24 maggio 2016

CARAVAGGIO 2016

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La7 Caravaggio Eredità di un rivoluzionario

15 aprile 2015

PREDICA AGLI UCCELLI – GIOTTO

Filed under: ARTE,LEZIONI 2014-15,LEZIONI DI RELIGIONE,Religione,Senza Categoria — giacomo.campanile @ 10:52

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La Predica agli uccelli è la quindicesima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto.
Fu dipinta verosimilmente tra il 1295 e il 1299. Misura 270×200 cm, più breve delle altre scene perché si trova sulla controfacciata.
Questo episodio appartiene alla serie della Legenda maior (XII,3) di san Francesco: “Andando il beato Francesco verso Bevagna, predicò a molti uccelli; e quelli esultanti stendevano i colli, protendevano le ali, aprivano i becchi, gli toccavano la tunica; e tutto ciò vedevano i compagni in attesa di lui sulla via.”
Secondo la tradizione, la predica agli uccelli ebbe luogo sull’antica strada che congiungeva il castello di Cannara a quello di Bevagna[1]. Oggi il punto dove San Francesco d’Assisi fece il miracolo è segnalato da una pietra sita in località Piandarca nel Comune di Cannara in un’area ancora oggi incontaminata, raggiungibile attraverso un sentiero che inizia appena fuori il paese e si snoda attraverso i campi.

Giotto di Bondone, forse diminutivo di Ambrogio o Angiolo, conosciuto semplicemente come Giotto (Vespignano, 1267 circa — Firenze, 8 gennaio 1337). Venne affidato alla bottega di un pittore, Cenni di Pepi, detto Cimabue, iscritto alla potente Arte della Lana, che abitava nella parrocchia di Santa Maria Novella.
Il Vasari racconta come Giotto fosse capace di disegnare una perfetta circonferenza senza bisogno del compasso, la famosa “O” di Giotto.
Importante per la sua formazione fu il viaggio che intraprese a Roma prima di entrare a far parte del cantiere di Assisi.
Giotto è il protagonista delle decorazioni del registro inferiore della basilica di Assisi, dipinge un ciclo decorativo composto da 28 affreschi dedicati alla vista di San Francesco.
Giotto di pinge questo scene con uno stile tutto nuovo: basta con lo stile bizantino e le rappresentazioni bidimensionali, immette le scene in un mondo che diventa reale utilizzando i chiaroscuri per dare volume, la visione prospettica e armoniosa.

IL FESTINO DI BALTASSAR – REMBRANDT

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Il Festino di Baltassar è un dipinto ad olio su tela di cm 167,6 x 209,2 realizzato nel 1636 circa dal pittore Rembrandt Harmenszoon Van Rijn.
È conservato alla National Gallery di Londra.

VERGINE DELLE ROCCE – LEONARDO DA VINCI

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La seconda versione della Vergine delle Rocce è un dipinto a olio su tavola di Leonardo da Vinci, conservato nella National Gallery di Londra.
La prima versione del dipinto, è invece al Museo del Louvre.
Il dipinto venne commissionato dai confratelli dell’Immacolata Concezione di Maria di Milano per il loro altare nella chiesa di San Francesco Maggiore, ma ci furono dei problemi e si arrivò a una seconda versione poi effettivamente esposta nella chiesa, ora scomparsa.

GIUDITTA DECAPITA OLOFERNE – ARTEMISIA GENTILESCHI

Filed under: ARTE,LEZIONI 2014-15,LEZIONI DI RELIGIONE,Religione — giacomo.campanile @ 10:34

Giuditta che decapita Oloferne è un dipinto ad olio su tela di cm 199 x 162,5 realizzato dalla pittrice italiana Artemisia Gentileschi
È conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

LA CONVERSIONE DI SAN PAOLO – PARMIGIANINO

Filed under: ARTE,LEZIONI 2014-15,Religione — giacomo.campanile @ 10:31

La Conversione di San Paolo è un dipinto del Parmigianino, soprannome di Girolamo Francesco Maria Mazzola, conservato nel Kunsthistorisches Museum a Vienna.
Racconta un episodio biblico tratto dagli Atti degli Apostoli: il romano Saulo persecutore dei Cristiani è sulla strada di Damasco, quando all’improvviso si squarcia il cielo e il Signore gli parla..
A seguito di questo episodio Saulo diventato cieco si convertirà e recupererà la vista a seguito del battesimo.


Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto il Parmigianino (Parma, 11 gennaio 1503 — Casalmaggiore, 24 agosto 1540), è stato un pittore italiano, fondamentale esponente della corrente manierista; deve il soprannome alle sue origini.

LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE RAFFAELLO

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LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE RAFFAELLO

Lo Sposalizio della Vergine è un dipinto a olio su tavola di Raffaello Sanzio, datato 1504 e conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano. È firmato “Raphael Vrbinas” e datato “MDIIII”

MADONNA SISTINA – RAFFAELLO SANZIO

Filed under: ARTE,LEZIONI 2014-15,Religione — giacomo.campanile @ 09:44

MADONNA SISTINA – RAFFAELLO SANZIO

La Madonna Sistina è un dipinto a olio su tela di Raffaello, databile al 1513-1514 circa e conservato nella Gemäldegalerie di Dresda.
L’opera venne dipinta per il convento di San Sisto a Piacenza, come conferma la presenza di due santi ivi particolarmente venerati.
Quest’opera è nota al grande pubblico fondamentalmente per i due angioletti posti sul parapetto della finestra che sono stati riprodotti in svariati gadget.

23 aprile 2014

Discepoli di Emmaus. Luca 24,13 – 35

Filed under: ARTE,LEZIONI DI RELIGIONE — giacomo.campanile @ 12:11

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Emmaus era una antica città della Palestina situata 11 chilometri a nord-ovest di Gerusalemme.

Due discepoli, sconsolati per quanto è appena accaduto a Gesù che essi credevano il Messia, incontrano sulla strada il Signore che spiega loro le Scritture. Un fuoco brucia nel loro cuore e riconoscono nel compagno di viaggio la persona di Gesù quando spezza il pane e lo offre loro. L’episodio dei discepoli di Emmaus rivela l’esperienza di tutti coloro che sono deboli nella fede, ma ai quali il Signore stesso va incontro per confermarli  con la  sua parola e la sua presenza.

Michelangelo da Caravaggio, La cena in Emmaus; dipinto per Ciriaco Mattei nel 1601-02. Dimensioni: 195 x 139 cm). National Gallery, Londra.

Fu arsa da Publio Quintilio Varo, governatore della Siria, ma fu ricostruita e chiamata Nicopoli.

Incerta è la sua identificazione con l’omonimo villaggio, menzionato nel Vangelo di Luca (24,13 – 35), celebre per l’apparizione di Gesù a due dei suoi discepoli.

Giuseppe Flavio conferma la notizia di san Luca evangelista laddove, raccontando che l’imperatore Vespasiano vi aveva stabilito una colonia di 800 veterani licenziati dal suo esercito, dice: «Il luogo è chiamato Emmaus e dista da Gerusalemme sessanta stadii.» (Guerra giudaica 7:6,6)

Duccio da Buoninsegna. Gesù Risorto appare ai discepoli di Emmaus (particolare). Predelle della Maestà, Museo dell’Opera del Duomo. Siena

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15 aprile 2014

La Resurrezione e Noli me tangere è un affresco (200×185 cm) di Giotto

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Resurrezione e Noli me tangere

La Resurrezione e Noli me tangere è un affresco (200×185 cm) di Giotto, databile al 1303-1305 circa e facente parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova. È compreso nelle Storie della Passione di Gesù del registro centrale inferiore, nella parete sinistra guardando verso l’altare.

La scena mostra un doppio episodio: a sinistra il sepolcro vuoto di Cristo con gli angeli seduti e le guardie addormentate testimonia la Resurrezione; a sinistra la Maddalena inginocchiata davanti all’apparizione di Cristo trionfante sulla morte, con tanto di vessillo crociato, e il gesto del Salvatore che le dice di non toccarlo pronunciando, nelle versioni latine dei vangeli, la frase Noli me tangere. Sul vessillo si legge l’iscrizione “VI[N]CI/TOR MOR/TIS”.

Le rocce dello sfondo declinano verso sinistra, dove avviene il nucleo centrale dell’episodio. Gli alberi, a differenza di quelli nel precedente Compianto, sono secchi a sinistra (idealmente “prima” della resurrezione) mentre a destra tornati rigogliosi; gli alberi di sinistra sono comunque danneggiati dal tempo e poco leggibili. L’episodio si caratterizza per un’atmosfera rarefatta e sospesa, di “metafisica astrazione” in cui è vista un’anticipazione di Piero della Francesca.

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