altre che erano parimenti perseguitate o lo erano state. La volontà di liquidare il Cristianesimo, considerato una “deleteria superstizione”, emerge comunque dalla testimonianza di Plinio il Giovane che, in relazione alle persone accusate di essere cristiani e interrogate sotto tortura, scrive: “se perseveravano, ordinavano che fossero messi a morte”.

Tuttavia fino al 250 non furono ricercati attivamente: questo consentì la diffusione del cristianesimo, ma in comunità semiclandestine che, anche per le particolari norme morali e familiari, erano oggetto di una accesa intolleranza popolare. Le persecuzioni consistevano per lo più in attacchi violenti, più o meno assecondati dalle autorità locali, verso i cristiani fatti capri espiatori di qualcosa.

Salito al trono in un periodo di grave crisi per l’impero, Decio nel 250 volle invece costringere ogni cittadino dell’impero, pena la morte, a professare devozione agli dèi pagani ed implicitamente all’imperatore, in primis i cristiani che erano ormai molto numerosi, soprattutto nelle regioni orientali dell’impero. Molti furono i martiri, ma molti di più furono i lapsi che cedettero alla forza.

Anche la persecuzione di Valeriano si concluse in tempi brevi, ma si caratterizzò per l’attacco mirato ai leader delle comunità ed ai loro beni, segno della floridità economica acquisita.

Partita nel 303 sulla stessa linea, la “grande persecuzione” voluta da Diocleziano diventò violenta nel 304, ma non in tutto l’impero. Fu proseguita principalmente da Galerio fino al 311. Lo stesso Galerio, con l’Editto di tolleranza, e Costantino I con l’editto di Milano del 313 ordinarono la cessazione delle persecuzioni, che tuttavia ebbero ancora strascichi con Licinio.

Le stime sul numero complessivo di cristiani uccisi si basano principalmente su fonti agiografiche del tempo e sono quindi materia di dibattito tra gli studiosi: si ritiene comunque che le vittime siano state migliaia

Risultato immagini per persecuzioni cristiane"

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12 Aprile 2012

Papa Benedetto: Gesu’ entra nei nostri cuori anche se le porte sono chiuse

Filed under: articoli,Religione — giacomo.campanile @ 09:04
Citta’ del Vaticano, 11 apr – ”Anche oggi il Risorto entra nelle nostre case e nei nostri cuori, nonostante a volte le porte siano chiuse”. Lo ha detto papa Benedetto XVI nella catechesi dell’udienza generale di oggi in piazza San Pietro, soffermandosi sulla ”trasformazione che la Pasqua di Gesu’ ha provocato nei suoi discepoli”. Il pontefice e’ arrivato a Roma per l’udienza in elicottero da Castelgandolfo dove sta passando qualche giorno di riposo.
immagine non disponibile
di Giacomo Campanile
redazione@vivereroma.org

”Solo Lui – ha ammonito papa Ratzinger – puo’ ribaltare quelle pietre sepolcrali che l’uomo spesso pone sui propri sentimenti, sulle proprie relazioni, sui propri comportamenti; pietre che sanciscono la morte: divisioni, inimicizie, rancori, invidie, diffidenze, indifferenze. Solo Lui, il Vivente, puo’ dare senso all’esistenza e far riprendere il cammino a chi e’ stanco e triste, sfiduciato e privo di speranza”. E’ quanto hanno sperimentato non solo i discepoli riuniti nel Cenacolo, ma anche i due discepoli che il giorno di Pasqua erano in cammino da Gerusalemme verso Emmaus. Da allora in poi, il compito dei cristiani e’ testimoniare la ”novita’ di una vita che non muore”, portata dalla Pasqua, che ”va diffusa ovunque”.

24 Febbraio 2012

Nick si sposa

Filed under: articoli,Senza Categoria — giacomo.campanile @ 12:54

http://attualissimo.it/nato-senza-gambe-e-braccia-oggi-si-sposa-la-storia-del-trascinatore-nick-vujicic/

1 Febbraio 2012

La catechesi del Papa: Affidiamoci a Dio

Filed under: articoli — giacomo.campanile @ 18:58
immagineIl Papa afferma che nella preghiera di Cristo nel Getsemani, nella «paura e angoscia di Gesù» è ricapitolato «tutto l’orrore dell’uomo davanti alla propria morte, la certezza della sua inesorabilità e la percezione del peso del male che lambisce la nostra vita»”Dobbiamo imparare ad affidarci di più alla Provvidenza divina, chiedere a Dio la forza di uscire da noi stessi per rinnovargli il nostro ‘si«, per ripetergli ‘sia fatta la tua volonta», per conformare la nostra volontà alla sua”, ha detto stamane il Papa rivolgendosi ai fedeli, nella catechesi dell’udienza generale di oggi nell’Aula Paolo VI, dedicata alla preghiera di Gesù nel Getsemani, in cui Gesù »ci dice che solo nel conformare la sua volontà a quella divina, l’essere umano arriva alla sua vera altezza, diventa ‘divinò; solo uscendo da sè, solo nel ‘si« a Dio, si realizza il desiderio di Adamo, quello di essere completamente liberi. È ciò che Gesù compie al Getsemani: trasferendo la volontà umana nella volontà divina nasce il vero uomo, e noi siamo redenti». «È una preghiera che dobbiamo fare quotidianamente – ha aggiunto Benedetto XVI – perchè non sempre è facile affidarci alla volontà di Dio, ripetere il ‘si» di Gesù, il ‘si« di Maria. Ogni giorno nella preghiera del Padre nostro noi chiediamo al Signore: ‘Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terrà». Il punto di partenza per la nostra preghiera, ha spiegato il Papa, è la consapevolezza che «c’è una volontà di Dio con noi e per noi, una volontà di Dio sulla nostra vita, che deve diventare ogni giorno di più il riferimento del nostro volere e del nostro essere». «Nella preghiera di Gesù al Padre, in quella notte terribile e stupenda del Getsemani – ha affermato il Pontefice – la terra è diventata cielo; la terra della sua volontà umana, scossa dalla paura e dall’angoscia, è stata assunta dalla sua volontà divina, così che la volontà di Dio si è compiuta sulla terra». 

di Giacomo Campanile
redazione@vivereroma.org

Fidel Castro si converte

Filed under: articoli — giacomo.campanile @ 18:07

Fidel Castro si converte

immaginel’ex Lìder màximo cubano sembra sia sulla strada di Cristo. 

E’ la figlia Alina a raccontare il percorso di Fidel: “Negli ultimi tempi si è riavvicinato alla religione: ha riscoperto Gesù alle soglie della morte. Ciò non mi sorprende perché papà è stato allevato dai gesuiti”. La figlia però non ne è convinta: “Non so se chiamarla proprio paura, ma sono convinta che oggi lui sia più interessato alla sorte della propria anima che non al futuro di Cuba”.

Intanto martedì 27 marzo papa Benedetto XVI sarà in viaggio a l’Avana, andrà a trovare il fratello di Fidel, Raul,l attuale presidente del Consiglio di Stato al Palacio de la Revoluciòn. Marco Ansaldo di Repubblica ha sentito una fonte del Vaticano che ha commentato: “Fidel è allo stremo delle forze, ormai alla fine. Le sue stesse esortazioni sul giornale del Partito comunista, il Granma, sono sempre più diradate. Sappiamo bene che nell’ultimo periodo si è avvicinato alla religione e a Dio. E’ vero che fu scomunicato dal Papa, ma allora quel provvedimento era una misura quasi automatica per chi professava il comunismo. Un incontro tra lui e il Santo Padre non è previsto, ma nel momento in cui sarà presente la famiglia Castro, potrebbe esserci anche l’ex Lìder màximo”.

Giacomo Campanile

10 Novembre 2011

Filed under: ARTE,articoli,Religione — giacomo.campanile @ 11:50

Dedicazione della Basilica Lateranense

immagineQuando l’imperatore romano Costantino si convertì alla religione cristiana, verso il 312, donò al papa Milziade il palazzo del Laterano, che egli aveva fatto costruire sul Celio per sua moglie Fausta. Verso il 320, vi aggiunse una chiesa, la chiesa del Laterano, la prima, per data e per dignità, di tutte le chiese d’Occidente. Essa è ritenuta madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe.

Consacrata dal papa Silvestro il 9 novembre 324, col nome di basilica del Santo Salvatore, essa fu la prima chiesa in assoluto ad essere pubblicamente consacrata. Nel corso del XII secolo, per via del suo battistero, che è il più antico di Roma, fu dedicata a san Giovanni Battista; donde la sua corrente denominazione di basilica di San Giovanni in Laterano. Per più di dieci secoli, i papi ebbero la loro residenza nelle sue vicinanze e fra le sue mura si tennero duecentocinquanta concili, di cui cinque ecumenici. Semidistrutta dagli incendi, dalle guerre e dall’abbandono, venne ricostruita sotto il pontificato di Benedetto XIII e venne di nuovo consacrata nel 1726.
Basilica e cattedrale di Roma, la prima di tutte le chiese del mondo, essa è il primo segno esteriore e sensibile della vittoria della fede cristiana sul paganesimo occidentale. Durante l’era delle persecuzioni, che si estende ai primi tre secoli della storia della Chiesa, ogni manifestazione di fede si rivelava pericolosa e perciò i cristiani non potevano celebrare il loro Dio apertamente. Per tutti i cristiani reduci dalle “catacombe”, la basilica del Laterano fu il luogo dove potevano finalmente adorare e celebrare pubblicamente Cristo Salvatore. Quell’edificio di pietre, costruito per onorare il Salvatore del mondo, era il simbolo della vittoria, fino ad allora nascosta, della testimonianza dei numerosi martiri. Segno tangibile del tempio spirituale che è il cuore del cristiano, esorta a rendere gloria a colui che si è fatto carne e che, morto e risorto, vive nell’eternità.
L’anniversario della sua dedicazione, celebrato originariamente solo a Roma, si commemora da tutte le comunità di rito romano.

da Giacomo Campanile

9 Novembre 2011

Online i rotoli del Mar Morto

Filed under: articoli — giacomo.campanile @ 12:46

Città del Vaticano – I rotoli del Mar Morto, tra cui figurano i documenti biblici più antichi conosciuti, saranno consultabili in rete grazie a una iniziativa congiunta del Museo Israel di Gerusalemme (dove gli originali sono conservati) e di Google, che ha provveduto alla loro digitalizzazione. Ne dà notizia l’Osservatore romano.

Al momento sono consultabili i primi cinque rotoli, fra questi spicca il libro di Isaia, quasi nella sua interezza (66 capitoli), copiato tra il III e il II secolo avanti l’era cristiana. Grazie alla tecnologia di Google, che nei mesi scorsi ha già immesso in rete l’archivio fotografico del Museo Yad Vashem di Gerusalemme, è possibile ingrandire le immagini ad alta definizione e mettere in luce così elementi che non sarebbero visibili a occhio nudo.

All’interno di ciascun rotolo è anche possibile compiere ricerche per colonna, capitolo, o versetto. Viene inoltre fornita una traduzione in inglese. Si tratta – secondo i responsabili del Museo Israel – di uno sviluppo importante per i ricercatori di tutto il mondo. I rotoli furono scoperti nelle grotte di Qumran – dove duemila anni fa si era insediata una setta di religiosi ebrei – a partire dal 1947. Sono considerati un punto di riferimento fondamentale per lo studio dell’ebraismo antico e delle origini del cristianesimo.

 

DOVE SI TROVA IL MAR MORTO?

DOVE SFOCIA IL GIORDANO?

QUALE IMPERATORE DISTRUSSE LA COMUNITA’ DI QUMRAN?

CHI SONO GLI ESSENI?

SU QUALE MATERIALE  SCRIVEVANO I LORO MANOSCRITTI?

QUALE FU IL PRIMO ROTOLO RITROVATO?

COS’ E’ MASADA?

17 Ottobre 2011

Sant’ Ignazio di Antiochia

Filed under: articoli,SANTI — giacomo.campanile @ 08:05

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Sant’Ignazio, vescovo e martire, discepolo di san Giovanni Apostolo, resse per secondo dopo san Pietro la Chiesa di Antiochia, muorì nel 107.

Terzo vescovo di Antiochia, in Siria, terza metropoli del mondo antico dopo Roma e Alessandria d’Egitto. Non era cittadino romano, convertendosi in età non più giovanissima. Mentre era vescovo ad Antiochia, l’Imperatore Traiano dette inizio alla sua persecuzione. Arrestato e condannato, Ignazio fu condotto, in catene, da Antiochia a Roma dove si allestivano feste in onore dell’Imperatore e i cristiani dovevano servire da spettacolo, nel circo, sbranati dalle belve. Durante il viaggio da Antiochia a Roma, Ignazio scrisse sette lettere, in cui raccomandava di guardarsi dagli errori degli Gnostici, di mantenere l’unità della Chiesa. Di un’altra cosa poi si raccomandava, soprattutto ai cristiani di Roma: di non intervenire in suo favore e di non salvarlo dal martirio. Nell’anno 107 fu dunque sbranato dalle belve verso le quali dimostrò grande tenerezza. «Accarezzatele ” scriveva ” affinché siano la mia tomba e non faccian restare nulla del mio corpo, e i miei funerali non siano a carico di nessuno»

Le sue lettere esprimono calde parole d’amore a Cristo e alla Chiesa. Appaiono per la prima volta le espressioni “Chiesa cattolica” e “Cristianesimo”, che sono ritenuti neologismi creati da lui. Le Lettere di Ignazio sono una finestra aperta per conoscere le condizioni e la vita della chiesa del suo tempo. In particolare appare per la prima volta nelle sue lettere la concezione tripartita del ministero cristiano: vescovo, presbiteri, diaconi. Altro tema significativo è la confessione della vera umanità di Cristo contro i docetisti, i quali sostenevano che l’incarnazione del Figlio di Dio fosse stata solo apparente.

6 Ottobre 2011

Festa di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia

Filed under: articoli,MONTALE,SANTI — giacomo.campanile @ 09:14
immagineFrancesco nacque ad Assisi nel 1181, nel pieno del fermento dell’età comunale. Figlio di mercante, da giovane aspirava a entrare nella cerchia della piccola nobiltà cittadina.

Di qui la partecipazione alla guerra contro Perugia e il tentativo di avviarsi verso la Puglia per partecipare alla crociata. Il suo viaggio, tuttavia, fu interrotto da una voce divina che lo invitò a ricostruire la Chiesa. E Francesco obbedì: abbandonati la famiglia e gli amici, condusse per alcuni anni una vita di penitenza e solitudine in totale povertà. Nel 1209, in seguito a nuova ispirazione, iniziò a predicare il Vangelo nelle città mentre si univano a lui i primi discepoli insieme ai quali si recò a Roma per avere dal Papa l’approvazione della sua scelta di vita. Dal 1210 al 1224 peregrinò per le strade e le piazze d’Italia e dovunque accorrevano a lui folle numerose e schiere di discepoli che egli chiamava frati, fratelli. Accolse poi la giovane Chiara che diede inizio al secondo ordine francescano, e fondò un terzo ordine per quanti desideravano vivere da penitenti, con regole adatte per i laici. Morì nella notte tra il 3 e il 4 ottobre del 1228. Francesco è una delle grandi figure dell’umanità che parla a ogni generazione. Il suo fascino deriva dal grande amore per Gesù di cui, per primo, ricevette le stimmate, segno dell’amore di Cristo per gli uomini e per l’intera creazione di Dio.

Scrisse il “Cantico delle creature” primo capolavoro della letteratura italiana.

PER L’OTTIMO RACCONTA UN EPISODIO DELLA VITA DI S.FRANCESCO CHE TI HA COLPITO.

5 Settembre 2011

Benedetto XVI l’arte manifesta la sete e la ricerca dell’infinito

Filed under: articoli — giacomo.campanile @ 09:37

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“L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito”.

Sono tante le strada da percorre per incontrare Dio, pur in mezzo alla frenesia della vita quotidiana, e Benedetto XVI oggi, all’udienza generale, ha indicato quella delle espressioni artistiche. Non di rado, infatti, queste rappresentano una porta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità senza tempo. In particolare, il Papa ha pensato a quelle opere che nascono dalla fede e che esprimono la fede. Così il dinamismo verticale delle cattedrali gotiche ci sospinge verso il cielo, mentre la musica fa vibrare “le corde del nostro cuore”.

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