29 marzo 2017

JESUS CHRIST SUPERSTAR. Lezione aprile 2017

Filed under: FILM,LEZIONI 2016-17,Senza Categoria — giacomo.campanile @ 07:12

jesuschristsuperstarlode  musicalode cristolode

JESUS CHRIST SUPERSTAR

Jesus Christ Superstar è un film del 1973 diretto da Norman Jewison, trasposizione sul grande schermo del musical omonimo di Tim Rice, autore dei testi, e Andrew Lloyd Webber, autore della musica. L’opera narra l’ultima settimana della vita di Cristo prima della morte per crocifissione.

Per la loro interpretazione, rispettivamente di Gesù e Giuda, Ted Neeley e Carl Anderson sono stati candidati al Golden Globe nel 1974.

MARIA MADDALENA Everything’s Alright (sub ITA)

I Don’t Know How to Love Him

GIUDA INIZIO

The Temple

SIMONE ZELOTA

The Last Supper

Gethsemane – Ted Neeley 1973 ) HD

Jesus Christ Superstar – King Herod’s song SOTTOTITOLI ITA

La morte di Giuda

PILATO

ERODE

JESUS CHRIST SUPERSTAR 1973 ( The Crucifixion ) HD

SUPESTAR FINALE

Could We Start Again Please? HD

7 marzo 2016

Joyful Noise – Armonie del cuore. Film 2012

Filed under: FILM,Senza Categoria — giacomo.campanile @ 08:36

Dopo la morte del direttore del coro della chiesa di una piccola città in Georgia, Vi Rose, madre single di due ragazzi adolescenti, prende il controllo del coro. Ma la vedova del direttore G.G. Sparrow, che è anche la principale donatrice per la chiesa, crede che avrebbe dovuto essere lei a prendere il posto del marito. Grazie al direttore, il coro è giunto alle semifinali della competizione di “Joyful Noise”.

5 marzo 2016

Fighting Temptations. Film 2003

Filed under: FILM,Senza Categoria — giacomo.campanile @ 17:04

Tornato nella cittadina natale di Montecarlo, in Georgia, per rivendicare l’eredità della zia Sally, il pubblicitario newyorkese Darrin Hill (Cuba Gooding Jr.) scopre che, prima di poter incassare il denaro, dovrà esaudire l’ultimo desiderio dell’anziana parente: creare un coro gospel e condurlo al successo. Ma in città i potenziali cantanti scarseggiano e Darrin è sul punto di arrendersi e rientrare a New York quando incontra Lilly (Beyoncé Knowles), un’affascinante cantante che si esibisce nei nightclub, che vive con il nonno ed il figlioletto, ma che è malvista dalla comunità per il suo lavoro e per aver avuto un figlio senza essere sposata. Dopo un’iniziale diffidenza di lei ed il tentativo di screditarlo da parte di una

donna molto influente nella comunità, Darrin saprà conquistare il cuore della ragazza e far cambiare idea alle donne della cittadina sul conto di Lilly e porterà al successo il coro, come avrebbe voluto la zia.

10 novembre 2015

FILM SULLA BIBBIA

Filed under: FILM — giacomo.campanile @ 13:07

FILM SULLA BIBBIA

22 settembre 2015

Il principe d’Egitto

Filed under: FILM,LEZIONI DI RELIGIONE,LEZIONI DI RELIGIONE 2015-16 — giacomo.campanile @ 10:34

principelode

IL PRINCIPE. IL FILM

CANTO DEL FILM VEDRAI MIRACOLI

Mosè salvato dalle acque

Le piaghe d’Egitto

La notte della Pasqua

Il Principe D’Egitto – L’incontro di Mosè con Dio

Mosè Divide Le Acque

I dieci comandamenti

L’ebreo Mosé, trovatello abbandonato alla furia delle acque del Nilo, viene raccolto e adottato dal faraone. Allevato come un principe all’interno della reggia il ragazzino diventa l’amico inseparabile di Ramses, l’erede al trono. Ma Mosé scopre le sue origini ed è costretto allo scontro con il suo amico di un tempo. La lotta diventerà cruenta quando Mosé viene scelto da Dio per liberare il popolo ebraico dalla schiavitù d’Egitto.

Il principe d’Egitto (The Prince of Egypt) è un film d’animazione della DreamWorks Animation del 1998 con la regia di Brenda Chapman, Steve Hickner e Simon Wells. Primo film della DreamWorks, si tratta di un remake animato de I dieci comandamenti degli anni cinquanta e interpretato da Charlton Heston. Adattamento del libro dell’Esodo, è incentrata sulla vita di Mosè, da principe d’Egitto a guida del popolo d’Israele verso la terra promessa.

Mosè: È il protagonista del film. Inizialmente, è un principe presuntuoso, egoista e viziato. Dopo aver scoperto della verità sulle sue origini, ossia di essere in realtà ebreo e non il principe d’Egitto come credeva, cambierà radicalmente, diventando un uomo altruista, coraggioso e sensibile. Durante gli anni trascorsi nel deserto con Zippora e la famiglia di quest’ultima, si innamora di lei e decide di sposarla. Dopo essere stato chiamato da Dio, decide di andare a salvare il suo popolo e sfidare il Faraone. Nel periodo trascorso in Egitto, dimostra di essere molto legato al fratello adottivo Ramesse e, anche dopo esserne diventato nemico, continuerà a provare un profondo affetto per lui.

Ramesse II: È il principale antagonista del film. È un principe arrogante, viziato ed egoista. Inizialmente viene presentato come sensibile e altruista, ma col passare del tempo la sua vera natura egoista e malvagia verrà svelata. Sebbene sia molto legato a Mosé, poiché i due sono cresciuti insieme, alla fine ne diventerà nemico e non esiterà a tentare di ucciderlo pur di impedirgli di liberare gli Ebrei.

Zippora: È la moglie di Mosé. È una donna furba e coraggiosa, ma anche molto sensibile. Inizialmente lei e Mosé si odiano, visto che lui la umilia in Egitto di fronte a tutti i presenti, ma in seguito si innamoreranno e si sposeranno. In diverse occasioni, viene dimostrato che è molto combattiva e non esita a battersi per il suo popolo.

Miriam: È la sorella maggiore di Mosé. È una donna sensibile e altruista. Cerca subito di far capire a Mosé di essere sua sorella e che lui è ebreo, e quando lui scoprirà la verità sarà la prima a sostenerlo e a stargli vicino. Anche quando lui la respinge, lei si dimostra sempre gentile e altruista con lui.

Aronne: È il fratello maggiore di Mosé. È un uomo sarcastico, permaloso e cinico, anche se molto dolce. Vuole molto bene a sua sorella Miriam, e per questo cerca di tenerla sempre lontana dagli Egizi. Inizialmente non crede in Mosé, giudicandolo per le azioni commesse quando credeva di essere Egizio, ma in seguito lo sosterrà; è il Sommo Sacerdote degli Ebrei.

Jetro: È il padre di Zippora, e il sacerdote di Madian, la terra dove andrà Mosé dopo essere fuggito dall’Egitto. È un uomo spiritoso, ospitale e spensierato. È sempre molto gentile e cordiale con tutte le persone che si trova intorno e protegge con affetto le sue numerose figlie. Si dimostrerà molto affettuoso con Mosé, insegnandogli molte cose e aiutandolo a trovare il suo posto a Madian.

Faraone Seti I: È padre naturale di Ramesse e il padre adottivo di Mosé. È un uomo subdolo ed egoista, anche se si dimostrerà sensibile e protettivo verso Mosé. Sarà, invece, molto severo con Ramesse. È il responsabile dell’uccisione di tutti i bambini Ebrei all’inizio del film. Muore insieme alla moglie durante quei 20 anni di Mosè nascosto nel deserto.

Regina Tuya: È la moglie del Faraone Seti I, la madre naturale di Ramesse e quella adottiva di Mosé. È una donna molto sensibile e saggia. Non approva il modo di governare del marito, ma è costretta a non imporsi perché non ha potere sull’Egitto. Dopo che Mosé scoprirà la verità, gli rivelerà tutto e gli dirà quanto bene gli vuole, affermando che lui, per lei, è un dono.

Hotep e Hoy: Sono i sommi sacerdoti dei Faraoni Seti, da quarantenni, e Ramesse, da sessantenni; hanno il ruolo di oppositori del film, seppur come classico duo comico. Sono entrambi subdoli, egoisti e ipocriti, bravi solo a fare trucchi di magia e a criticare gli altri. Adorano mentire e ingannare le persone. Per tutto il film saranno crudeli e severi verso Mosé, che infatti li disprezza, anche quando lo vogliono ancora condannare a morte dopo il suo ritorno. Dopo l’avversione delle piaghe sull’Egitto, Ramesse li licenzierà, cacciandoli a tradimento dal palazzo, stufo dei loro fallimenti di magia. Il primo è basso e grasso, il secondo è alto e magro.

QUESTIONARIO SUL FILM

Questionario sul film: Il principe d‘Egitto

1. Le vicende di Mosè sono narrate nelle Sacre Scritture, in
particolare nel libro?
2. Come si chiamano il fratello e la sorella di Mosé?
3. Come si chiama il faraone ?
4. In che periodo storico è vissuto  Mosé?
5. Quali sono la prima e l’ultima piaga d‘Egitto?
6. Ricordi come si chiama la canzone che ottenne  Premio Oscar 1999.
7. Cosa significa il nome Mosé?
8. Con quale nome Dio si è rivelato a Mosé nel roveto ardente…?
9. Come si chiama la moglie di Mosé.
10. Lo strumento che Mosé utilizza per compiere le meraviglie del Signore?
11. Qual’é il segno che protegge gli ebrei dall’angelo della morte?
12. Quali sono i segni della pasqua ebraica?

17 settembre 2015

SE DIO VUOLE. IL FILM 2015. LEZIONE 2015-16

Filed under: FILM,LEZIONI DI RELIGIONE 2015-16,SE DIO VUOLE — giacomo.campanile @ 09:57

SE DIO VUOLE

sediovuole filmlode

COMMEDIA – DURATA 87′ – ITALIA

Tommaso, stimato cardiochirurgo, è sposato con Carla, con la quale ha due figli: Bianca, svogliata e senza alcun interesse, e Andrea, un giovane brillante iscritto a medicina e pronto a seguire le orme del padre. Da un po’ di tempo cambiato rispetto al solito, Andrea stupisce il resto della famiglia comunicando la decisione di farsi prete

“Un gran bel film, bel cast e bella tematica”

Da un lato Don Pietro, prete di borgata carismatico e appassionato, dall’altro Tommaso, un cinico e snob cardiochirurgo…
Quale dei due è il vostro tipo preferito?

Confessare un segreto non è mai un’impresa semplice, soprattutto se si tratta di un segreto come quello di Andrea..

‪#‎DonPietro‬ crede nella religione; Tommaso crede nella scienza; Entrambi credono nella pizza e mortazza!

Marco Giallini ha qualche leggera perplessità all’idea che suo figlio voglia farsi prete..E voi cosa fareste?

Il regista Edoardo Falcone sul set con Alessandro Gassmann

Si ride ma soprattutto si riflette

Tommaso (Marco Giallini) è padre di un figlio che vuole diventare prete…solo che lui lo considera un mestiere “anacronistico”…un po’ come lo “zampognaro”

15 marzo 2013

L’avvocato del diavolo

Filed under: FILM,LEZIONI DI RELIGIONE — giacomo.campanile @ 22:57

The Devil's Advocate.png

L’avvocato del diavolo (The Devil’s Advocate) è un film del 1997 diretto da Taylor Hackford.

« Vanità, decisamente il mio peccato preferito. »

(John Milton / Al Pacino)

Kevin, senza rendersi conto di stare vendendo la sua anima al diavolo, vive la realtà della popolosa e corrotta New York, dove un qualunque atto onesto od affettuoso sembra impensabile, essa è la metafora di Babilonia, ed è costellata di ladri, assassini, stupratori, dalla faccia assolutamente rispettabile, perduti in un vortice di desiderio sessuale, droga e denaro. Egli, a seguito del suicidio della moglie, della scoperta della vera identità del padre (ovvero John Milton) e la presa di coscienza di quanti assassini e delinquenti abbia scagionato per “mestiere”, finalmente avrà un confronto diretto con lui, ossia con Satana in persona.

Qui, Satana rivela il suo piano: il ventesimo secolo è ormai corrotto fino al midollo, dunque i tempi sono maturi affinché lui diventi il dominatore del mondo. Per farlo gli occorre che Kevin e la sua sorellastra Christabella generino un figlio, il quale diventerà l’Anticristo. Kevin riesce però a imporsi grazie al libero arbitrio e si suicida, rovinando così i piani del Maligno.

‎” Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio. A lui piace guardare: è un guardone giocherellone! Lui dà all’uomo gli istinti, concede questo straordinario dono, poi che fa? ..Ti assicuro che lo fa per il suo puro divertimento, per farsi il suo cosmico spot pubblicitario…fissa le regole in contraddizione: guarda, ma non toccare! Tocca, ma non gustare! Gusta, ma non inghiottire! E mentre tu saltelli da un piede all’altro, lui che fa? Se ne sta lì a sbellicarsi dalle matte risate, perché è un moralista! , è un gran sadico! È un padrone assenteista, ecco cosa è! E uno dovrebbe adorarlo? No , mai! Meglio regnare all’Inferno, che servire in Paradiso.. non è così?
Perché no? Io sto qui col naso ficcato nella terra e ci sto fin dall’inizio dei tempi. Ho coltivato ogni sensazione che l’uomo è stato creato per provare. A me interessava quello che l’uomo desiderava e non l’ho mai giudicato. E sai perché? Perché io non l’ho mai rifiutato, nonostante le sue maledette imperfezioni. Io sono un fanatico dell’uomo, sono un umanista! Sono probabilmente l’ultimo degli umanisti! E chi, sano di mente, potrà mai negare che il XX secolo è stato interamente mio ” Sono all’apice, Kevin. E’ il mio tempo questo. E’ il nostro tempo…”

Testo originale:

“Who are you carrying all those bricks for anyway? God? Is that it? God? Well, I tell ya, let me give you a little inside information about God. God likes to watch. He’s a prankster. Think about it. He gives man instincts. He gives you this extraordinary gift and then what does He do? I swear, for His own amusement, His own private cosmic gag reel, He sets the rules in opposition. It’s the goof of all time. Look, but don’t touch. Touch, but don’t taste. Taste, don’t swallow. And while you’re jumpin’ from one foot to the next, what is He doin’? He’s laughin’ His sick, fuckin’ ass off. He’s a tight-ass. He’s a sadist. He’s an absentee landlord. Worship that? Never!”

“It’s better to reign in Hell than serve in Heaven, is that it?”

“Why not? I’m here on the ground with my nose in it since the whole thing began! I’ve nurtured every sensation man has been inspired to have! I cared about what he wanted and I never judged him. Why? Because I never rejected him, in spite of all his imperfections! I’m a fan of man! I’m a humanist. Maybe the last humanist. Who, in their right mind, Kevin, could possibly deny the 20th century was entirely mine? All of it, Kevin! All of it! Mine! I’m peaking, Kevin. It’s my time now. It’s our time.”

Vangelo di Matteo 10,16 . Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.

Apocalisse 18. È caduta, è caduta Babilonia la grandeÈ diventataricettacolo di demòni, covo di ogni spirito immondo

Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!
Mt 7,13-14

Con il nostro tempo

- Anche l’uomo moderno, pur avendo tutto, continua a chiedersi dov’è la

felicità. L’errore sta nel pensare di ” volere il massimo senza pensare

agli altri ” (Milton su Barzul) – I beni terreni sono necessari. Ma chi si

affida ad essi soltanto sbaglia sulla felicità. ” Non di solo pane vive

l’uomo” (Mt 4,4) ” Io so di chi è la colpa, del denaro, è il prezzo del

sangue ” ” Il corpo è più importante del vestito” (Mt) = L’ uomo è più

importante di ciò che possiede. – Il salmista dice ” In pace mi corico e

subito mi addormento” di questo equilibrio ne fa un segno della sua fede.

Lui non è turbato perché il suo segreto è dare fiducia a Dio. La moglie

del protagonista ha problemi a dormire, non è in pace. ” Di chi ti fidi ?

” (Milton al costruttore ) – Questo salmo è tradizionalmente usato come

preghiera di compieta perché in essa noi RIFLETTIAMO sulle nostre azioni,

decidiamo di cambiare i nostri comportamenti errati (=CONVERSIONE),

affidiamo a Dio tutte le nostre preoccupazioni. Il problema del

protagonista è che non riflette – non ha tempo – ; NON CAMBIA = NON

MIGLIORA ” E’ ora che perdi” (Milton)- ” Io non perdo”. “Libertà significa

non dover mai chiedere scusa “. ( Milton)

MILTON

- Nessuno mi vede mai arrivare

- …Verrai crocifisso alla newyorkese…. Di chi ti fidi? (al

costruttore )

- L’ ho seguito e assistito tutta la vita (Barzul) …L’uomo moderno (=

Barzul) è il Dio di se stesso… Non c’è nessun futuro, tutti vogliono il

massimo senza pensare agli altri… E’ tardi per ritirarsi adesso… Urli

per chiedere aiuto ma non c’è nessuno in giro… – Devi seguire l’ istinto

! ( a Kevin sulla metro quando ha capito che il costruttore è colpevole) -

Non sono un burattinaio…. Libero arbitrio! Ho solo preparato la scena,

i fili te li tiri da solo! – Tienila stretta questa FURIA (quando Kevin

gli spara ) – Mary Ann (la moglie) potevi salvarla come e quando volevi -

Io sto dalla tua parte ! (cfr le parole dette su Barzul) – La Vanità è

l’oppiaceo più naturale, è il mio peccato preferito. – Non è che non ti

importasse di M.A. è che eri impegnato di più con un’altra persona TE

STESSO. – Voglio che tu sia TE STESSO – Dio ci dice guarda ma non toccare

… etc. ( Ma è proprio così ?) – Non ho mai rifiutato l’uomo nonostante

le sue imperfezioni (si serve dell’uomo, anche del figlio, per la sua

lotta contro il Bene) – Libertà significa non dover mai chiedere scusa. -

Kevin ” Che mi dici dell’amore?” Sopravvalutato, a livello biochimico è

come una scorpacciata di cioccolato ( abbassa il livello della

discussione, da quello dei sentimenti e di ideale a quello fisico)

ALTRE FRASI

- (MaryAnn) Non riesci a fare l’amore con me (ad amarmi), la tua testa è

altrove. – (Madre) Larghi sono i cancelli e ampie le vie che portano alla

perdizione ! – (Kevin) Io non ci capisco più niente! – (Kevin, quando

Milton gli dice che se vuole può andare a curare sua moglie) Ho una carta

vincente, voglio vincere e poi…. POI mi dedicherò a mia moglie. – (M.A.)

Non parlavo con nessuno da tanto tempo… – (Madre) Lui – Milton- parlava

con me… dimostrava interesse per me… conosceva la Bibbia… – (M.A.)

Io lo so di chi è la colpa… del denaro, il prezzo del sangue… e noi ci

siamo cascati.. – (M.A.) Non riesco più a guardarmi allo specchio…. ci

vedo un mostro ! – (Kevin) Lui c’è sempre stato, ha osservato, ha

aspettato… – (PAM, la segretaria di Kevin): Te la toglie lui la

paura…——- Offro tutto quanto !! | In realtà cosa offre ? Niente che

faccia felice l’uomo. | – (Madre) Avrei dovuto dirti la verità | La verità

per quanto brutta è sempre preferibile |

RIGUARDO ALLE ALLUCINAZIONI:

Sono allucinazioni o visione “vera” della vita ?

La moglie le comincia ad avere presto, forse a causa del sesto senso delle

donne. Lui al funerale di Eddie Barzul vede il viso del ciccione della

prima causa al posto di quello del costruttore, due colpevoli che lui ha

fatto assolvere.

- Vanità! Il mio peccato preferito.

Dal Vocabolario: Vanità: l’essere vano, inconsistente, falso

cose vane della vita terrena, contrapposte alle cose eterne

Ci sono due elementi fondamentali, tipi­ci del grande romanzo best-seller ameri­cano così come del cinema Usa di largo successo, alla base de “L’avvocato del diavolo” L’uno è il carattere dell’avvocatino di provincia intelligente, preparato, ambiziosissimo, spesso con una moglie giovane, ancor più provinciale di lui desiderosa di promozione sociale, ma anche, alla lun­ga, spaventata dalle insidie che la nuova posizione del marito, appetito da un fa­moso studio legale (il quale per averlo fa carte false e carte vere), sparge sul loro matrimonio e sulla loro nuova vita.

L’altro elemento è quello, antichissimo nella drammaturgia e nella narrativa, e quindi sempre soggiacente anche nel ci­nema, della presenza del Maligno. Mi sono divertito a controllare quanti film elenca il sempre attento Time Out (edizione 1998) alle voci Devil e Wit­chcraft. Sono circa 80 titoli, mentre, dal canto suo, l’impagabile Leslie Halliwell, nel Filmgoer’s Companion (edizione 1974), ne allinea una quarantina, par­tendo con ben otto edizioni mute del “Faust” e indulgendo a una divertita elencazione di attori che hanno inter­pretato il diavolo: da Jules Berrv a Laird Cregar, da Claude Rains a Vincent Price sino, via via, a Cedric Hardwick, Vitto­rio Gassman, Donald Pleasance, Burgess Meredith, Ralph Richardson. Natural­mente poiché pochi in Inghilterra cono­scono bene il cinema comico italiano, non è stato in grado di citare l’impaga­bile Carlo Micheluzzi, scorrevolissimo demone veneto in “Totò al giro d’ltalia” di Mario Mattoli (1948).

Ecco dunque Al Pacino in buona com­pagnia, che si sforza palesemente, sin da quando entra in scena la prima volta, di avvolgersi di panni diabolici, accentuan­do il ghigno, facendo brillare gli occhi di sottintesi ovviamente maligni, se mi si concede il banale gioco di parole, e pale­semente guardando il mondo circostante con la feroce soddisfazione dell’angelo ribelle che ha deciso di impiegare al me­glio (o, se si preferisce, al peggio) tutto il tempo che gli resta e che è infinito. Va detto che un elemento importante è rap­presentato anche dalla dizione, sicché si prova un certo rammarico a non poter udire la voce di Pacino nell’originale. Giancarlo Giannini, che lo doppia, si sforza di assumere quanto più possibile un tono semigridato, così da restituire quelle che si suppone siano le intonazio­ni originarie, in carattere con il gioco mimico di Pacino. Il quale riesce mira­bilmente a tradurre quella sorta di sulfu­reo compiacimento di sé con cui John Milton agisce e ammicca di continuo. Il fatto che il diavolo abbia assunto qui il cognome dell’autore de “Il paradiso per­duto” mi sembra poi una scelta molto meditata, anche se la cosa è probabil­mente destinata a sfuggire agli spettatori non anglofoni. In effetti ‘Il paradiso perduto’ di Milton è una grande rifles­sione sulla caduta e sulla redenzione dell’uomo, così come il De Doctrina Christiana, considerata la sua opera teologica più importante, è una confer­ma della sua fede di fondo, ma anche della sua eterodossia: il Figlio non è coeterno e consustanziale col Padre, e lo Spirito Santo è inferiore a entrambi; Dio non ha creato il mondo dal nulla ma dalla materia originaria dell’universo l’anima muore col corpo sino al giorno del giudizio universale, eccetera. Non vorrei qui invadere un campo che non è assolutamente il mio, anche se su questo e, più generalmente, su tutti i film “diabolici”, per sgangherati che possano sembrare, sarebbe interessante conoscere l’opinione del teologo, o dei teologi.

In ogni caso, sin dall’inizio Milton­-Pacino rivela dei trasalimenti maligna­mente semi-diabolici, ma ci vuol altro per mettere in guardia il giovane Kevin Lomax che, da pubblico ministero di una cittadina della Florida, è diventato un avvocato abile e senza scrupoli, e a que­sto titolo viene ingaggiato dal grande studio legale newyorkese, di cui appunto Milton è il capo e il socio maggioritario indiscusso. Tutto lo studio ha sede nei piani alti di un grattacielo, e i legali più noti vi hanno anche le loro lussuosissi­me abitazioni private. Compreso Milton, il quale usa però soltanto una grande stanza che gli serve per ogni uso. Via via che i giorni passano, il carattere in­quietante dell’uomo e del suo modo di vivere e di operare diventa chiaro agli occhi di Mary Ann, la giovane moglie di Kevin, e anche a quelli della religiosis­sima madre di quest’ultimo (apprenderemo poi che essa, da giovane, ha avuto col Maligno un legame deter­minante, sicché Kevin è trascinato da una preoccupante paternità verso un vi­luppo tortuoso e vizioso di vincoli di pa­rentela).

Diciamo che questi sono i dati di parten­za, costruiti in un modo così convulso che il film è costretto di continuo a oscillare fra una minuziosa casistica pa­ra-legale, così come il cinema americano sa foggiare con inimitabile precisione, e una “diavologia” divulgativa che oscilla fra l’orrorifico e l’involontariamente grottesco. La prima a battersi contro il Maligno è Mary Ann, che comincia a vedere volti diabolici, a tratti, sotto quello delle mogli troppo gentili dei colleghi del marito… Il seguito va visto

Perché il diavolo, onnipossente nel male – è forse mortale anche lui? -’ deve occuparsi tanto di avere un erede e di averlo fa­cendo unire due fratellastri, al punto di seguire da sempre Kevin, suo figlio? Si direbbe che il gioco diabolo-legalistico, così fortemente americano, come si è detto, finisca col prendere la mano allo sceneggiatore (ma forse il difetto è nel romanzo, che non conosco) e a condi­zionare tutto il lunghissimo film, di continuo incerto fra satira, variazione grottesca, thriller, compiacimento “infernale”. Presumo che sia destinato a piacere a pochi . Personalmente, sen­za discuterne i limiti enormi e le goffag­gini palesi, da vecchio amatore di cine­ma Usa, mi sono divertito ad ammirare il gioco impeccabile degli attori di contorno, il gigionismo sfrenato di Al Pacino, l’abilità dei creatori di mobili sceno­grafie (si vedano le statue della stanza di Milton, che diabolicamente si animano).

(Letture 1998/544/75)

Un giovane e promettente avvocato di provincia riceve una vantaggiosa propo­sta da uno studio di New York e con la bella moglie si trasferisce nella metro­poli. Il suo mentore è un potente uomo d’affari che si chiama John Milton. Co­me il grande poeta inglese. Esperto in codici, l’avvocatino deve avere scarse cognizioni letterarie, sennò sospettereb­be che quel nome possa essere un narci­sistico omaggio all’autore del Paradiso perduto che riserva a Satana un grandio­so ritratto.

Belzebù deve aver seminato parecchi marmocchi su e giù per gli States alla fine degli anni ’60. Se Rosemary’s baby è nato nel ’68, il brillante avvocatino di provincia è del ’66. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco, e infatti quest’altro rampollo di Mefistofele si porta appresso un forte complesso di Edipo rifiutando le proprie origini. Il peccato della vanità, l’ossessione del successo, le tentazioni del demonio, il primato della morale sulla giustizia:

nell’Avvocato del diavolo c’è proprio tutto, in un intruglio di filone giudiziario e horror apocalittico. Un film di taglio spesso, con un istrionico Al Pacino che si regola di conseguenza.

(Famiglia Cristiana 04/02/98)

Alcune domande per leggere il film

Quali limiti, al di là del punto di vista scenico, rilevi nel film?

Come è rappresentato il male?

Nella realtà è proprio così?

Quali “problemi” a livello di fede pone il film? (sempre se parla di fede)

28 luglio 2012

Michele Placido – Padre Pio-Tra cielo e terra (Parte 2)

Filed under: FILM,PADRE PIO — giacomo.campanile @ 15:19

Michele Placido – Padre Pio-Tra cielo e terra (Parte 1)

Filed under: FILM,PADRE PIO — giacomo.campanile @ 15:17

Chiara e Francesco – Parte II serie tv 2007

Filed under: FILM — giacomo.campanile @ 14:36

Pagina successiva »
Powered by WordPress. Theme by H P Nadig