30 settembre 2014

ANNO SCOLASTICO 2014-15. PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO LICEO MONTALE ROMA PROF. G.CAMPANILE

Filed under: PROGRAMMA 2014-15 — giacomo.campanile @ 09:36

1 A. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

2 A. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

3 A. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

4 A. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

5 A. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

1 B. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

2 B. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

3 B. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

4 B. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

5 B. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

1 P. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

4 C. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

5 C. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

1 D. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

2 D. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

3 D. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

4 D. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

5 D. 2014-15 PROGRAMMA DI RELIGIONE SVOLTO

LEZIONE 1 SETTEMBRE 2014. TUTTO E’ VANITA’

Filed under: LEZIONI 2014-15 — giacomo.campanile @ 09:27

Vanitas vanitatum et omnia vanitas (in italiano, “vanità delle vanità, tutto è vanità”) è una locuzione latina. Come Nihil sub sole novum, la frase è tratta dalla versione in latino del Qohelet (o Ecclesiaste), un libro sapienziale della Bibbia ebraica e cristiana – in cui ricorre per due volte.

Qoèlet – Capitolo 1.

1) Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme

Prologo

Vanità delle vanità, dice Qoèlet.

Vanità delle vanità: tutto è vanità.

“Vanità, dal lat. vanitas,-atis’, astr. di vanus“. Vano: vuoto, ma anche inutile, futile, inconsistente, fugace, inane. Più apparenza che sostanza. Quindi la connotazione del termine e dei suoi derivati è negativa.

  • mancanza di consistenza materiale.
  • Mancanza di efficacia o di utilità. Inconsistenza; fugacità.

LEZIONE 2 SETTEMBRE 2014. Parabola dei due figli

Filed under: LEZIONI 2014-15 — giacomo.campanile @ 09:24

Matteo 21,28-32 parabola dei due figli

(Mt 21,28-32) “Che ve ne pare? un uomo aveva due figli; rivoltosi al primo disse: Figlio, va’ oggi a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Si, signore; ma non andò. Rivoltosi al secondo, gli disse lo stesso: Ed egli rispose: Non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, ci andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del Padre?”. Dicono: “L’ultimo”.

14 settembre 2014

Massime settembre 2014

Filed under: MASSIME — giacomo.campanile @ 20:48

Vanitas vanitatum et omnia vanitas (in italiano, “vanità delle vanità, tutto è vanità”) è una locuzione latina. Come Nihil sub sole novum, la frase è tratta dalla versione in latino del Qohelet (o Ecclesiaste), un libro sapienziale della Bibbia ebraica e cristiana – in cui ricorre per due volte.

Qoèlet – Capitolo 1.

1) Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme

Prologo

Vanità delle vanità, dice Qoèlet.

Vanità delle vanità: tutto è vanità.

Quale guadagno viene all’uomo

per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?

Canto di A.Branduardi

Vai cercando qua, vai cercando là,
ma quando la morte ti coglierà
che ti resterà delle tue voglie?
Vanità di vanità.
Sei felice, sei, dei pensieri tuoi,
godendo solo d’argento e d’oro,
alla fine che ti resterà?
Vanità di vanità.

Vai cercando qua, vai cercando là,
seguendo sempre felicità,
sano, allegro e senza affanni…
Vanità di vanità.

Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno
non immagini certo quel che un giorno sarà della tua vanità.

Tutto vanità, solo vanità,
vivete con gioia e semplicità,
state buoni se potete…
tutto il resto è vanità.

Tutto vanità, solo vanità,
lodate il Signore con umiltà,
a Lui date tutto l’amore,
nulla più vi mancherà….

Canto di Giacomo Campanile

Tutto vanità, solo vanità 4 volte

Mangiare bere gioire tutto è dono di Dio

lo stolto cammina nel buio

vivi il momento presente

RIT:

C’è un tempo per ridere

un tempo per piangere

un tempo per vivere

un tempo per muorire

Rit

Meglio la fine del principio

gli uomini sono come le bestie

12 settembre 2014

Massime. Settembre 2014

Filed under: MASSIME — giacomo.campanile @ 10:28

AGOSTINO - Soliloqui

Preghiera a Dio

2. Dio, creatore del mondo, concedimi per prima cosa che io ti preghi bene, quindi che mi renda degno che tu mi liberi, infine che tu mi liberi. Dio, per mezzo del quale tutte le cose che da sé non sarebbero, si muovono verso l’essere. Dio, che neppure quelle cose, che reciprocamente si perdono, tu permetti che periscano. Dio, che dal nulla questo mondo hai creato, questo mondo che gli occhi di tutti percepiscono bellissimo. Dio, che non fai il male e lo fai essere solo perché non avvenga un male peggiore. Dio, che manifesti a pochi, quelli che si rivolgono a ciò che veramente è, che il male non è una realtà. Dio, per la cui potenza il mondo intero, anche con la parte meno adatta, raggiunge la perfezione. Dio, la dissonanza dal quale non produce l’estrema dissoluzione, poiché le cose peggiori si armonizzano con le migliori. Dio, che sei amato da ogni essere che può amare, lo sappia o non lo sappia. Dio, nel quale sono tutte le cose, ma che la deformità esistente nel mondo non rende deforme, né il male meno perfetto, né l’errore meno vero. Dio, che hai voluto che soltanto gli spiriti puri conoscessero il vero. Dio, padre della verità, padre della sapienza, padre della vita vera e somma, padre della beatitudine, padre del bene e del bello, padre della luce intelligibile, padre del nostro risveglio e della nostra illuminazione, padre della caparra, mediante la quale siamo ammoniti di ritornare a te.

3. Ti invoco, o Dio verità, nel quale, dal quale e per mezzo del quale sono vere tutte quelle realtà che sono vere. Dio sapienza, nel quale, dal quale e per mezzo del quale sono sapienti tutti quegli esseri che hanno sapienza. Dio vita vera e somma, nel quale, dal quale e per mezzo del quale vivono tutte quelle realtà che hanno vita vera e somma. Dio beatitudine, nel quale, dal quale e per mezzo del quale sono beati tutti gli esseri che sono beati. Dio bene e bellezza, nel quale, dal quale e per mezzo del quale sono buone e belle tutte quelle realtà che hanno bontà e bellezza. Dio luce intelligibile, nel quale, dal quale e per mezzo del quale brillano di luce intelligibile tutti quegli esseri che brillano di luce intelligibile. Dio, il cui regno è tutto quel mondo che è nascosto al senso. Dio, dal cui regno deriva la legge per i nostri regni naturali. Dio, dal quale allontanarsi è cadere, voltarsi verso il quale è risorgere, rimanere nel quale è avere consistenza. Dio, dal quale uscire è morire, avviarsi verso il quale è tornare a vivere, dimorare nel quale è vivere. Dio, che nessuno lascia se non è ingannato, che nessuno cerca se non è chiamato, che nessuno trova se non è purificato. Dio, che abbandonare significa perire, a cui tendere significa amare, che vedere significa possedere. Dio, verso cui ci stimola la fede, c’innalza la speranza, ci unisce la carità. Dio, con la cui potenza vinciamo l’avversario. Ti supplico. Dio, per mezzo del quale abbiamo ricevuto, per non soggiacere a morte totale . Dio, dal quale siamo ammoniti, affinché vigiliamo. Dio, per la cui forza separiamo le cose buone dalle cattive. Dio, per mezzo del quale fuggiamo il male e operiamo il bene. Dio, per cui non cediamo alle avversità. Dio, col cui aiuto siamo soggetti rettamente al potere e con rettitudine lo esercitiamo. Dio, per la cui forza apprendiamo che sono anche di altri le cose che una volta reputavamo nostre e sono anche nostre le cose che un tempo reputavamo di altri. Dio, con il cui aiuto non ci attacchiamo agli adescamenti e irretimenti delle passioni. Dio, con il cui sostegno le cose minute non ci diminuiscono. Dio, per cui mezzo il nostro essere migliore non è soggetto al peggiore. Dio, con il cui aiuto la morte è annullata nella vittoria. Dio, che ci volgi verso di te. Dio, che ci spogli di ciò che non è e ci rivesti di ciò che è. Dio, che ci rendi esaudibili. Dio, che ci unisci a te. Dio, che ci immetti nella verità intera. Dio, che ci parli di tutti i beni e non ci rendi incapaci di seguirli e non permetti che ciò sia fatto da chicchessia. Dio, che ci richiami sulla strada. Dio, che ci conduci fino alla porta. Dio, che operi, affinché a chi bussa sia aperto. Dio, che ci dai il pane della vita. Dio, che ci asseti di quella bevanda, sorbendo la quale non avremo più sete. Dio, che accusi il mondo riguardo al peccato, alla giustizia, al giudizio. Dio, per la cui forza non ci smuovono coloro che non credono. Dio, per mezzo del quale riproviamo

4. Tutto quanto ho detto, tu sei, o unico Dio. Tu vieni in mio aiuto, unica eterna vera sostanza, in cui non esiste nessuna discordanza, nessuna confusione, nessun cambiamento, nessuna deficienza, nessuna morte; in cui vi è somma concordia, somma evidenza, somma costanza, somma pienezza, somma vita; in cui nulla manca, nulla è superfluo; in cui genitore e generato sono una medesima cosa. Dio, cui è soggetto tutto ciò che è soggetto; cui obbedisce ogni anima buona. (Dio), per mezzo delle cui leggi ruotano i cieli, compiono il loro corso le stelle, il sole rinnova il giorno, la luna governa la notte e il mondo tutto, determinando i giorni mediante l’alternarsi della luce e dell’oscurità, i mesi mediante il crescere e il decrescere delle lunazioni, gli anni mediante la successione della primavera, dell’estate, dell’autunno, dell’inverno, i lustri mediante il compimento del corso solare, i grandi cicli mediante il periodico ricorso delle stelle, assicura grande regolarità, per quanto è compatibile con la materia corporea, mediante l’ordine e i periodi del tempo. Dio, le cui leggi stabili in eterno non permettono che sia turbato il movimento instabile delle cose mutevoli, riconducendole sempre, come per mezzo di un freno, mediante il corso dei secoli, ad una somiglianza della (tua) stabilità. (Dio), per le cui leggi è libero l’arbitrio dell’anima, con premi e pene distribuiti ai buoni e ai cattivi, secondo necessità universalmente determinate. Dio, da cui provengono fino a noi tutti i beni, che allontani da noi tutti i mali. Dio, sopra il quale non c’è nulla, fuori dal quale non c’è nulla, senza il quale non c’è nulla. Dio, cui tutto è sottomesso; in cui tutto è contenuto; in cui tutto esiste. (Dio), che hai fatto l’uomo a tua immagine e somiglianza, come lo riconosce chiunque conosce se stesso. Ascolta, ascolta, ascolta me, mio Dio, mio Signore, mio re, padre mio, causa mia, mia speranza, cosa mia, onore mio, dimora mia, patria mia, salvezza mia, mia luce, vita mia. Ascolta, ascolta, ascolta me, nel modo tutto tuo, ben noto solo a pochi.

5. Ormai io amo solo te, seguo solo te, cerco solo te e sono preparato a servire solo te, poiché tu solo eserciti il comando con giustizia ed io desidero ardentemente di essere in tuo potere. Comanda, ti prego e ordina ciò che vuoi, ma guarisci e apri le mie orecchie, affinché possa udire la tua voce. Guarisci e apri i miei occhi, con i quali possa vedere i tuoi cenni. Caccia da me i movimenti irragionevoli, affinché possa riconoscerti. Dimmi da che parte devo guardare, affinché possa vederti e spero di eseguire tutto ciò che comanderai. Ricevi, ti prego, il tuo schiavo fuggiasco, o Signore clementissimo. Dovrei ormai aver scontato a sufficienza, abbastanza dovrei essere stato schiavo dei tuoi nemici, che tu conculchi sotto i tuoi piedi, abbastanza dovrei essere stato ludibrio di cose ingannevoli. Ricevi me, tuo servo, che fuggo da queste cose, che, mentre fuggivo da te, mi accolsero come non loro. Sento che devo ritornare da te; a me che busso, si apra la tua porta; insegnami in che modo possa raggiungerti. Non ho altro che la volontà; non so nient’altro, se non questo, che le cose caduche e transeunti si devono disprezzare, le cose immutabili ed eterne ricercare. Questo faccio, o Padre, perché questo solo so; ignoro però da dove si deve partire, per giungere a te. Suggeriscimelo tu; mostrami tu la strada; forniscimi ciò che necessita al viaggio. Se per mezzo della fede ti ritrovano coloro che ritornano a te, dammi la fede; se per mezzo della virtù, dammi la virtù; se per mezzo del sapere, dammi il sapere. Aumenta in me la fede, aumenta in me la speranza, aumenta in me la carità. O bontà tua, singolare e da ammirare!

6. Verso di te, io voglio andare e con quali mezzi si tenda a te, ti chiedo nuovamente. Se infatti tu ci abbandoni, si perisce. Tu però non abbandoni, perché sei il sommo bene, che nessuno mai ha cercato con rettitudine, senza trovare. E ha rettamente cercato chiunque tu hai fatto capace di ricercare rettamente. Fa, o Padre, che anch’io ti cerchi, strappami dall’errore; mentre io ti cerco, che non incontri altro invece tua. Se non desidero altro che te, possa io ormai trovarti, o Padre, te ne prego. Se poi in me sopravvive un desiderio di cosa superflua, tu stesso mondami e rendimi capace di vederti. Per il resto, quanto alla salute di questo mio corpo mortale, poiché non so quale utilità possa trarne per me o per i miei cari, a te lo affido, Padre sapientissimo ed ottimo e per esso ti chiederò quello che mi suggerirai a tempo opportuno. Ora prego la tua suprema clemenza soltanto perché mi converta totalmente a te e che non mi faccia incontrare ostacoli nel mio tendere a te; che tu mi permetta, anche mentre governo e mi porto questo corpo, di essere puro, forte, giusto, prudente, amante perfetto e partecipe della tua sapienza, degno della cittadinanza e cittadino del tuo regno di ogni felicità. Amen, amen.

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