27 febbraio 2015

Le Tentazioni di Gesù nel deserto. LEZIONE 2015

Filed under: LEZIONI 2014-15,Senza Categoria — giacomo.campanile @ 08:31
Le Tentazioni di Gesù nel deserto si riferiscono alle tentazioni subite da Gesù Cristo da parte del diavolo Satana così come raccontato in ciascuno dei Vangeli sinottici: Matteo 4,1-11, Marco 1,12-13 e Luca 4,1-13.
Secondo i Vangeli, dopo essere stato battezzato, Gesù digiuna per quaranta giorni e quaranta notti nel deserto. In questo periodo Satana lo tenta per tre volte. La prima tentazione riguarda il cibo:
« Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane». » (Matteo 4,3)
La seconda tentazione riguarda l’obbligare Dio ad intervenire, il miracolismo:
« Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede». » (Matteo 4,5-6)
La terza tentazione è il potere, una richiesta da parte del diavolo di essere adorato:
« Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». » (Matteo 4,8-9)
Ogni tentazione è rifiutata da Gesù con una citazione della Bibbia tratta dal libro del Deuteronomio. La prima risposta di Gesù è:
« Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». » (Matteo 4,4)
La seconda dice:
« Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo». » (Matteo 4,7)
E infine la terza risposta afferma:
« Ma Gesù gli rispose: «Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto». » (Matteo 4,10)
I Vangeli terminano il racconto dicendo che, essendo venuta meno ogni tentazione da parte del diavolo, gli angeli sono intervenuti per portare del cibo a Gesù.

Battesimo e tentazioni di Gesù video

18 febbraio 2015

Quaresima della gioia. Lezione 2015

Filed under: LEZIONI 2014-15 — giacomo.campanile @ 11:23

quaresimalode

La quaresima è uno dei tempi forti che la Chiesa cattolica e altre chiese cristiane celebrano lungo l’anno liturgico.

È il periodo di quaranta giorni che precede la celebrazione della Pasqua; secondo il rito romano inizia il mercoledì delle Ceneri e si conclude il Giovedì Santo, mentre secondo il rito ambrosiano parte dalla domenica successiva al Martedì Grasso fino alla Veglia Pasquale.

Tale periodo è caratterizzato dall’invito alla conversione a Dio. Sono pratiche tipiche della quaresima il digiuno ecclesiastico e altre forme di penitenza, la preghiera più intensa e la pratica della carità. È un cammino di preparazione a celebrare la Pasqua, che è il culmine delle festività cristiane.

ELEMOSINA – PREGHIERA – DIGIUNO.

Ricorda i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano e prima del suo ministero pubblico. È anche il periodo in cui i catecumeni vivono l’ultima preparazione al loro battesimo.

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Quaranta giorni SIMBOLOLOGIA

Nella Bibbia questa parola ricorre molte volte, spesso per indicare un periodo cronologico di prova e isolamento o di purificazione:

il diluvio universale è durato quaranta giorni e quaranta notti (Genesi 7, 4.12.17)

all’arrivo in terra promessa, gli esploratori della terra di Canaan impiegarono 40 giorni durante i quali se la spassarono; per punizione l’esodo del popolo Israelita durò quarant’anni (Numeri 13, 25; 14, 33-34; 32, 13, Esodo 16, 35; Deuteronomio 8, 2.4; 29, 4; Giosuè 5, 6)

Mosè è rimasto sul monte Sinai per quaranta giorni e quaranta notti (Esodo 24, 18; 34, 28; Deuteronomio 9, 9.11.18.25; 10, 10)

il profeta Elia ha dovuto attraversare il deserto per quaranta giorni prima di giungere al monte Oreb (1Re 19, 8)

il profeta Giona ha annunciato la distruzione di Ninive per quaranta giorni (Giona 3, 4)

la flagellazione secondo la legge mosaica prevedeva “non più di quaranta colpi” (Deuteronomio 25, 3 || 2Corinzi 11, 24)

quaranta giorni dopo la nascita, Gesù è presentato al Tempio di Gerusalemme (Luca 2, 22) per “essere offerto” a Dio “secondo la Legge di Mosè” (Esodo 13, 2.11-16).

Gesù si è ritirato nel deserto per quaranta giorni prima d’iniziare la sua predicazione pubblica (Luca 4, 1-2 || Marco 1, 12-13 || Matteo 4, 1-2).

10 febbraio 2015

MASSIME FEBBRAIO 20145

Filed under: MASSIME — giacomo.campanile @ 22:30

9 febbraio 2015

LE VIRTÙ’. CARDINALI E TEOLOGALI. LEZIONE FEBBRAIO 2015

Filed under: LEZIONI 2014-15 — giacomo.campanile @ 11:17
Si chiamano virtù cardinali, perché sono il cardine, e il fondamento delle virtù morali; denominate anche virtù umane principali, riguardano essenzialmente l’uomo e costituiscono i pilastri di una vita dedicata al bene.
Le virtù cardinali sono quattro: la Prudenza, la Giustizia, la Fortezza e la Temperanza.
Le 3 virtù teologali. FEDE, SPERANZA E CARITÀ.
La Prudenza: è la virtù che dirige ogni azione al debito fine, e perciò cerca i mezzi convenienti affinché l’opera riesca in tutto ben fatta, e quindi accetta al Signore. Dispone la ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per compierlo.
La Giustizia: è la virtù per cui diamo a ciascuno quello che gli si deve. Consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. Dispone a rispettare i diritti di ciascuno e a stabilire nelle relazioni umane l’armonia che promuove l’equità nei confronti delle persone e del bene comune.
La Fortezza: è la virtù che ci rende coraggiosi a non temere alcun pericolo, neppure la stessa morte, per servizio di Dio. Essa rafforza la decisione di resistere alle tentazioni e di superare gli ostacoli nella vita morale. La virtù della fortezza rende capaci di vincere la paura, perfino della morte, e di affrontare la prova e le persecuzioni.
La Temperanza: è la virtù per la quale raffreniamo i desideri disordinati dei piaceri sensibili, e usiamo con moderazione dei beni temporali. Essa assicura il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti dell’onestà. La persona temperante orienta al bene i propri appetiti sensibili, conserva una sana discrezione, e non segue il proprio istinto e la propria forza assecondando i desideri del proprio cuore.
Le virtù teologali. FEDE, SPERANZA E CARITÀ.
Le virtù teologali fondano, animano e caratterizzano l’agire morale del cristiano. Esse informano e vivificano tutte le virtù morali. Sono infuse da Dio nell’anima dei fedeli per renderli capaci di agire quali suoi figli e meritare la vita eterna. Sono il pegno della presenza e dell’azione dello Spirito Santo nelle facoltà dell’essere umano. Nella dottrina della Chiesa cattolica queste virtù, a differenza delle virtù cardinali, non possono essere ottenute con il solo sforzo umano ma sono infuse nell’uomo dalla grazia divina. Le virtù teologali sono tre: la fede, la speranza, la carità.
La fede: è la virtù teologale per la quale noi crediamo in Dio e a tutto ciò che egli ci ha detto e rivelato, e che la Chiesa ci propone da credere, perché egli è la stessa verità. Con la fede l’uomo si abbandona liberamente e completamente a Dio per fare in pieno la sua volontà.
La speranza: è la virtù teologale per la quale desideriamo il regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull’aiuto della grazia dello Spirito Santo. Essa risponde all’aspirazione verso la felicità, che Dio ha posto nel cuore di ogni uomo; assume le attese che ispirano le attività degli uomini; le purifica per ordinarle al regno dei cieli; salvaguarda dallo scoraggiamento; sostiene in tutti i momenti di abbandono.
La carità: è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio. Gesù fa della carità il comandamento nuovo. Amando i suoi « sino alla fine » egli manifesta l’amore che riceve dal Padre. Amandosi gli uni gli altri, i discepoli imitano l’amore di Gesù, che essi ricevono a loro volta.

6 febbraio 2015

3 A. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

Filed under: Senza Categoria — giacomo.campanile @ 09:33

Settembre

Vanitas vanitatum et omnia vanitas (in italiano, “vanità delle vanità, tutto è vanità”) è una locuzione latina. La frase è tratta dalla versione in latino del Qohelet (o Ecclesiaste)

Matteo 21,28-32 parabola dei due figli.

Ottobre 2014

Bullismo e rispetto degli altri.
Il sinodo 2014 “vocazione e missione della famiglia”

La Humanae Vitae enciclica scritta da papa Paolo VI. Concilio Vaticano II
Bullismo. Sinodo sulla famiglia 2014.
Significato teologico Festa di Ognissanti.

Novembre 2014

Teologia e latino ecclesiastico

Cur Deus homo. Teologia dell’Incarnazione.

Dicembre 2014

Significato teologico dell’Immacolata Concezione. Il santo presepio.

Significato teologico e tradizionale dei canti di Natale.

Gennaio 2015

Musica e religione. Concerto di Natale. Significato teologico del termine Epifania.

Terrorismo islamico e civiltà occidentale

Fondamentalismo islamico e morale dell’ occidente.

Vita e messaggio di Mosè. Dal libro dell’Esodo

Religione e Musica. Dies irae. Verdi, Mozart. Stabat mater. Rossini

7 sacramenti e 7 vizi capitali.

Febbraio

Teologia dei Sacramenti. Le Virtù cardinali e teologali.

Le tentazioni di Gesù nel deserto

Marzo

In cammino verso la Pasqua.

Cura degli anziani e civiltà. Udienza del 4 marzo 2015.

Il giubileo nella storia. Indulgenza, peccati e pene.In un mondo di maschere.

GETSEMANI.DAL VANGELO DI LUCA 22,26-46

Aprile

Discepoli di Emmaus. Luca 24,13 – 35.

ULTIMA CENA – LEONARDO DA VINCI. Vangelo Gv 13

Maggio

Religione e musica. M.Mengoni, Esseri umani. Ascensione del Signore. La Pentecoste. Il mistero della Trinità.

5 febbraio 2015

L’educazione sessuale dei nostri bambini secondo l’OMS

Filed under: OMOFOBIA — giacomo.campanile @ 12:55

L’educazione sessuale dei nostri bambini secondo l’OMS

Inizia ora a essere messo in circolazione un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, intitolato “Standard di  Educazione Sessuale in Europa“, che è una guida per i governi, per la scuola pubblica e gli specialisti sanitari sull’educazione sessuale dei bambini da 0 a 16 anni.

Si tratta in pratica di un manuale di corruzione dei minori già distribuito presso i ministeri dell’Istruzione  e della Salute in Europa. Inutile dire che in questo progettonon sono contemplati i genitori come responsabili per l’educazione dei propri figli.

Il documento è sconvolgente: per i bambini da 0 a 4 anni l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione dalla prima infanzia”. Rileggiamo perché la sensazione è di trovarsi di fronte a uno scherzo pesante e nemmeno divertente. Si intende dire che è opportuno disporre del personale che introduca i bimbi al di sotto dei 4 anni a pratiche masturbatorie? E chi lo insegnerà? E come? Magari con qualche esempio?

Dall’”insegnamento” alla pedofilia il passo è brevissimo, anzi inesistente, in quanto le due cose inevitabilmente si equivalgono. Sappiamo tutti che i bambini piccolissimi esplorano il proprio corpo: toccarsi i genitali è per loro tanto normale quanto portarsi i piedini alla bocca! Ma per l’OMS ci vuole una maestra d’asilo o un pediatra che snaturino un atto istintuale (l’esplorazione del proprio corpo) in qualcosa di profondamente innaturale, in un “gioco” estremamente pericoloso per il sano e normale sviluppo psichico del bambino.

Dai 4 ai 6 anni l’OMS prevede poi che il mito della cicogna debba essere svelato come falso: sarebbe l’età giusta per “parlare di questioni sessuali”, esplorare “le relazioni omosessuali” e “consolidare l’identità di genere”. Ma cosa significa, ad esempio, “esplorare le relazioni omosessuali” se non una grande confusione nella mente di un bimbo? E “consolidare l’identità di genere”? Questioni dalle quali i bambini dovrebbero essere tenuti lontani il più possibile dovrebbero, al contrario e secondo l’ideologia perversa di tali “esperti”, diventare loro familiari, abituali, insieme all’Uomo Ragno e Hello Kitty.
Se qualsiasi “vera” cultura e qualsiasi “vero” pedagogo inorridirebbe a sentire proposte di tal fatta possiamo, all’opposto, immaginarci chi invece si rallegrerebbe: sordidi pedofili che si sentirebbero pienamente giustificati dall’autorità internazionale.

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