28 Aprile 2017

Poesia su Giacomo Campanile.

Filed under: Senza Categoria,TESTIMONIANZA — giacomo.campanile @ 06:34
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Poesia in rima di Don Luciano Sole che ha composto per questo genitliaco.

Arriva come un ciclone / il nostro Giacomone / mostrando il bel faccione / che sprizza simpatia / con tanta allegria / “lode, lode” e così sia // Oltre essere professore / sa fare anche il cantore / diventando educatore / dei suoi bei studenti / che li fa tutti contenti / mostrando i monumenti / di quella Roma, città santa / che dell’eternità si vanta // Basta che tu lo dici / subito sei trai suoi amici / a cui trasmette la fede / di quel Dio che tutto vede // La sua casa è accogliente / piena di tanta gente / che mangia senza pagare niente // Oggi è il giorno in cui è nato;/ facciamo gli auguri al festeggiato / che da noi sarà sempre amato

19 Aprile 2017

Bach e Mozart e la passione di Cristo. Lezione aprile 2017

Filed under: LEZIONI 2016-17 — giacomo.campanile @ 09:00

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Alleluja di Haendel. Basilica santa Maria del popolo. TESTO

For the Lord God omnipotent reigneth.
Hallelujah! Hallelujah! Hallelujah! Hallelujah!
For the Lord God omnipotent reigneth.
Hallelujah! Hallelujah! Hallelujah! Hallelujah!
The kingdom of this world
Is become the kingdom of our Lord,
And of His Christ, and of His Christ;
And He shall reign for ever and ever,
For ever and ever, forever and ever,
King of kings, and Lord of lords,
King of kings, and Lord of lords,
And Lord of lords,
And He shall reign,
And He shall reign forever and ever,
King of kings, forever and ever,
And Lord of lords,
Hallelujah! Hallelujah!
And He shall reign forever and ever,
King of kings! and Lord of lords!
And He shall reign forever and ever,
King of kings! and Lord of lords!
Hallelujah! Hallelujah! Hallelujah! Hallelujah!
Hallelujah!

dall’Auditorium Parco della Musica Bach Passione secondo Giovanni 19 minuti, BWV 245 Antonio Pappano direttore Lucy Crowe soprano Ann Hallenberg contralto Andrew Staples tenore Christian Gerhaher basso Roderick

N. 68 (corale) (2′ 15”)Testo

Ach Her, lass dein lieb Engelein am letzten End’ die Seele mein in Abrahams Schoss tragen; den Leib in sein’m Schlafkämmerlein gar sanft, ohn’ ein’ge Qual und Pein, ruhn bis am jüngsten Tage!

Alsdann vom Tod erwecke mich, dass meine Augen sehen dich in aller Freud’, o Gottes Sohn, mein Heiland und Genadenthron!

Herr Jesu Christ, erhöre mich, ich will dich preisen ewiglich!

Traduzione

Ah, Signore, fa’ sì che i tuoi cari angioletti all’ultima ora portino la mia anima nel seno di Abramo; che il corpo, nella sua cameretta, ben dolcemente, senza alcuna pena o tormento, riposi fino all’ultimo giorno!

Allora risvegliami dalla morte, in modo che i miei occhi vedano te in piena gioia, o figlio di Dio, o mio Salvatore e trono di grazia!

Signore Gesù Cristo, ascoltami, io ti voglio lodare in eterno!

Lacrimosa. Requiem di MOZART.

LACRIMOSA (Coro) Lacrimosa dies illa, Qua resurget ex favilla, Judicandus homo reus. Huic ergo parce, Deus: Pie Jesu, Domine, Dona eis requiem. Amen.

Giorno di lacrime, quel giorno,quando risorgerà dal fuocol’uomo reo per essere giudicato.Ma tu risparmialo, o Dio. Pietoso Signore Gesù,dona loro riposo!Amen!

Roma chiesa San Crisogono trastevere. 12 aprile 2017

Apocalisse di Giovanni. Lezione aprile 2017

Filed under: Senza Categoria — giacomo.campanile @ 07:22

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Audio Bibbia in italiano✥ 27. Apocalisse / Rivelazione ✥

CANTI SULL’APOCALISSE

  1. LA POTENZA,
  2. LA POTENZA AL MONTALE 2006
  3. POTENZA DEL 2012
  4. POTENZA 2019 CON TESTO
  5. APOCALISSE
  6. When The Saints Go Marching In
  7.  E quando in ciel
  8. Mozart’s Requiem-III.Sequentia:Dies irae 
  9. Anastasio – La fine del mondo

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L’Apocalisse di Giovanni, comunemente conosciuta come Apocalisse o Rivelazione o Libro della Rivelazione, è l’ultimo libro del Nuovo Testamento

Ultimo libro del Nuovo Testamento, e unico profetico. Ne è autore, secondo un’antichissima tradizione, s. Giovanni evangelista, che lo avrebbe composto mentre si trovava in esilio nell’isola di Patmos in Grecia. 

L’Apocalisse è un’opera drammatica, piena di simboli, non sempre immediatamente comprensibile.

Questo è un brevissimo riassunto dell’Apocalisse di Giovanni, ultimo libro del Nuovo Testamento. Il testo è probabilmente del 90 dopo Cristo. È possibile tuttavia determinarvi una serie di visioni che per simboli e figurazioni narrano le vicende della Chiesa nel mondo fino al ritorno del Cristo.

Dopo tre capitoli introduttivi,

L’Apocalisse di san Giovanni si apre con la visione del Trono di Dio. Colui che era seduto sul Trono aveva l’aspetto di una pietra ed intorno a Lui sedevano 24 anziani avvolti in candide vesti.

Vicino al Trono vi erano 4 esseri viventi pieni di occhi sia davanti che di dietro. Il primo aveva l’aspetto di un leone, il secondo di un vitello, il terzo di un uomo ed il quarto di un’aquila. Tutti e quattro gli esseri erano dotati di 6 ali ciascuno.

Colui che era assiso sul Trono aveva nella mano destra un libro a forma di rotolo, chiuso da 7 sigilli.
La visione continua con l’apparizione di un agnello dotato di sette corna e sette occhi che prende il libro sigillato dalla mano di Colui che siede sul Trono ed apre, uno alla volta, i 7 sigilli.

I personaggi di cui si parla in questi primi quattro sigilli, vengono  i quattro cavalieri dell’Apocalisse.

All’apertura del primo sigillo apparve un cavallo bianco con un cavaliere con in mano un arco.
All’apertura del secondo sigillo apparve un cavallo rosso fuoco e colui che lo montava aveva una grande spada ed ebbe il potere di togliere la pace dalla Terra.
All’apertura del terzo sigillo apparve un cavallo nero ed il suo cavaliere aveva in mano una bilancia.
All’apertura del quarto sigillo apparve un cavallo verde il cui cavaliere era la Morte, seguita da tutto l’Inferno, ed ebbe il potere di sterminare la quarta parte dell’umanità con la guerra, la peste e le carestie.

 

All’apertura del quinto sigillo apparve tutta la moltitudine dei martiri che chiedevano giustizia e vendetta.
All’apertura del sesto sigillo vi fu un violento terremoto.

Il Sole si oscurò e la Luna divenne rosso sangue.

Una moltitudine di stelle si abbatte sulla Terra ed i cieli si ritirarono. Quattro angeli fermarono però la distruzione della Terra, perché dovevano prima essere segnati con un marchio gli uomini che si sarebbero salvati.

Alfine questi furono segnati ed erano 144.000.

7 angeli con 7 trombe.

All’apertura del settimo sigillo, apparvero 7 angeli con 7 trombe.
Allo squillo della prima tromba, piovvero sulla Terra sangue e fuoco. Un terzo della Terra fu bruciata.
Allo squillo della seconda tromba, una grande montagna di fuoco cadde nel mare.
Allo squillo della terza tromba, cadde dal cielo una grande stella. Essa si chiamava Assenzio.
Allo squillo della quarta tromba, furono colpiti da misteriosi oggetti il Sole e la Luna.
Allo squillo della quinta tromba, un astro cadde sulla terra che si aprì e da essa uscì un gran fumo che oscurò il cielo. Dalle viscere della Terra uscì una moltitudine di enormi cavallette che iniziarono a tormentare gli uomini. Esse avevano aspetto umano, con capelli di donna e denti da leone ed il rumore delle loro ali era assordante e spaventoso. Il loro Re era l’angelo dell’abisso, lo sterminatore.
Allo squillo della sesta tromba, furono liberati 4 angeli al cui seguito vi erano milioni di cavalieri che sterminarono un terzo dell’umanità ancora superstite, ma la restante umanità ancora viveva nella perdizione e nel peccato.
Allo squillo della settima tromba, si aprirono i cieli ed apparve l’Arca dell’Alleanza.

Seguirono fulmini, tuoni, terremoti e tempeste di grandine.
A questo punto apparvero grandi segni nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e per il travaglio del parto ed alla fine partorì un figlio maschio. A lei si oppose un drago mostruoso e scoppiò una guerra nel cielo.

Michele e i suoi angeli combatterono contro il drago ed i suoi angeli, che alla fine furono precipitati sulla Terra.

Il drago precipitato sulla Terra si avventò contro la donna, ma essa riuscì a fuggire nel deserto.
Allora il drago fece uscire dal mare una bestia mostruosa con dieci corna e sette teste, col corpo simile ad una pantera, le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Tutta l’umanità iniziò ad adorare la bestia ed il drago che le aveva dato il suo potere.  Sulla fronte e sulla mano destra il simbolo della bestia, il numero 666.

La visione prosegue poi con l’apparizione dell’agnello, seguito dai 144.000 eletti che non avevano il segno della bestia, ma quello dell’agnello. Questi eletti non si erano contaminati con donne, erano vergini e seguivano l’agnello dovunque andava.

Apparvero poi, uno alla volta, degli angeli che invitavano a temere ed adorare il vero Dio, annunciavano la caduta di Babilonia, e profetizzavano che tutti coloro che avevano il marchio della bestia, avrebbero subito l’ira di Dio.

Mozart’s Requiem-III.Sequentia:Dies irae 

Dopo di ciò, apparve su di una nube bianca “uno simile ad un Figlio d’Uomo” che aveva una falce in mano ed una corona sulla testa ed iniziò a mietere la Terra.

Nel cielo apparvero poi altri 7 angeli che avevano sette flagelli, gli ultimi che avrebbe dovuto subire l’umanità, affinché fosse compiuta l’ira di Dio.
Col primo flagello, gli uomini che avevano il marchio della bestia e la adoravano furono colpiti da piaghe dolorose. Col secondo, il mare divenne color sangue è perì ogni forma di vita marina. Col terzo, avvenne lo stesso in fiumi e laghi. Col quarto, il Sole si surriscaldò e gli uomini cominciarono a bruciare. Col quinto, il regno della bestia fu avvolto da fumo ed oscurità. Col sesto fu prosciugato il fiume Eufrate ed infine col settimo flagello vi fu un terribile terremoto, quale mai si era visto sulla Terra ed una voce dal cielo disse: “E’ fatto!”.

Infine venne la fine della grande Babilonia, la grande prostituta, la madre di tutti gli abomini sulla Terra, che aveva le sembianze di una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna.
A questo punto, un angelo scese dal cielo con una grande catena e la chiave dell’abisso: egli afferrò il drago, lo precipitò nell’abisso e lo incatenò per mille anni.
Trascorsi i mille anni, il drago viene liberato e, con una moltitudine di seguaci guidati da due misteriosi personaggi, Gog e Magog, tenta l’ultimo assalto agli eletti, ma, alla fine viene definitivamente sconfitto da un fuoco disceso dal cielo.
L’Apocalisse termina con la visione dei “nuovi cieli” e della “nuova terra”.

L’evangelista Giovanni scrive il Libro dell’Apocalisse. Dipinto di Hieronymus Bosch (1505).

Gesù Cristo, simboleggiato come agnello, con il libro dai sette sigilli

Gesù Cristo, l’Agnello

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Il libro dai sette sigilli

Colui che era assiso sul Trono aveva nella mano destra un libro a forma di rotolo, chiuso da 7 sigilli.
La visione continua con l’apparizione di un agnello dotato di sette corna e sette occhi che prende il libro sigillato dalla mano di Colui che siede sul Trono ed apre, uno alla volta, i 7 sigilli.

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La donna vestita di sole

A questo punto apparvero grandi segni nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e per il travaglio del parto ed alla fine partorì un figlio maschio. A lei si oppose un drago mostruoso e scoppiò una guerra nel cielo.

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I Cavalieri dell’Apocalisse sono quattro figure simboliche introdotte nell’ Apocalisse di Giovanni

All’apertura del primo sigillo apparve un cavallo bianco con un cavaliere con in mano un arco.
All’apertura del secondo sigillo apparve un cavallo rosso fuoco e colui che lo montava aveva una grande spada ed ebbe il potere di togliere la pace dalla Terra.
All’apertura del terzo sigillo apparve un cavallo nero ed il suo cavaliere aveva in mano una bilancia.
All’apertura del quarto sigillo apparve un cavallo verde il cui cavaliere era la Morte, seguita da tutto l’Inferno, ed ebbe il potere di sterminare la quarta parte dell’umanità con la guerra, la peste e le carestie.
I personaggi di cui si parla in questi primi quattro sigilli, vengono comunemente chiamati i quattro cavalieri dell’Apocalisse.

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Giudizio: gli angeli con le trombe annunciano la fine dei tempi.

All’apertura del settimo sigillo, apparvero 7 angeli con 7 trombe.
Allo squillo della prima tromba, piovvero sulla Terra sangue e fuoco. Un terzo della Terra fu bruciata.
Allo squillo della seconda tromba, una grande montagna di fuoco cadde nel mare.
Allo squillo della terza tromba, cadde dal cielo una grande stella. Essa si chiamava Assenzio.
Allo squillo della quarta tromba, furono colpiti da misteriosi oggetti il Sole e la Luna.
Allo squillo della quinta tromba, un astro cadde sulla terra che si aprì e da essa uscì un gran fumo che oscurò il cielo. Dalle viscere della Terra uscì una moltitudine di enormi cavallette che iniziarono a tormentare gli uomini. Esse avevano aspetto umano, con capelli di donna e denti da leone ed il rumore delle loro ali era assordante e spaventoso.

Il loro Re era l’angelo dell’abisso, lo sterminatore.
Allo squillo della sesta tromba, furono liberati 4 angeli al cui seguito vi erano milioni di cavalieri che sterminarono un terzo dell’umanità ancora superstite, ma la restante umanità ancora viveva nella perdizione e nel peccato.
Allo squillo della settima tromba, si aprirono i cieli ed apparve l’Arca dell’Alleanza.

 

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L’anticristo, per alcune correnti del cristianesimo, è il nemico escatologico del Messia: è l’avversario o antagonista di Cristo (è detto anche “falso Cristo”) e dell’avvento del Regno di Dio in questo mondo, alleato dell’avversario (Satana), potentissimo eppure già destinato a soccombere

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Candelabri

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La bestia dell’apocalisse

Infine venne la fine della grande Babilonia, la grande prostituta, la madre di tutti gli abomini sulla Terra, che aveva le sembianze di una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna.

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La Gerusalemme celeste

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GIUDIZIO UNIVERSALE GIOTTORisultati immagini per GIOTTO E L'APOCALISSE

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GIUDIZIO UNIVERSALE MICHELANGELO. CAPPELLA SISTINA

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LUCA SIGNORELLI

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5 Aprile 2017

Caravaggio a Roma. Lezione aprile 2017

Filed under: Senza Categoria — giacomo.campanile @ 08:26

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Caravaggio a Roma.

La chiesa di San Luigi dei Francesi è un luogo di culto cattolico di Roma, non distante da piazza Navona. È la chiesa nazionale dei francesi di Roma dal 1589.

Nella quinta cappella della navata di sinistra (cappella Contarelli) vi sono tre capolavori assoluti del Caravaggio: il Martirio di San Matteo, San Matteo e l’angelo e Vocazione di san Matteo.

Vocazione di san Matteo è un dipinto realizzato tra il 1599 ed il 1600 dal pittore italiano Michelangelo Merisi detto Caravaggio, ispirato all’episodio raccontato in Matteo 9,9-13. Si trova nella Cappella Contarelli, nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.

San Matteo e l’angelo è il soggetto di un dipinto realizzato nel 1602 dal pittore italiano Caravaggio. È conservato a Roma nella cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi. La prima versione del dipinto, acquistata da Vincenzo Giustiniani, passò ai Musei di Berlino nel 1815 e fu distrutta verso la fine della seconda guerra mondiale nell’incendio della Flakturm Friedrichshain.

Il Martirio di san Matteo è un dipinto a olio su tela (323×343 cm) di Caravaggio, databile al 1600-1601 e conservato nella Cappella Contarelli della chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.

La Madonna dei Pellegrini o di Loreto è un dipinto a olio su tela (260×150 cm) di Caravaggio, databile al 1604-1606 e conservato nella Cappella Cavalletti della basilica di Sant’Agostino a Roma

La Deposizione è il soggetto di un dipinto a olio su tela realizzato, tra il 1602 ed il 1604, dal pittore italiano Michelangelo Merisi da Caravaggio e conservato presso la Pinacoteca Vaticana.

La basilica di Santa Maria del Popolo è un luogo di culto cattolico del centro storico di Roma, sito in piazza del Popolo,

La cappella Cerasi, detta anche dell’Assunta o dei Santi Pietro e Paolo, è la prima cappella a sinistra dell’altare maggiore nella basilica di Santa Maria del Popolo a Roma.

È una delle cappelle più celebri e visitate della basilica. Qui Annibale Carracci e Caravaggio, i due maggiori pittori attivi nella Roma dell’epoca, si confrontarono per l’unica volta negli anni 1600-1601, dando vita a uno dei capolavori inaugurali del Seicento romano.

Caravaggio e la Pasqua di Cristo. Lezione aprile 2017

Filed under: Senza Categoria — giacomo.campanile @ 08:01

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Caravaggio e la figura di Cristo.

Cattura di Cristo

la flagellazione.

deposizione di Cristo

Incredulità di san Tommaso.

Cena in Emmaus.

1 Aprile 2017

Chesterton – La gloria della Mariolatria

Filed under: Senza Categoria — giacomo.campanile @ 23:41

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Chesterton – La gloria della Mariolatria

Con tutta l’intensità con la quale si può essere superbi di una religione radicata nell’umiltà, mi sento molto orgoglioso della mia religione: e mi danno un senso di particolare orgoglio quelle parti della mia religione, che quasi tutti chiamano superstizione. Mi glorio d’essere incatenato da dogmi antiquati e di essere lo schiavo di credi morti (come i miei amici dediti al giornalismo ripetono con tanta ostinazione), perché so molto bene che morti sono i credi eretici e che solamente il dogma ragionevole ha una vita così lunga da poter essere chiamato antiquato. Mi glorio di ciò che la gente chiama il mestiere, le arti del prete, perché proprio questo termine insultante, di seconda mano, esprime la verità medioevale che un prete, come ogni altro uomo, dovrebbe essere un artigiano. Mi glorio di ciò che la gente chiama Mariolatria: fu essa che diede alla religione, nelle età più oscure, quell’elemento di cavalleria che ora trova la sua espressione nella forma ammuffita ed ammaliziata del femminismo. Mi glorio di essere ortodosso in ciò che riguarda i misteri della Trinità e della Messa; mi glorio di credere nel confessionale; mi glorio di credere nel Papato.

(G. K. Chesterton, Come essere un pazzo, in Autobiografia, tr. it., Casini Editore, Milano 1988, pp. 481-482)

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